Video – Testimonianza di viaggio da “Storie di Bene” programma di Teletutto

Guarda il Video dal programma “Storie di Bene”  

condotto da Clara Camplani

Storie di Bene, il racconto dei protagonisti che hanno donato o ricevuto bene, perché fare del bene fa bene.


Dal noto programma di Teletutto “Storie di Bene”, puntata dedicata all’affido e all’accoglienza.

Testimonianza realizzata in collaborazione con il Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

 

I protagonisti della storia:Icona testimonianze

Minore in affido: Andrea 10 anni;
Famiglia affidataria: Domenica, Pietro ed Emanuele figlio naturale;
La rete di supporto: l’associazione, i gruppi di autoaiuto, i servizi sociali, la comunità.

 

 


Ho sempre pensato che non v’è nessuna felicità maggiore di quella della famiglia. 

Dostoevskij

In arrivo la 2^ GIORNATA PROVINCIALE DELL’AFFIDO E DELL’ACCOGLIENZA

Insieme per l’Affido Familiare e una nuova cultura dell’Accoglienza

Domenica 21 maggio 2017 al Parco dell’Acqua – Ambiente Parco a Brescia, a partire dalle ore 11,

ci sarà la

2^ Giornata Provinciale dell’Affido e dell’Accoglienza

con la partecipazione e il supporto di enti da tutta la provincia di Brescia, sia del settore pubblico che del privato sociale.
Sarà un’occasione speciale di incontro, dedicata ai minori in affido, alle famiglie che li accolgono e a quelle da cui provengono, oltre che uno spazio per promuovere le tematiche della giornata.

La provincia di Brescia raccoglie realtà ed esperienze molto diverse tra loro e sul nostro territorio la situazione non è omogenea, ma anzi decisamente frammentata: i servizi ci sono, ma è importante lavorare sulle preziose reti e sinergie tra operatori, professionisti e volontari che ogni giorno sono impegnati in questo campo così delicato.
Proprio per tentare di superare questa frammentazione, da circa un anno è partito il progetto  “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”, finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dal Forum del Terzo Settore di Brescia con il supporto tecnico di Atelier Europeo.
All’interno di questo progetto più ampio si inserisce la 2^ Giornata Provinciale, pensata e realizzata in collaborazione con tutti i 13 partner.

L’iniziativa è realizzata con la preziosa collaborazione del Comune di Brescia, con il patrocinio di Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del Centro Servizi per il Volontariato.

Sarà la verde cornice del Parco dell’Acqua e di Ambiente Parco ad ospitare questo momento di festa, con sorprese e giochi per i più piccoli e le loro famiglie.

All’interno dello spazio Alimenti.Amo…

• 11h00 – 18h00 Mostra delle opere del Concorso “Cantiere Affido: costruiamo famiglie accoglienti”
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

• 11h45 Aperitivo al Parco
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

• 17h15 Premiazione del Concorso “Cantiere Affido: costruiamo famiglie accoglienti”
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

Nel parco…

• 14h00 – 18h00 Il Festival Abibook va la parco
Dalle 14.00 alle 18.00:
letture dei libri presentati al Festival Abibook per bambine e bambini dagli 0 ai 6 anni
a cura di Elisa Giangrossi
Dalle 15.00 alle 16.00 laboratorio gratuito e senza iscrizione di creazione di burattini, a partire dai 4 anni
a cura di Maura Paletti
Ore 16.30 Spettacolo di burattini con l’interazione e l’uso di burattini creati precedentemente dai bambini
a cura di Maura Paletti
A cura della Cooperativa Abibook

• 14h00 – 18h00 Giochiamo con la Sabbia – Spazio allestito per il gioco per adulti e bambini da un anno in su
A cura dell’Associazione Emmi’s Care

• 15h00 – 18h00 Insieme…costruiamo architetture mobili
Laboratorio artistico interattivo con l’artista Maria Laura Marazzi.
A cura della Pinacoteca dell’Età Evolutiva – PInAC

• 14h00 – 18h00 Ritratti di Famiglie
Allestiremo un mini set fotografico (anche questo en plein air) dove un fotografo professionista potrà realizzare dei “ritratti di famiglie” per tutte le famiglie presenti.
A cura di Francesco Frugoni

