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Progetto “Care Leavers”

“Sperimentazione di interventi in favore di coloro che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria”

La Sperimentazione di interventi in favore di coloro che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria è promossa dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nell’ambito del Fondo per la Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale ed è realizzata in collaborazione con l’Istituto degli Innocenti.

Il progetto viene sperimentato su tutto il territorio nazionale e si pone in maniera sinergica con quanto stabilito nel decreto istitutivo del Reddito di Cittadinanza, cui parte del target di riferimento ha accesso. La sperimentazione ha come protagonisti i ragazzi e le ragazze che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria che li abbia collocati in comunità residenziali o in affido eterofamiliare. Sono destinatari della sperimentazione sia i ragazzi interessati da un provvedimento di prosieguo amministrativo, sia coloro che non ne sono beneficiari. L’obiettivo generale del progetto è quello di accompagnare i neomaggiorenni all’autonomia attraverso la creazione di supporti necessari per consentire loro di costruirsi gradualmente un futuro e di diventare adulti dal momento in cui escono dal sistema di tutele.

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“Angeli e Demoni” – Comunicato Stampa

In relazione all’inchiesta “Angeli e Demoni” riguardante il coinvolgimento di diciotto persone – tra cui un sindaco, psicologi, assistenti sociali, medici, psicoterapeuti, liberi professionisti – accusate di aver redatto falsi documenti allo scopo di togliere figli minori alle loro famiglie e darli in affido retribuito a conoscenti e amici, il Tavolo Affido della Provincia di Brescia, pur non volendo entrare nel merito delle vicende intende porre in risalto quanto di “professionale, etico e trasparente” vi sia dentro al complesso mondo dell’Affido Familiare.

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Progetto “E se diventi farfalla”

Nell’ambito del Progetto Nazionale “E se diventi farfalla”, dedicato ad incrementare l’offerta culturale per la fascia d’età 0-6, Fondazione PInAC offre il seguente laboratorio alle famiglie affidatarie del territorio.

Titolo del percorso: “In rilievo, le Storie di Esopo… “
Durante il laboratorio si esploreranno le favole di Esopo

A cura di: Pietro Maccioni

Manipolando la morbida argilla e scoprendo la magia del gesso si narreranno le storie degli animali incontrati.
Dopo aver letto insieme alcune delle favole di Esopo, si creerà un racconto per immagini che sarà tradotto in volumi usando la tecnica dell’impressione su argilla. Si useranno oggetti trovati, materiali raccolti o di uso comune da imprimere nell’argilla per creare figure e personaggi.
Ogni famiglia realizzerà più scene a bassorilievo nell’argilla, attraverso il calco in gesso delle forme impresse si otterrà uno speculare positivo della composizione creata.

Età: adulti con bambini dai 4 ai 6 anni
Durata: 2 ore
Numero massimo partecipanti: 25

Date:

– Sabato 6 ottobre, dalle 15.30 alle 17.30
– Sabato 20 ottobre, dalle 15.30 alle 17.30
– Sabato 17 novembre, dalle 15.30 alle 17.30

Info e iscrizioni: le iscrizioni devono pervenire all’indirizzo mail massimiliano.vitali@pinac.it entro il 22 settembre 2018. Per ogni famiglia devono essere indicati nella mail di iscrizione: data prescelta; nomi ed età dei bambini partecipanti; mail e numero di telefono di riferimento.

Il percorso potrà essere documentato tramite fotografie e brevi video, pertanto alle famiglie iscritte verrà consegnata una liberatoria per acconsentire o non acconsentire le riprese.

Alla ricerca di un primo raccolto: Primo Corso sull’Affido e l’Accoglienza familiare – COMUNITA’ MONTANA VALLE SABBIA

logo affido vallesabbiasolidale

Il Servizio Affido di Valle Sabbia (i 27 comuni erogano il servizio in forma associata) è parte del più ampio servizio Minori e Famiglie della Comunità Montana (si compone di altre due aree oltre all’affido: Prevenzione e Tutela Minori).

Il servizio completo è affidato all’Azienda Speciale Valle Sabbia Solidale che opera in convenzione con la Cooperativa Area Onlus che offre la figura psicologica per alcune ore, al momento finalizzate alle valutazioni dei potenziali affidatari.

