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Il Tavolo Nazionale Affido pubblica “MINORENNI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI e ACCOGLIENZA FAMILIARE – Riflessioni e proposte”

Il Tavolo Nazionale Affido, che da anni unisce in un unico spazio di confronto associazioni e reti di famiglie affidatarie, ha pubblicato un breve documento dal titolo “MINORENNI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI e ACCOGLIENZA FAMILIARE – Riflessioni e proposte” all’interno del quale vi sono alcuni spunti preziosi e autorevoli, data la lunga esperienza maturata negli anni dal Tavolo, sul tema dell’affidamento dei minori stranieri non accompagnati.

Invitandovi ad approfondire ogni aspetto, attraverso una lettura completa del documento, che potete trovare qui, evidenziamo alcuni passaggi particolarmente illuminanti.
– L’affido di MSNA è una forma specifica di accoglienza, che va ponderata ancor di più forse, tenendo conto delle aspettative ed esigenze dei soggetti coinvolti.
– È una risorsa che non va “sprecata” e deve essere utilizzata in termini progettuali di medio/lungo termine e non come soluzione d’emergenza.
– Gli MSNA sono solitamente prossimi alla maggiore età quindi il “dopo 18 anni” deve essere attentamente costruito attraverso azioni di “accompagnamento all’autonomia” che tengano conto della maggiore vulnerabilità di questi adolescenti privi delle relazioni familiari con il nucleo originario.
– Grande supporto e consapevolezza devono essere garantiti alle famiglie affidatarie, le quali devono disporre di una rete sociale forte, nonché di un sostegno altamente qualificato e professionale da parte dei servizi affidi per saper fronteggiare al meglio le difficili condizioni dell’affido dei MSNA.
– In ultimo, il documento sottolinea come i servizi debbano prevedere un sostegno per le famiglie accoglienti, anche di natura economica: contributo spese, accesso gratuito a servizi specialistici ove necessario, e via dicendo.
A ciò si aggiunge la considerazione che le famiglie affidatarie debbano essere aiutate anche nell’affrontare gli aspetti meramente burocratici legati alla particolare situazione dei MSNA (permessi di soggiorno, accesso ai servizi per cittadini stranieri, ecc…).

I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, 9° Rapporto CRC

È uscito il 9° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – Gruppo CRC – per l’anno 2015-2016.

Il Gruppo CRC è un network, coordinato da Save the Children Italia, costituito nel 2000 e composto da 91 soggetti del Terzo Settore che si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese.
Il Gruppo CRC pubblica ogni anno un Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della CRC, in occasione dell’anniversario della ratifica della Convenzione in Italia (27 maggio). Ad oggi, il Network ha realizzato nove Rapporti di aggiornamento annuali e due Rapporti Supplementari inviati al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’adolescenza è uno dei numerosi focus presenti nel documento, che approfondisce ben 50 tematiche, tra cui anche l’affidamento familiare.

La mappatura della situazione individua criticità su più fronti.
A partire da quello istituzionale, che vede delle importanti lacune sotto il profilo della Governance delle politiche a supporto dell’infanzia e degli adolescenti.
Numerose leggi sono ancora ferme in Parlamento, quali: la riforma del sistema di protezione e accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati – MSNA; l’acquisizione della cittadinanza per i minorenni di origine straniera.

Il Gruppo CRC, inoltre, sottolinea la carenza di dati certi, completi e comparabili in riferimento alle complessa situazione delle persone di minore età fuori dalla famiglia di origine.

Per quanto riguarda nello specifico, il tema dell’affido familiare, proprio la carenza di dati certi e aggiornati al 2015 almeno, complica l’attività di monitoraggio e di comparazione delle situazioni.
Sono numerose le criticità che emergono: ad esempio, oltre alla mancanza di dati omogenei, la durata eccessiva degli affidi, il numero esiguo di affidi di minori di età compresa tra gli 0 e i 2 anni, o ancora l’urgenza di programmare in modo sinergico interventi in chiave preventiva, per evitare l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine, anche attraverso interventi di sostegno alla genitorialità, attraverso una rete di famiglie cosiddette solidali.