• 14h30 – 16h30 Laboratorio di Aquiloni
Costruiamo aquiloni con materiale da riciclo e recupero vario
A cura di Chiara Pedrini

Di fronte allo spazio Fai da te…

• 14h00 – 18h00 Ciclofficina Bre-cycling
Ripariamo e mettiamo in sicurezza le biciclette dei bambini e dei grandi che saranno presenti all’iniziativa.
A cura della Cooperativa Il Calabrone

E inoltre…

• Itinerari guidati di Ambiente Parco – Natur.Acqua e Gioco.Lab

• Spazio Info Affido

• Note al parco

• Spazio trucca bimbi e spazio disegno per i più piccoli

• Merenda al parco

Il programma è disponibile anche sulla pagina fb Affido Brescia.

2^GPA2017_programma_short_version

2^GPA II 2017_programma_long version


A5-GPA2017-02

 


La giornata e la partecipazione alle diverse iniziative e laboratori sono ad ingresso gratuito.

VI ASPETTIAMO!

Per informazioni è possibile mandare una e-mail all’indirizzo info@affidobrescia.eu.

Online la storia di marzo: la testimonianza di Emanuela e Letizia, neo affidatarie

Storia del mese di marzo: UN ASSAGGIO NUOVO… L’AFFIDO LEGGERO!

I protagonisti della storia:

Minori in affido: 2 bambine di 5 anni;
Famiglie affidatarie: Emanuela e Letizia mamme neo affidatarie part-time;
La rete di supporto: i servizi sociali, la comunità.


Ci siamo approcciate con “paura” all’affido leggero come è stato concepito dal Servizio Affido del nostro territorio. Abbiamo partecipato ad un incontro formativo proseguito poi con un colloquio con l’assistente sociale ideatrice e divulgatrice passionale del progetto.

È arrivata la telefonata: c’è una bambina di 5 anni che necessita di stare all’aria aperta, avere nuovi stimoli… ed ecco che tutto avviene.

Siamo due ragazze single che non hanno avuto figli. La breve esperienza vissuta e attualmente in corso, è per entrambe molto interessante e ricca di emozioni.

Consigliamo a tutte le single o a chi è “solo” di avvicinarsi a questo mondo con fiducia. La gratitudine di un bambino/a quando gioca liberamente, quando segue un adulto in una banale azione quotidiana, il sorriso di quando assaggia un cibo gradito o la curiosità di quando prova un’emozione, rappresenta per noi un dono ed una emozione ineguagliabile.

Potremmo osare con una battuta… che l’affido è reciproco!

Certamente poi c’è il resto del mondo con il quale bisogna mediare…ma questa è un’altra storia.


 

“Con i bimbi capirsi è semplice.

Quando ti prendono per mano, hanno già scelto di fidarsi di te.”

Anonimo

 

Online una nuova video intervista – la testimonianza di Anthony

Attraverso l’esperienza dell’affido Anthony è cresciuto, diventando un uomo adulto pieno di speranza ed entusiasmo per la vita.Icona testimonianze

Anthony ci spiega con parole semplici, che vanno dritte al cuore, che cosa vuol dire la parola affido, per lui e per tanti bambini e adolescenti in cerca di una famiglia in +

Ascolta le parole di Anthony e guarda il video su youtube

Il video è stato realizzato in collaborazione con il Forum Terzo Settore, Brescia e ai partner del progetto “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA”, grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Grazie agli studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia: Giovanni Bocchi, Andrea Della Sala e all’illustratrice Marta Comini per le immagini grafiche.

#affido #affidobrescia #testimonianzediviaggio

Online una nuova testimonianza di viaggio! La storia di gennaio

Storia del mese di gennaio: Natale a casa Tabarello

I protagonisti della storia:

Famiglia naturale: la mamma Emy, ragazza del Ghana, giunta in Italia ospite di una famiglia di parenti;
Minore in affido: Paolo, nato quando Emy aveva 16 anni;
Famiglia affidataria: Maria, vedova di 60 anni, che convive con la propria madre, Esterina, di 83 anni;
La rete di supporto: i servizi sociali, le famiglie solidali.


Mi presento, sono Maria Tabarello. Ho fatto tante esperienze di affido quando era ancora vivo mio marito ed anche dopo, ma in occasione del Natale voglio raccontare la storia di Emy, di Paolo, di un affido particolare, di mia mamma e del suo ultimo anno di vita.