Il Servizio Affido, voluto principalmente dagli operatori, lavora sulla base di  un progetto “Una Famiglia che ci tiene”, stilato dall’azienda in base alle risorse a disposizione, e ad oggi si occupa di svolgere:

  • Azioni di sensibilizzazione e promozione sul territorio
  • Accoglienza e prima informazione/orientamento
  • Formazione degli aspiranti affidatari
  • Valutazioni di potenziali affidatari/famiglie di appoggio
  • Accompagnamento degli affidi in collaborazione con l’équipe Tutela Minori o il servizio Prevenzione nelle varie forme che assumono i progetti.
  • Collaborazione con gli operatori del CePAF di Brescia che si occupa del neonato gruppo affidatari.

Il Servizio Affido è stato inaugurato ad aprile 2016, con un evento di testimonianza tenutosi a Vobarno in collaborazione con l’Associazione Aibi, ben conosciuta nella zona centrale della valle anche per altri progetti attivi in favore di minori e famiglie.  Successivamente si sono susseguiti, tra la primavera 2016 e l’autunno-inverno successivi, degli incontri con quasi tutte le scuole della valle, di presentazione del nuovo servizio coinvolgendo gli assistenti sociali dei comuni interessati. Similmente l’operatore del servizio Affido ha incontrato le diverse parrocchie del territorio. Una prima pubblicità con volantini e locandine ha divulgato l’esistenza del servizio, sono stati spesso utilizzati i notiziari comunali locali, al fine di rendere delle testimonianze in forma scritta e incuriosire rispetto alla tematica. Tutto ciò ha favorito un primo passa parola, tanto che, seppur timidamente, sono giunti i primi cittadini incuriositi dal servizio.

Fino a quel momento però l’interesse dei potenziali affidatari sembrava rivolgersi preferibilmente alle esperienza di accoglienza familiare, le persone apparivano timorose rispetto all’impegno che un affido a tempo pieno può comportare.


Contestualmente, grazie anche al ciclo di incontri sull’autoformazione degli operatori promossa e realizzata grazie al progetto Affido Brescia il territorio valsabbino, ha cominciato a pianificare e costruire il proprio corso di formazione per affidatari, grazie alla condivisione con i colleghi delle modalità formative utilizzate dai partner di progetti nei loro enti.

Nella primavera del 2017 gli operatori volontari del Centro Promozione Affido di Brescia Ce.P.Af hanno proposto una collaborazione e così è stato attivato un gruppo di auto-mutuo-aiuto per affidatari a cui hanno partecipato come relatori/testimoni dei membri del Ce.P.Af, in qualità di futuri facilitatori del gruppo.

Il programma del corso è stato così articolato:

  • I SERATA- “Diventare affidatari? Si, no, forse, perché!
  • II SERATA – “mi presti la tua famiglia?” – I bisogni dei minori “affidati/accolti”
  • III SERATA – “No no, non vedi doppio! Ho due famiglie!” – La famiglia di origine e la famiglia affidataria, tra punti di forza e fatiche.
  • IV SERATA – “In nome della legge” – diritti e doveri degli diversi protagonisti, i ruoli degli attori

Il corso è stato strutturato in un ciclo di 4 serate, di circa due ore ciascuna ed ha coinvolto ben 34 persone.

I numeri sono variati tra la prima e la seconda serata (da 29 a 34) e si è deciso di accettare anche nuovi iscritti in corsa, inventando strategie per aiutare a recuperare i contenuti . Le prime tre serate, ovvero quelle che puntavano a riflettere sulla motivazione all’affido e presentare i bisogni dei minori e delle famiglie (affidatarie e di origine), sono state gestite con metodi attivi di diverso tipo, sfidando le dimensioni del gruppo. Ognuna di questi momenti ha accolto testimoni, storie di vita, l’operatore si è posto più come facilitatore e moderatore, eventualmente chiarificatore di alcuni concetti tecnici che emergevano. Il gruppo ha risposto in modo molto positivo, mostrando generosità nella partecipazione, nella continuità e nel volersi esporre, un segnale forte di interesse si può leggere nell’aumento dei partecipanti, soprattutto nella seconda serata sono comparsi anche i mariti/compagni di alcune donne che si erano iscritte singolarmente.

