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Domande frequenti

Quali obblighi hanno gli affidatari ?

Gli affidatari si impegnano ad accogliere nella propria famiglia il minore e a provvedere al suo mantenimento, all’educazione e all’istruzione, rispettando le peculiarità del bambino e quanto indicato dei suoi genitori, oltre a quello indicato dai servizi. In ogni caso l’affidatario esercita i poteri connessi con la potestà parentale in relazione agli ordinari rapporti con la scuola e le autorità sanitarie.
Gli affidatari si impegnano inoltre a curare e mantenere i rapporti con la famiglia d’origine e agevolare il rientro del minore, in base a quanto concordato nel progetto d’affido.
Il principio di non interrompere gli incontri con la famiglia d’origine è fondamentale. E’ importante che i genitori naturali non si sentano estromessi e anzi si sentano coinvolti nel processo affettivo e di crescita del figlio, devono sentire gli affidatari come “alleati” e non come nemici.

Cos’è uno spazio neutro?

È un luogo che tutela il minore nel suo diritto di visita e nel contempo verifica se ci sono i presupposti per l’assunzione delle responsabilità genitoriali, facilitando e sostenendo la relazione minori-genitori.
La finalità principale è quindi quella di rendere possibile e sostenere il mantenimento della relazione tra il bambino e i suoi genitori a seguito di una separazione dovuta ad un momento di profonda crisi famigliare.

Cosa si intende per progetto d’affido?

E’ il progetto, personalizzato e multi-disciplinare, che pone al centro il minore e le sue relazioni. Viene stilato dai servizi sociali in collaborazione con gli altri soggetti coinvolti (associazioni famigliari, reti di famiglie, famiglia affidataria, tutore legale, ecc..). Contiene un’analisi della situazione di difficoltà del bambino e della sua famiglia d’origine, e deve inoltre contenere:

  • la previsione della durata dell’affido,
  • i modi e i tempi degli incontri tra il minore e la sua famiglia d’origine,
  • i termini del rapporto tra famiglia affidataria e famiglia d’origine del minore,
  • gli impegni definiti dal Servizio per la famiglia affidataria e per la famiglia d’origine,
  • i momenti di verifica del progetto stesso e di sostegno alle famiglie,
  • le condizioni che possono consentire il rientro del minore nella famiglia d’origine.

Chi può proporre l’affidamento?

Possono essere gli stessi genitori in difficoltà a rivolgersi ai servizi sociali, i quali a loro volta a seguito di denuncia o segnalazione da parte degli organi di pubblica sicurezza possono attivarsi oppure è la magistratura a proporlo.

Quanto dura l’affido?

Dipende, esistono varie tipologie di affido e accoglienza, quindi la sua durata può variare molto:

  • affido per pronta accoglienza o d’emergenza (fino a tre mesi);
  • affido a breve termine (fino a 1 anno);
  • affido a medio/lungo termine (durata superiore a 1 anno);
  • affido prolungato (si protrae anche oltre il diciottesimo anno di età).