I genitori di Emy, quando lei ha compiuto 14 anni l’hanno inviata in Italia, da parenti, sperando di darle un futuro migliore.

Lei mi ha raccontato che invece si é sentita sempre trattata come una serva, da questi parenti.

Quando è rimasta incinta di un suo connazionale più grande di lei, la famiglia che la ospitava l’ha cacciata di casa, ed Emy ha cominciato a girovagare; la polizia di Milano, dove era andata per cercare il padre di Paolo, l’ha trovata per strada ed inserita in una comunità per madri con bambini.

Lì ha partorito ed è rimasta fino a che Paolo non ha avuto quasi un anno, ma si sentiva troppo isolata, stretta nelle regole e nel non poter uscire.

L’assistente sociale con cui collaboro da tanti anni mi ha chiesto se volevo provare a fare un affido diverso, occupandomi di una mamma col suo bambino.

Ho pensato “perché no?” certo, la fatica sarebbe stata doppia, un’adolescente da aiutare a fare la mamma, un bambino piccolo… Pero’ sono un’ottimista, ed ho pensato che una ragazza che deve occuparsi di un bambino avrebbe avuto meno grilli per la testa delle sue coetanee e con un bambino piccolo, da sola, non ce l’avrei fatta, ma Paolo aveva la sua mamma …

Ne ho parlato con mia madre, che in quegli anni cominciava ad essere meno autonoma. Lei era abituata alle mie esperienze di affido, pero’ mi ha fatto qualche obiezione sul fatto che fossero stranieri.

Emy si è dimostrata una brava mamma, anche se inesperta, ma il rapporto con lei è stato difficile all’inizio.

Solo col tempo, aiutate dall’assistente sociale, abbiamo superato tante difficoltà: io ho capito che lei aveva paura di essere di nuovo ospitata solo per fare la serva, Emy ha capito che se voleva stare in una famiglia e non in una comunità, doveva cercare anche lei di “creare un clima familiare”.

Paolo invece ha subito rallegrato tutti, simpatico, sereno, sempre sorridente.

Dopo la maggiore età Emy è andata a vivere col padre di Paolo, lontano da dove abito, ha avuto altri 2 bambini, mi chiama sempre per avere consigli, sono l’unico punto di riferimento che ha in Italia, e quando può viene a trovarmi.

Quando se ne sono andati abbiamo sofferto tanto, io e mia mamma, ma sapevamo che era giusto così.

Nel primo Natale in cui non erano con noi, ma che sono venuti a trovarci, nell’ultimo anno di vita di mia mamma, lei mi ha detto: “non pensavo, alla mia età, di affezionarmi così tanto ad un bambino di colore”

Ecco Paolo è stato il Gesù bambino dell’ultimo Natale di Esterina, a cui aveva allietato e intenerito la vecchiaia.

Io ho chiesto in seguito all’assistente sociale di propormi di nuovo qualche esperienza di affido di madri con bambini, perché ho capito di essere adatta a questo tipo di esperienza, da cui ho ricevuto molto.


 

“Tre cose ci  sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori ed i bambini.”

Dante

Online la seconda video intervista – La storia di Jennifer

Per Jennifer l’esperienza dell’affido è stata fondamentale, per avere un’opportunità, una vita diversa, una famiglia con cui Icona testimonianzecrescere.
Le sue parole ed i suoi occhi ci dicono molto sul reale significato dell’affido, per un bambino e per il suo futuro.

Guarda il video su youtube

Il video è stato realizzato in collaborazione con il Forum Terzo Settore, Brescia e ai partner del progetto “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA”, grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Grazie agli studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia: Giovanni Bocchi, Andrea Della Sala e all’illustratrice Marta Comini per le immagini grafiche.

#affido #affidobrescia #testimonianzediviaggio

Online la storia del mese di dicembre

Storia del mese di dicembre: APPARTENERSI

I protagonisti della storia:

Famiglia Naturale: mamma Irene 37 anni e papà Giacomo 42 separati
Minori in affido: Luca 7 anni e Paola 6 anni
Famiglie affidatarie: Marco e Adriana e figli (famiglia di Luca)
Massimo e Donatella e figli (famiglia di Paola)
Rete: Servizi sociali, educatrice, colleghi, scuola, territorio


Ciao, sono Irene, ho 37 anni e due figli in affido di 7 e 6 anni. Sono andati in affido molto presto, avevano poco più e poco meno di un anno. Era luglio del 2010, un lunedì. Ricordo molto bene quel giorno, ho fatto perfino una foto.
Il tempo era bello, ma non per me, io e Luca eravamo tristi: eravamo in comunità e aspettavamo l’arrivo degli affidatari. Io sapevo che il giorno dopo sarei dovuta andare in una casa famiglia per mamme con bambini…a me però li avevano appena tolti.