Ci sono ovviamente anche delle buone prassi da diffondere e rafforzare, nonché progetti e campagne regionali o nazionali volti a sostenere e diffondere l’affido e la cultura dell’accoglienza, soprattutto nelle zone e territori dove l’affido è meno diffuso e le carenze sono più marcate.

Il documento di ben 204 pagine, si occupa di ambiente familiare e misure alternative all’interno del capitolo IV.

Per chi desidera saperne di più, è possibile leggere e scaricare il documento intero visitando la pagina del Gruppo CRC www.gruppocrc.net/-pubblicazioni-del-gruppo-crc

“Affido Sine Die”, un nuovo volume e un corso dedicato

A Firenze, presso il prestigioso Istituto degli Innocenti, si è tenuta la presentazione del volume “Affido sine die e tutela dei minori. Cause, effetti e gestione”, di Marco Chistolini. Lo stesso autore terrà un corso per operatori sociali sullo stesso tema a Milano il 10 e 11 novembre

L’affido familiare è caratterizzato per essere un provvedimento temporaneo, la cui durata non dovrebbe superare i due anni. Nella pratica, spesso accade che non si realizzino le condizioni per cui il minore possa rientrare nella famiglia di origine, per cui un affido consensuale si trasforma in giudiziale o accade anche che un provvedimento di affido giudiziale venga reiterato, rendendo di fatto l’affido un fatto non più temporaneo, ma duraturo nel tempo.

In questi casi si parla di AFFIDO SINE DIE.
È importante essere consapevoli che gli affidi sine die non avvengono per caso, ma rappresentano l’effetto concreto e tangibile di un certo modo di pensare ed agire diffuso tra coloro che si occupano di tutela minorile.
Riflettere su di essi, quindi, rappresenta una preziosa occasione per comprendere quali valori, sentimenti, pregiudizi, guidino i professionisti che si occupano dei bambini e degli adolescenti allontanati dalla loro famiglia nel costruire progetti e nel prendere decisioni.
Il CAM – centro ausiliario per i problemi minorili di Milano – propone per il 10 e 11 novembre 2016 un corso di formazione di II livello per operatori dell’affido familiare. Il tema proposto è proprio quello degli “AFFIDI SINE DIE, PROGETTAZIONE, GESTIONE E TRASFORMAZIONE IN ADOZIONE”.
Il corso si propone di approfondire le sfide ed i processi decisionali che si organizzano attorno al complesso intervento dell’affido etero-familiare. In particolare, verranno analizzate le interazioni fra modalità di decisione, premesse dell’operatore e contesto di riferimento e come queste possano portare a differenti esiti del percorso stesso di affido.
Considerata la complessità che caratterizza il progetto di affido l’approccio proposto prevede una forte integrazione tra la dimensione sociale, educativa e clinica.

I destinatari del corso sono assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, educatori e a quanti sono professionalmente impegnati nell’ambito dell’affido familiare e della tutela del minore.

Il corso intende costituire un’occasione di approfondimento delle cause che determinano il verificarsi di tanti affidi sine-die, degli accorgimenti opportuni per valutare l’opportunità di attivarli e dei criteri teorico-operativi per gestirli correttamente nei confronti del minore, della famiglia di origine, della famiglia affidataria. Inoltre, congruo spazio verrà dedicato alla possibile trasformazione dell’affido in adozione, anche alla luce della recente legge 173/2015 sulla “continuità degli affetti”.

I contenuti del corso possono essere così brevemente sintetizzati:
Cause e contesto dell’affido sine die.
• Potenzialità e rischi dell’affido sine die.
• Progettare e gestire l’affido sine die.
• Gestire l’affido sine die: la dimensione giuridica.
• Gestire l’affido sine die: la dimensione organizzativa e affettivo relazionale.
• L’evoluzione dell’affido sine die verso l’adozione: alcuni criteri.

Il docente del corso sarà il dott. Marco Chistolini, psicologo – psicoterapeuta, esperto in problematiche minorili e della famiglia da più di 20 anni lavora in stretta collaborazione con il CAM.

È possibile ottenere l’accreditamento: sono infatti previsti crediti ECM per gli psicologi ed educatori professionali e crediti FCOS per assistenti sociali.