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ACQUA, SOLE, UN PO’ DI CONCIME E UN PO’ DI SANO SUDORE – I punti di forza

  • Il corso di formazione è stato un evento culmine di tante piccole azioni che lo hanno preceduto, nel tentativo di diffondere interesse/curiosità. La metafora del “terreno fertile” non è casuale, si è cercato proprio di gettare pillole di “concime”, utile a non far cadere nel vuoto la pubblicità. Sicuramente ha avuto la fortuna di essere il primo e unico evento di questo tipo in valle Sabbia, ma questa era anche una grande scommessa.
  • Lo strumento che ha permesso la vera diffusione e pubblicizzazione dell’iniziativa è stato il passaparola e l’uso delle chat/social network, oltre al sostegno alla promozione ricevuto dal nostro progetto provinciale.
  • Fondamentale è stato arricchire il corso con la presenza di testimoni del territorio (es. una coppia che ha tutorato il gruppo nelle serate e che sperimenta l’affido sotto le sue mille forme), come coinvolgere gli operatori volontari del Centro Promozione Affidi di Brescia Ce.P.Af, che stanno facilitando da fine maggio 2017 il Gruppo Affidatari della valle.
  • Grazie ai riscontri finali raccolti è emerso il desiderio dei partecipanti di “trovarsi ancora, al fine di continuare la formazione, è evidente che chi muove dei passi su questo terreno, sente la necessità di stare insieme e di fare rete.
  • Questa attività non è stata pensata come il macro evento informativo degli anni passati, ma appunto come un traguardo di piccoli passi. La Valle Sabbia, anche per la sua conformazione geografica e il tessuto sociale, non è il luogo dei grandi eventi. È un territorio che funziona “appena fuori dalla porta”, che si muove lentamente, anche con parecchie battute di arresto, dove è importante dare “continuità” alle persone: “Affido” significa accoglienza e sostegno fin dal primo momento tra chi si incontra, per cui è assicurare continuità tra chi organizza la formazione e chi segue i percorsi di approfondimento e di accompagnamento è un elemento importante.Affido a tempo parziale
  • Serve mantenere l’attenzione sul tema, anche riproponendo azioni già svolte e inventandone nuove per rispondere ai bisogni elevati in valle di risorse familiari per affidi diurni di varia natura e prossimità familiare.
  • Tra gli obiettivi per l’immediato futuro c’è quello di coinvolgere alcune zone della valle, in particolare in Alta e altissima valle: il territorio più sguarnito di proposte per minori e famiglie, oltre a voler dedicare più energie all’incontro con realtà che rappresentano un cuore pulsante in termine di partecipazione (es. associazioni).

Siamo solo all’inizio..il progetto Affido in Valle Sabbia continua…

Prendimi in affetto: un progetto che si arricchisce

PrendimiInAffetto-Logo

Tra i partner del nostro progetto ci sono soggetti sia pubblici che del privato sociale come il progetto @PRENDIMI IN AFFETTO nato all’interno delle Comunità per Minori gestite dalle Suore Poverelle dell’Istituto Palazzolo.

Il progetto “Prendimi in affetto”  diffonde e cura la pratica dell’affido attraverso la sensibilizzazione e l’accompagnamento di quelle famiglie o single che si rendono disponibili ad intraprendere l’esperienza dell’affido. Il preciso intento di questo progetto è quello di ridurre al minimo i tempi di permanenza dei minori nelle comunità, di offrire loro l’opportunità di godere di un’esperienza familiare positiva ed adeguata e di rispondere al diritto fondamentale di ogni bambino di avere una famiglia.