Son stati anni difficili, non avevo una famiglia, non avevo un lavoro, non avevo una casa. Vedevo i miei bambini in incontri protetti prima una volta al mese e con il tempo siamo arrivati a una volta a settimana, a volte anche in presenza del loro papà.
In questi anni sono cambiata tanto, ho lavorato tanto su di me, ho fatto degli sbagli ma sono riuscita a migliorare. Per un periodo ho addirittura vissuto per strada, sui treni. Poi nel 2011 ho conosciuto il nuovo servizio sociale e mi è stata data una nuova possibilità; i servizi hanno visto e riconosciuto i miei sforzi e hanno avuto fiducia in me.

Oggi ho una casa e un lavoro e posso incontrare i miei bambini tutte le settimane, a volte anche senza l’educatrice. Qualche volta sono venuti a casa mia, ed è stato magico. Oggi i bambini sono più legati a me, penso che questo sia dovuto al fatto che mi hanno permesso di stare di più con loro così Luca e Paola mi hanno conosciuta meglio ed io sto imparando cosa vuol dire occuparsi di loro.
A settembre ho chiesto di poterli accompagnare a scuola per il loro primo giorno, e me lo hanno accordato!!! E’ stato emozionante!!! Quando sono arrivata a casa a prenderli è stato come rinascere. Non avevo mai visto dove abitassero e dove fossero cresciuti fino a quel momento.
Sono uscita di casa all’alba, con la paura di perdere il treno. Mi sentivo con le ali.
Luca non sapeva nulla, e quando sono arrivata mi si è lanciato nelle braccia.
Con Adriana, la sua affidataria, è stato bello, mi son sentita accolta e come se fossi a casa mia. Ma è davvero così, perché lì c’è un pezzo della mia vita. Poi sono andata a scuola e c’erano tutti i compagni e le maestre, e Luca mi ha fatto conoscere tutti, anche le maestre. Adriana mi ha detto che se volevo potevo andare a prenderlo all’uscita alle 12.30, e nel frattempo sono stata con lei. Mi ha raccontato di Luca, dal primo giorno che era da loro, ho pranzato con loro. C’era una bella atmosfera. Luca ha voluto farmi vedere tutta la casa, e poi abbiamo guardato un cartone animato… mi si è accoccolato addosso… è stato meglio che fare 13!!
Quando sono andata via ero triste, ma non potevo far vedere nulla; un po’ ho rivissuto il distacco di quel giorno in comunità.
Anche con Paola è stato bello… non sapeva che andassi e quando mi ha vista mi guardava ma sembrava non capire. Siamo andati a scuola e le maestre ci hanno aperto la porta e io l’ho accompagnata fino in classe: ho visto il suo banco e ora posso immaginarmi dove sta lei tutto il giorno.

Mi sento rinata, sono tranquilla perché ho visto che i miei bambini sono comunque legati a me e so che stanno bene.
Ora so che le cose possono cambiare. Quel lunedì di luglio credevo che li avrei persi per sempre. Invece nel tempo mi sono accorta che li ho ritrovati, e li sento sempre più legati a me. Le due famiglie che sembrava me li stessero strappando invece hanno fatto la loro parte per rendermi importante agli occhi di miei figli, e io ho scoperto che quelle famiglie sono anche mie.


 

“Ci sono due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: le radici e le ali.”
H.Carter

 

Online la prima Video Intervista – Testimonianze di Viaggio

Icona testimonianzeLa testimonianza di Raquel e della sig.ra Adriana, un’esperienza di affido per crescere insieme.

Guarda il video su youtube

Il video è stato realizzato in collaborazione con il Forum Terzo Settore, Brescia e ai partner del progetto “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA”, grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Grazie agli studenti dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia: Giovanni Bocchi, Andrea Della Sala e all’illustratrice Marta Comini per le immagini grafiche.