Per saperne di più e conoscere le modalità di iscrizione al corso, visita la pagina dedicata su www.cam-minori.org

Nasce AFFIDO 2.0 – Un nuovo spazio tutto dedicato all’Affido

Dalla preziosa collaborazione tra il Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia​ e il portale Bresciabimbi, nasce lo spazio AFFIDO 2.0, dedicato interamente all’AFFIDAMENTO FAMILIARE e all’ACCOGLIENZA.

Da qualche giorno infatti potete trovare all’interno di Bresciabimbi, il portale dedicato alle famiglie di Brescia e provincia, una sezione di approfondimento con info e dettagli su affido e accoglienza!

Logo FTS

Il FORUM PROVINCIALE DEL TERZO SETTORE DI BRESCIA è capofila del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia” all’interno del quale è stato sviluppato il sito web affidobrescia e sviluppata una campagna promozionale e di sensibilizzazione. Per maggiori info sul progetto vedi la pagina dedicata

 

BresciabimbiIl portale BRESCIABIMBI da anni ormai segue tutti gli eventi più importanti in città e provincia dedicati ai più piccoli e alle loro famiglie. E’ diventato ormai un punto di riferimento, impegnato a diffondere e promuovere iniziative ed attività sul territorio di Brescia e Provincia.

INSIEME hanno attivato una sezione denominata “Affido 2.0” nel main menu con articoli/approfondimenti collegati

In questo spazio vi ritroverete (e ci ritroverete) come in un ambiente “familiare”: con la nostra grafica, i nostri personaggi colorati e il nostro modo di raccontare l’affido…uno spazio nuovo e in crescita che ci auguriamo possa trovare il riscontro di tanta gente!

Per saperne di più andate su
Affido 2.0

 

 

Affido è … Proviamo a raccontarlo con un video

Oggi presentiamo ufficialmente il nostro video dal titolo “Affido è…” un video per parlare delle ed alle “famiglie, più grandi” (anche a quelle che potrebbero decidere di diventarlo), come recita il motto del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”, di cui Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia è capofila e che da circa un anno coinvolge 13 enti pubblici e privati della Provincia di Brescia.

Tra le sinergie e collaborazioni avviate grazie al progetto, quella con l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia ha permesso di coinvolgere alcuni studenti nella realizzazione e diffusione di un video promozionale sul tema, tanto delicato quanto complesso, dell’affido famigliare.

Il video è stato realizzato, sotto la supervisione del Forum, da Giovanni Bocchi in collaborazione con Andrea Della Sala ed è da oggi disponibile ai link:
youtube
vimeo
oltre che sulle pagine FB Affido Brescia 

Gli studenti hanno lavorato al video da febbraio a maggio: le illustrazioni della bresciana Marta Comini sono animate nelle sezioni di info-grafica e ci aiutano a introdurre i protagonisti, le varie forme di affido e accoglienza attivabili e le modalità per avvicinarsi a questa forma di solidarietà famigliare e “salire sul tandem dell’affido”.
Ampio spazio è lasciato poi alla voce diretta dei protagonisti: preziose testimonianze di viaggio di famiglie affidatarie, naturali e di ragazzi che hanno vissuto o stanno ancora vivendo esperienze di affido.
Infine, Solidarietà, Fiducia, Accoglienza e Crescita sono i termini chiave che abbiamo scelto di mettere in evidenza nella parte centrale del video, insieme ad immagini corali di bambini e ragazzi.

Il video sarà proiettato nel corso delle diverse serate di promozione e sensibilizzazione che anche per il 2016 si susseguiranno sulla provincia e sempre promosse sui canali web del progetto.

Non ci resta che ringraziare ancora una volta tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare il video e che lo hanno reso secondo noi tanto speciale! Grazie!

Affido è…

Affido è

Si parla di Affido e di Accoglienza anche sul Corriere della Sera

A gennaio sul CORRIERE della SERA – inserto Brescia – è uscito un articolo dedicato al nostro PROGETTO sull’AFFIDAMENTO FAMILIARE e la rete tra i servizi della Provincia di Brescia.

Per chi se lo fosse perso, ecco qui l’articolo e le testimonianze dirette su affido a tempo pieno e affido “leggero” rilasciate dai nostri protagonisti.
Due storie autentiche per capire meglio, di tante norme e definizioni, che cosa significa fare affido e condividere la cultura dell’accoglienza. Perché essere genitori affidatari, in qualunque forme lo si possa essere, vuol dire essere genitori nel senso più ampio e completo.