L’equipe del progetto “Prendimi in affetto” svolge quotidianamente la sua attività per:

  1. Promuovere e sensibilizzare sui temi dell’affido e raccogliere la disponibilità di quanti sono interessati
  2. Incontrare le famiglie disponibili per un primo momento di conoscenza e valutazione delle motivazioni che spingono alla scelta dell’affido
  3. Riconoscere le famiglie più idonee e inserirle nel percorso formativo
  4. Valutare, al termine del percorso formativo, la concreta disponibilità della famiglia all’accoglienza di un minore
  5. Presentare le famiglie disponibili ai Servizi Sociali, in caso di richiesta di avvio di un progetto di affido da parte degli stessi
  6. Stipulare il “contratto” di affido tra le parti in causa (Servizio Sociale, Ente a cui il minore è affidato, operatore referente del progetto “Prendimi in affetto”, famiglia d’origine e famiglia affidataria)
  7. Affiancare, sostenere ed aiutare le famiglie affidatarie per tutta la durata dell’affido

Grazie al Progetto Affido Brescia e alle sinergie con gli operatori dei servizi sociali le attività sono state potenziate e arricchite moltiplicando i momenti di scambio e condivisione tra famiglie d’origine e affidatarie e con i minori coinvolti nell’affido.

Gli strumenti utilizzati sono stati di diversa forma, dai colloqui formali in presenza dell’equipe, alternati a momenti informali di incontro e scambio, per affrontare insieme la quotidianità dei minori. Anche qui tuttavia il confronto tra le famiglie viene supportato dalla presenza di un operatore che si fa garante del massimo grado di condivisione possibile.

Logo Affido gruppoSempre grazie al progetto Affido Brescia è stato potenziato il lavoro con i minori e, accanto al gruppo di incontro mensile delle famiglie affidatarie, è stato ideato un percorso esperienziale per i figli naturali delle coppie affidatarie e per i minori in affido. L’idea si è sviluppata in 3 fasi:

  • nella prima attraverso un laboratorio creativo sull’affido,
  • nella seconda parte è stato coinvolto un arte-terapeuta,
  • nella terza parte, quella conclusiva, tutti si sono riuniti in un unico grande gruppo con minori e famiglie.

 

 

Per saperne di + sul progetto Prendimi in Affetto e contattare direttamente gli operatori visita la pagina dedicata La rete nel bresciano: progetto Prendimi in affetto

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Il TEMA della FORMAZIONE agli operatori al CENTRO di nuove SPERIMENTAZIONI

Resta alta l’attenzione sulla formazione condivisa degli operatori sociali.

Dopo il primo percorso formativo “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE” realizzato nel corso del I anno del nostro progetto ed a cui hanno aderito ben 48 operatori, si torna sul tema formazione con due iniziative.

1. INCONTRI DI “CONDIVISIONE PRASSI TRA GLI OPERATORI” DEGLI ENTI PARTNER
All’interno del progetto sono state programmate 3 giornate di condivisione tra i referenti dei partner dedicate a temi specifici del processo di affido: la formazione della famiglie affidatarie, la valutazione delle famiglie, modelli di accompagnamento dei progetti di affido.
La prima giornata si è tenuta a novembre, le altre sono previste ad inizio 2017.
Gli incontri sono condotti dai membri della Cabina di Regia del progetto e si propongono di individuare gli elementi condivisi sui temi da tutti considerati essenziali e di confrontarsi su metodologie e strumenti applicabili e sulla loro efficacia.

2. GLI “ELEMENTI QUALIFICANTI DEI PROCESSI DI AFFIDO – APPLICAZIONI PRATICHE”
Un primo percorso condiviso di formazione è stato realizzato nel 2016 all’interno del Progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della provincia di Brescia”, destinato agli operatori pubblici e privati del territorio bresciano che si occupano di affido (Servizi affido, Tutela minori, Terzo settore). Durante tale percorso sono stati affrontati gli elementi qualificanti l’affido che, insieme, offrono un modello alternativo e innovativo di gestione dei percorsi di affido, volto a superare le principali problematiche che oggi vive questa pratica.

Durante la formazione, alcuni operatori hanno sollevato delle perplessità su come applicare delle pratiche innovative nell’affrontare i casi di affido: la co-progettazione, il lavoro sulle risorse, il coinvolgimento di tutti i membri del sistema, la costruzione di un’équipe interdisciplinare e della rete, la pluralità dei luoghi, la valutazione soggettiva in itinere sono solo alcuni degli elementi che i servizi si chiedevano come introdurre, ecc….
Al contempo, questi elementi avevano sollevato curiosità ed è nata, insieme, l’idea di applicare queste pratiche ad alcuni casi monitorandoli e discutendone insieme grazie ad uno scambio arricchente e affrontando le difficoltà e sperimentando pratiche diverse.