#affido #affidobrescia #testimonianzediviaggio

Online la storia del mese di novembre!

Storia del mese di novembre: ACCOGLIERE E RI-ACCOGLIERE

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Rosa, mamma di 45 anni, Franco marito della signora, patrigno di Francesco.
Minore in affido: Francesco, di 16 anni.
Famiglia affidataria: Cristina 50 anni e Daniele 55 anni, altri figli affidatari Alessandro 22 anni e Mattia di 24 anni.
Le reti: il servizio tutela minori, un’associazione che riunisce delle famiglie affidatarie, l’istituto comprensivo.


La storia di Francesco è una storia traumatica basti pensare che all’età di 9 anni è stato allontanato dalla propria famiglia d’origine, dopo essere stato abusato per diverso tempo da una persona esterna alla famiglia all’insaputa della mamma.

Francesco dopo l’allontanamento è stato accolto in una comunità per minori, all’interno della quale è riuscito a trovare una rispondenza ai suoi bisogni e a trovare uno spazio per affrontare il suo vissuto traumatico. A quel punto del percorso è stato importante per lui sperimentare una realtà familiare che lo supportasse e che lo facesse sentire amato e accolto anche con le sue fragilità e il suo vissuto faticoso.

La famiglia di Cristina e Daniele è stata adeguata per Francesco grazie alla semplicità, la stabilità e l’alto grado di empatia con cui l’ha accolto.

L’affido per Francesco è riuscito ad essere un’esperienza positiva anche grazie alla capacità della mamma di capire che per lui era importante fare un pezzo di strada con un’altra famiglia accanto, pur non condividendo tale scelta.

Dopo sette anni di affido si è potuto osservare una progressiva maturazione di Francesco che lo ha portato oggi ad essere un adolescente che vive pienamente la propria età e momento evolutivo con discreta serenità ed equilibrio.

Francesco oggi è rientrato nella propria famiglia d’origine che nel tempo è riuscita ricreare una condizione familiare adeguata a riaccoglierlo e a costruire con gli affidatari una relazione di reciproco rispetto e collaborazione.


 

“Anche se il timore avrà sempre più argomenti, tu scegli sempre la speranza”
Seneca

I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, 9° Rapporto CRC

È uscito il 9° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – Gruppo CRC – per l’anno 2015-2016.

Il Gruppo CRC è un network, coordinato da Save the Children Italia, costituito nel 2000 e composto da 91 soggetti del Terzo Settore che si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese.
Il Gruppo CRC pubblica ogni anno un Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della CRC, in occasione dell’anniversario della ratifica della Convenzione in Italia (27 maggio). Ad oggi, il Network ha realizzato nove Rapporti di aggiornamento annuali e due Rapporti Supplementari inviati al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’adolescenza è uno dei numerosi focus presenti nel documento, che approfondisce ben 50 tematiche, tra cui anche l’affidamento familiare.

La mappatura della situazione individua criticità su più fronti.
A partire da quello istituzionale, che vede delle importanti lacune sotto il profilo della Governance delle politiche a supporto dell’infanzia e degli adolescenti.
Numerose leggi sono ancora ferme in Parlamento, quali: la riforma del sistema di protezione e accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati – MSNA; l’acquisizione della cittadinanza per i minorenni di origine straniera.

Il Gruppo CRC, inoltre, sottolinea la carenza di dati certi, completi e comparabili in riferimento alle complessa situazione delle persone di minore età fuori dalla famiglia di origine.

Per quanto riguarda nello specifico, il tema dell’affido familiare, proprio la carenza di dati certi e aggiornati al 2015 almeno, complica l’attività di monitoraggio e di comparazione delle situazioni.
Sono numerose le criticità che emergono: ad esempio, oltre alla mancanza di dati omogenei, la durata eccessiva degli affidi, il numero esiguo di affidi di minori di età compresa tra gli 0 e i 2 anni, o ancora l’urgenza di programmare in modo sinergico interventi in chiave preventiva, per evitare l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine, anche attraverso interventi di sostegno alla genitorialità, attraverso una rete di famiglie cosiddette solidali.

Ci sono ovviamente anche delle buone prassi da diffondere e rafforzare, nonché progetti e campagne regionali o nazionali volti a sostenere e diffondere l’affido e la cultura dell’accoglienza, soprattutto nelle zone e territori dove l’affido è meno diffuso e le carenze sono più marcate.