Buona lettura!

Articolo Corriere Affido

Percorso Formativo per Operatori del Sociale

reteTra pochi giorni prende avvio la prima edizione del corso “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE” rivolto agli operatori del sociale che hanno deciso di aderire a quest’iniziativa formativa.

Il corso ha ottenuto l’accreditamento del CROAS per gli assistenti sociali.

 

 

Obiettivi del percorso formativo

Il percorso formativo è una delle azioni progettuali successive alla ricognizione delle prassi operative e metodologiche e intende:
– sviluppare una maggior consapevolezza rispetto ai propri pregiudizi e le proprie posizioni riguardo l’affidamento;
– aumentare la conoscenza delle differenze di approcci, modelli operativi, metodologici e tecnici nelle pratiche dell’affido;
– ampliare la capacità del territorio di fare sistema, cioè di pensarsi e immaginarsi – al di là delle specificità territoriali e organizzative – come sistema integrato, valorizzando le esperienze già in essere;
– incentivare e sostenere processi innovativi nelle pratiche intervenendo, in particolare, sugli aspetti di criticità individuati nella ricognizione preliminare.

Destinatari del percorso formativo
Assistenti sociali, psicologi, educatori, consulenti famigliari, operatori dei servizi tutela e affidi, operatori delle équipe che si occupano di prevenzione

Sede del percorso formativo
Sala formazione “Ciapetti” c/o Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia
Via Salgari 43/b Brescia

Articolazione del percorso formativo
Il percorso formativo si sviluppa in cinque incontri di 4 ore ciascuno (dalle 9.30 alle 13.30), per un totale di 20 ore complessive.

Ogni incontro è focalizzato su una tematica particolare, ma l’insieme degli incontri permette di riprendere e approfondire la globalità del lavoro sociale centrato sulle pratiche dell’affidamento familiare.
Saranno realizzate due edizioni identiche del percorso formativo per permettere la più ampia partecipazione di operatori del territorio.

1) Il sé di fronte all’affido e gli aspetti emotivi – formatore: Cecilia Edelstein
– 1° ed. martedì 12/01/2016
– 2° ed. mercoledì 20/01/2016

Analizzando le criticità e le mancanze di una pratica sociale, spesso emerge quanto queste siano fortemente legate e interconnesse alle posizioni degli operatori. Non possiamo, nei contesti affidatari, parlare per esempio di “coinvolgimento della famiglia di origine” o di “sensibilizzazione del territorio” senza scoprire e indagare idee, premesse, pregiudizi e la sfera emotiva degli operatori stessi.
Questo incontro, di carattere esperienziale, non intende né può essere esaustivo, ma ha l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti e aumentare la consapevolezza lasciando i professionisti con piste per approfondire e su cui pensare ulteriormente, sia a livello individuale, sia a livello d’équipe, ogni qualvolta intervengano o si trovino di fronte a scelte significative.

2) Il processo di co-costruzione del progetto – formatore: Livia Cadei
– 1° ed. martedì 26/01/2016
– 2° ed. mercoledì 03/02/2016

L’incontro in oggetto mira a focalizzare la logica della co-costruzione per la promozione della cultura dell’affido. Per co-costruzione si intende una modalità di operare attraverso la quale tutti i soggetti coinvolti nel progetto partecipano ad un gruppo di lavoro per costruire delle ipotesi condivise sulla natura delle questioni da affrontare; predisporre un piano di interventi connesso al problema individuato; monitorarne la realizzazione e, infine, effettuare le necessarie verifiche degli esiti conseguiti.
Si tratta quindi di una modalità di lavoro che valorizza il coinvolgimento delle famiglie d’origine e affidatarie, dei minori e degli operatori che insieme, eppure portatori di interessi diversi, individuano le coordinate del progetto affido ed elaborano strategie operative. La co-costruzione fa leva su uno spazio-tempo per costruire un’ipotesi della situazione da affrontare delineandola nelle sue dimensioni processuali.
Risultati attesi:
• visione organica e complessa del progetto di affidamento
• coinvolgimento dei tutti gli attori coinvolti del processo di affido;
• maggiore collaborazione tra gli operatori dell’affido