Così si è arrivati a questo nuovo percorso formativo, la cui partecipazione è destinata ai referenti dei partner del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido sul territorio della provincia di Brescia” e agli operatori che hanno partecipato al percorso di formazione del 2016.
La metodologia di realizzazione prevede che il gruppo si ritrovi in plenaria per discutere dei casi selezionati seguiti in via sperimentale. La conduzione degli incontri sarà curata dalla formatrice.
La conduttrice sarà la dott.ssa Cecilia Edelstein, presidente Shinui – Centro di Consulenza sulla Relazione (www.shinui.it), ideatrice del modello sistemico pluralista, social worker, psicologa e terapeuta familiare e sistemica, etnopsicologa, counselor e mediatrice familiare.
Al termine del percorso verrà fornito uno strumento di restituzione al gruppo di quanto emerso.
Il percorso, di 6 incontri, partirà a metà marzo 2017 per concludersi nel mese di novembre 2017.

Il Coordinamento Famiglie Affidatarie inaugura il concorso “CANTIERE AFFIDO” per le scuole del bresciano

Il concorso “CANTIERE AFFIDO: costruiamo famiglie accoglienti”, promosso dal Coordinamento Famiglie Affidatarie di Brescia, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia,
nasce dal forte desiderio di promuovere una cultura dell’accoglienza familiare tra i bambini, i giovani e le loro famiglie.

La SCUOLA come servizio pubblico è il luogo per eccellenza di socializzazione ed esperienza educativa e formativa, palestra di promozione dei valori necessari alla formazione integrale della persona umana, ma nel contempo è pure lo spazio di esperienza inclusiva di bambini e ragazzi in affido con le loro famiglie.

Il CFA – Coordinamento Famiglie Affidatarie è impegnato da molti anni a tutelare il fondamentale diritto di tutti i bambini a vivere in una famiglia. Tutte le attività svolte dalle famiglie e dagli operatori partono dalla convinzione che la famiglia sia un diritto irrinunciabile per ogni minore.
Ogni bambino e ragazzo non ha solo bisogno di nutrirsi, di dormire, di essere curato nell’igiene personale, ma anche di essere amato ed educato.

L’obiettivo del Concorso CANTIERE AFFIDO, attraverso il coinvolgimento culturale della Scuola bresciana, è far riflettere studenti, docenti e famiglie sul tema dell’accoglienza familiare, ascoltare il punto di vista delle nuove generazioni e far conoscere le attività dell’Associazione e delle sue famiglie, attraverso la predisposizione di un elaborato che potrà assumere diverse forme espressive che “racconti” uno degli argomenti proposti dal concorso.

I partecipanti ammessi al Bando di Concorso “Cantiere affido: costruiamo famiglie accoglienti” sono tutti gli studenti delle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado di Brescia e Provincia.

Il tema promosso dal concorso è quello dell’accoglienza familiare dei bambini e degli adolescenti per invitare alla riflessione sui seguenti argomenti:
1. La solidarietà verso i minori che vivono il disagio familiare (trascuratezza e maltrattamenti).
2. Il diritto di ogni bambino ed adolescente ad avere dei genitori ed una casa.
3. Il benessere del bambino e dell’adolescente.
4. Il significato dell’accoglienza di un minore in famiglia.
5. Le dinamiche relazionali che sorgono al momento dell’accoglienza.
6. Come la comunità sostiene le famiglie accoglienti.
7. La diffusione di una cultura dell’accoglienza.
8. Il sentirsi parte di una rete di famiglie accoglienti.

La partecipazione è gratuita e richiede la consegna degli elaborati secondo le modalità e le tempistiche riportate nel regolamento del bando scaricabile dal sito www.coordinamentofamiglieaffidatarie.it

I partecipanti si impegnano, qualora siano selezionati tra i vincitori, a presentare il lavoro in
occasione della premiazione pubblica finale.

I lavori devono essere inviati entro e non oltre il 31 MARZO 2017.

Per informazioni è possibile rivolgersi a:
· Segreteria CFA – Coordinamento Famiglie Affidatarie: 030/221234
· Mason Marco: 338/1745564