Il documento di ben 204 pagine, si occupa di ambiente familiare e misure alternative all’interno del capitolo IV.

Per chi desidera saperne di più, è possibile leggere e scaricare il documento intero visitando la pagina del Gruppo CRC www.gruppocrc.net/-pubblicazioni-del-gruppo-crc

“Affido Sine Die”, un nuovo volume e un corso dedicato

A Firenze, presso il prestigioso Istituto degli Innocenti, si è tenuta la presentazione del volume “Affido sine die e tutela dei minori. Cause, effetti e gestione”, di Marco Chistolini. Lo stesso autore terrà un corso per operatori sociali sullo stesso tema a Milano il 10 e 11 novembre

L’affido familiare è caratterizzato per essere un provvedimento temporaneo, la cui durata non dovrebbe superare i due anni. Nella pratica, spesso accade che non si realizzino le condizioni per cui il minore possa rientrare nella famiglia di origine, per cui un affido consensuale si trasforma in giudiziale o accade anche che un provvedimento di affido giudiziale venga reiterato, rendendo di fatto l’affido un fatto non più temporaneo, ma duraturo nel tempo.

In questi casi si parla di AFFIDO SINE DIE.
È importante essere consapevoli che gli affidi sine die non avvengono per caso, ma rappresentano l’effetto concreto e tangibile di un certo modo di pensare ed agire diffuso tra coloro che si occupano di tutela minorile.
Riflettere su di essi, quindi, rappresenta una preziosa occasione per comprendere quali valori, sentimenti, pregiudizi, guidino i professionisti che si occupano dei bambini e degli adolescenti allontanati dalla loro famiglia nel costruire progetti e nel prendere decisioni.
Il CAM – centro ausiliario per i problemi minorili di Milano – propone per il 10 e 11 novembre 2016 un corso di formazione di II livello per operatori dell’affido familiare. Il tema proposto è proprio quello degli “AFFIDI SINE DIE, PROGETTAZIONE, GESTIONE E TRASFORMAZIONE IN ADOZIONE”.
Il corso si propone di approfondire le sfide ed i processi decisionali che si organizzano attorno al complesso intervento dell’affido etero-familiare. In particolare, verranno analizzate le interazioni fra modalità di decisione, premesse dell’operatore e contesto di riferimento e come queste possano portare a differenti esiti del percorso stesso di affido.
Considerata la complessità che caratterizza il progetto di affido l’approccio proposto prevede una forte integrazione tra la dimensione sociale, educativa e clinica.

I destinatari del corso sono assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, educatori e a quanti sono professionalmente impegnati nell’ambito dell’affido familiare e della tutela del minore.

Il corso intende costituire un’occasione di approfondimento delle cause che determinano il verificarsi di tanti affidi sine-die, degli accorgimenti opportuni per valutare l’opportunità di attivarli e dei criteri teorico-operativi per gestirli correttamente nei confronti del minore, della famiglia di origine, della famiglia affidataria. Inoltre, congruo spazio verrà dedicato alla possibile trasformazione dell’affido in adozione, anche alla luce della recente legge 173/2015 sulla “continuità degli affetti”.

I contenuti del corso possono essere così brevemente sintetizzati:
Cause e contesto dell’affido sine die.
• Potenzialità e rischi dell’affido sine die.
• Progettare e gestire l’affido sine die.
• Gestire l’affido sine die: la dimensione giuridica.
• Gestire l’affido sine die: la dimensione organizzativa e affettivo relazionale.
• L’evoluzione dell’affido sine die verso l’adozione: alcuni criteri.

Il docente del corso sarà il dott. Marco Chistolini, psicologo – psicoterapeuta, esperto in problematiche minorili e della famiglia da più di 20 anni lavora in stretta collaborazione con il CAM.

È possibile ottenere l’accreditamento: sono infatti previsti crediti ECM per gli psicologi ed educatori professionali e crediti FCOS per assistenti sociali.

Per saperne di più e conoscere le modalità di iscrizione al corso, visita la pagina dedicata su www.cam-minori.org

Nasce AFFIDO 2.0 – Un nuovo spazio tutto dedicato all’Affido

Dalla preziosa collaborazione tra il Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia​ e il portale Bresciabimbi, nasce lo spazio AFFIDO 2.0, dedicato interamente all’AFFIDAMENTO FAMILIARE e all’ACCOGLIENZA.