3) Le valutazioni (iniziali, in itinere, finali) – formatore: Roberto Maurizio
– 1° ed. martedì 16/02/2016
– 2° ed. mercoledì 24/02/2016

In questo incontro l’attenzione è concentrata sui processi di valutazione che attraversano tutto il percorso dell’affido, dal momento in cui il Servizio sociale si trova di fronte alla possibilità/necessità di attivare tale intervento. Già la decisione di operare in questa prospettiva è, inevitabilmente frutto di valutazioni, ma anche la costruzione del Progetto Quadro e del Progetto di Affido richiedono altre valutazioni, così come a conclusione dell’esperienza la decisione di concludere o meno (e con quali modalità) rimanda ad altri processi valutativi che concernono gli esiti raggiunti e non raggiunti, previsti/attesi e imprevisti/inattesi. Nell’incontro sarà possibile confrontarsi sul senso della valutazione e sugli aspetti metodologici e tecnici del processo valutativo per rendere gli operatori maggiormente consapevoli delle possibilità di introdurre innovazione nelle pratiche a partire dall’approccio valutativo.

4) Gli elementi qualificanti i processi di affido – formatore: Cecilia Edelstein
– 1° ed. martedì 01/03/2016
– 2° ed. mercoledì 09/03/2016

L’incontro aprirà le danze a scenari (im)possibili in maniera creativa e originale. Durante la mattinata, attraverso un percorso co-costruito tra operatori e formatore, si cercherà di andare oltre le “buone prassi” per condire e insaporire la pratica dell’affido in modo da renderla qualificante e un’esperienza preziosa per l’intero sistema coinvolto.

5) La costruzione delle reti – formatore: Roberto Maurizio
– 1° ed. mercoledì 16/03/2016
– 2° ed. mercoledì 23/03/2016

In questo incontro i partecipanti saranno stimolati a riflettere sul concetto e sulle pratiche di rete, per aumentare la consapevolezza della sulle potenzialità delle reti nelle pratiche dell’affido ma, altresì, per comprendere la natura delle criticità che i processi di rete generano e vivono e le strategie per fronteggiarle e superarle. Il termine reti è usato al plurale in quanto si possono considerare almeno quattro possibili reti: quella tra servizi e operatori, quella tra realtà associative del territorio, quella tra famiglie affidatarie e quella tra famiglie in difficoltà e, conseguentemente, tutte quelle derivate (ad esempio tra servizi e reti associative).

Metodologia del percorso formativo
Il percorso formativo avrà una forte connotazione di esperienza attiva per i partecipanti che saranno coinvolti nei processi di auto-riflessione sulla propria esperienza (personale/professionale e organizzativa) ma anche in situazioni di confronto ed esercitazioni in/di gruppo che incentiveranno scambi e riconoscimenti reciproci tra i partecipanti, in ordine ai diversi approcci sull’affido e ai diversi modelli di intervento.
Nel percorso saranno utilizzate diverse tecniche di lavoro formativo: dall’analisi di casi alla simulazione, dal lavoro sulle rappresentazioni (con utilizzo di strumenti come immagini, film) al lavoro con strumenti strutturati come schede.
Il formatore, anziché trasmettere nozioni teoriche di tipo astratto, mantenendosi strategicamente in posizione frontale di “esperto di contenuti” rispetto al gruppo, proverà a far emergere idee nuove attraverso un atteggiamento di curiosità e con l’aiuto di varie esercitazioni che mantengano collegate la teoria con la pratica. La funzione del formatore di ciascun incontro è, pertanto, duplice: da un lato proporrà ai partecipanti contenuti, dall’altro curerà la conduzione del gruppo e delle esercitazioni.

Presentazione del progetto sull’affido sulla pagina Facebook Affido Brescia

Oggi vi presentiamo brevemente il progetto Affido:
Il Forum Terzo Settore, Brescia, insieme ad altri 13 enti e associazioni pubbliche e private, ha da poco avviato con il contributo di Fondazione Cariplo,
un progetto triennale, volto a promuovere una nuova cultura della solidarietà familiare e dell’accoglienza, favorire il sorgere di reti di sostegno e di forme di affido “leggero”, valorizzare le diverse risorse famigliari, contribuire a prevenire l’allontanamento dei minori dalle famiglie di origine…continua a leggere il post sulla nostra pagina fb

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