Da qualche giorno infatti potete trovare all’interno di Bresciabimbi, il portale dedicato alle famiglie di Brescia e provincia, una sezione di approfondimento con info e dettagli su affido e accoglienza!

Logo FTS

Il FORUM PROVINCIALE DEL TERZO SETTORE DI BRESCIA è capofila del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia” all’interno del quale è stato sviluppato il sito web affidobrescia e sviluppata una campagna promozionale e di sensibilizzazione. Per maggiori info sul progetto vedi la pagina dedicata

 

BresciabimbiIl portale BRESCIABIMBI da anni ormai segue tutti gli eventi più importanti in città e provincia dedicati ai più piccoli e alle loro famiglie. E’ diventato ormai un punto di riferimento, impegnato a diffondere e promuovere iniziative ed attività sul territorio di Brescia e Provincia.

INSIEME hanno attivato una sezione denominata “Affido 2.0” nel main menu con articoli/approfondimenti collegati

In questo spazio vi ritroverete (e ci ritroverete) come in un ambiente “familiare”: con la nostra grafica, i nostri personaggi colorati e il nostro modo di raccontare l’affido…uno spazio nuovo e in crescita che ci auguriamo possa trovare il riscontro di tanta gente!

Per saperne di più andate su
Affido 2.0

 

 

Affido è … Proviamo a raccontarlo con un video

Oggi presentiamo ufficialmente il nostro video dal titolo “Affido è…” un video per parlare delle ed alle “famiglie, più grandi” (anche a quelle che potrebbero decidere di diventarlo), come recita il motto del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”, di cui Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia è capofila e che da circa un anno coinvolge 13 enti pubblici e privati della Provincia di Brescia.

Tra le sinergie e collaborazioni avviate grazie al progetto, quella con l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia ha permesso di coinvolgere alcuni studenti nella realizzazione e diffusione di un video promozionale sul tema, tanto delicato quanto complesso, dell’affido famigliare.

Il video è stato realizzato, sotto la supervisione del Forum, da Giovanni Bocchi in collaborazione con Andrea Della Sala ed è da oggi disponibile ai link:
youtube
vimeo
oltre che sulle pagine FB Affido Brescia 

Gli studenti hanno lavorato al video da febbraio a maggio: le illustrazioni della bresciana Marta Comini sono animate nelle sezioni di info-grafica e ci aiutano a introdurre i protagonisti, le varie forme di affido e accoglienza attivabili e le modalità per avvicinarsi a questa forma di solidarietà famigliare e “salire sul tandem dell’affido”.
Ampio spazio è lasciato poi alla voce diretta dei protagonisti: preziose testimonianze di viaggio di famiglie affidatarie, naturali e di ragazzi che hanno vissuto o stanno ancora vivendo esperienze di affido.
Infine, Solidarietà, Fiducia, Accoglienza e Crescita sono i termini chiave che abbiamo scelto di mettere in evidenza nella parte centrale del video, insieme ad immagini corali di bambini e ragazzi.

Il video sarà proiettato nel corso delle diverse serate di promozione e sensibilizzazione che anche per il 2016 si susseguiranno sulla provincia e sempre promosse sui canali web del progetto.

Non ci resta che ringraziare ancora una volta tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare il video e che lo hanno reso secondo noi tanto speciale! Grazie!

Affido è…

Affido è

Online la prima storia del mese di giugno!

Storia del mese di giugno: LA GIOIA DEL DARE

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Sara, 38 anni
Minori in affido: Paola, 16 anni – Monica, 12 anni
Famiglia affidataria: Giulia, 48 anni – Marco, 51 anni
Le reti: la famiglia naturale, la famiglia affidataria, l’assistente sociale, il parroco ed i volontari dell’oratorio, il gruppo di famiglie affidatarie, la banda musicale, il tribunale dei minorenni.


Siamo sposati da quasi ventidue anni anni e da sei anni viviamo la bella e travolgente esperienza dell’affido familiare: la nostra prima figlia in affido, ora adolescente, non è più a casa con noi, ma la sentiamo con regolarità e la aiutiamo per quanto possiamo. Con noi c’è da più di quattro anni la nostra seconda bimba, arrivata all’età di quasi otto anni, una piccoletta magrissima, con due grandi occhi e i corti capelli drittissimi, desiderosa di tanti baci e lunghi abbracci (anche ora che è più grande!).

La bimba di allora è cresciuta, è una ragazzina allegra e solare, si è affezionata molto a noi e a tutta la famiglia. La sua mamma naturale ha fiducia in noi ed abbiamo instaurato con lei un buon rapporto: la sua fragilità non le permette di allevare la figlia e, anche se a volte se ne rammarica, è comunque contenta che la sua bambina abbia trovato un porto sicuro e tranquillo dove crescere.

Vede la figlia ogni quindici giorni: gli incontri si svolgono in un’atmosfera tranquilla e cordiale.

Noi viviamo la quotidianità come tante altre famiglie: le nostre giornate sono piene di impegni suddivisi tra casa, lavoro, scuola, compiti, catechismo, attività proposte dall’oratorio e dalla banda musicale. Nei confronti di nostra figlia ci siamo impegnati come famiglia (compresi i nostri rispettivi genitori, nonni a tutti gli effetti) a darle la tranquillità e la serenità di cui ha davvero necessità. Lei è cambiata nel tempo, è più calma, matura e riflessiva, sorride molto, è meno pensierosa ed imbronciata, riesce a vivere meglio anche l’incontro con la mamma, dalla quale è meno dipendente che in passato. In questi anni abbiamo maturato pian piano l’idea dell’affido grazie ad alcuni carissimi amici, un’assistente sociale ed una giovane coppia, che ci hanno fatto capire il senso profondo di una genitorialità estesa oltre i legami naturali e il valore dell’accoglienza di una storia che include la presenza delle famiglie di origine dei minori.

Gli affidatari sono persone normalissime che si mettono in gioco per crescere insieme ai loro figli, giunti da realtà diverse, dolorose, complicate, ragazzi di ogni età desiderosi di affetto, comprensione e vicinanza.

Dare affetto è la cosa più importante, confidando che la Provvidenza ci aiuti a “fare il resto” nella convinzione che la crescita dei figli, affidati o naturali, non è solo opera nostra, ma anche di chi ce li ha donati e ha favorito il nostro incontro con loro dal giorno nel quale le nostre vite sono cambiate.

A livello zonale da anni c’è un gruppo di famiglie affidatarie, del quale facciamo parte, che si incontra una volta al mese, alla presenza di un’assistente sociale, per raccontarsi le rispettive esperienze, dare e ricevere consigli e riflettere sulla realtà dell’affido nella quale sono coinvolti i minori, la famiglia affidataria, la famiglia di origine, i servizi sociali, i tribunali per i minorenni.

A noi piace molto ritrovarci insieme a queste famiglie e, con alcune di loro, abbiamo partecipato a qualche serata di sensibilizzazione all’affido familiare organizzata dai nostri servizi sociali di zona.

Desideriamo ringraziare queste famiglie e le molte altre famiglie nostre amiche e conoscenti, che ci hanno sostenuto e ci supportano in questa avventura: anche attraverso il loro aiuto concreto e la simpatia con la quale ci accompagnano sentiamo su di noi la mano provvidente di Dio.


 

“Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20, 34-35)

 

IN ARRIVO LA 1^ GIORNATA PROVINCIALE DELL’AFFIDO E DELL’ACCOGLIENZA

Insieme per l’Affido Familiare e una nuova cultura dell’Accoglienza

Domenica 10 aprile 2016 ad Ambiente Parco, a partire dalle ore 10, si terrà la prima giornata dedicata interamente all’affidamento familiare, con la partecipazione e il supporto di enti da tutta la provincia di Brescia, sia del settore pubblico che del privato sociale.
Sarà un’occasione speciale di incontro, dedicata ai minori in affido, alle famiglie che li accolgono e a quelle da cui provengono, oltre che uno spazio per promuovere le tematiche della giornata.

La provincia di Brescia raccoglie realtà ed esperienze molto diverse tra loro e sul nostro territorio la situazione non è omogenea, ma anzi decisamente frammentata: i servizi ci sono, ma è importante lavorare sulle preziose reti e sinergie tra operatori, professionisti e volontari che ogni giorno sono impegnati in questo campo così delicato.
Proprio per tentare di superare questa frammentazione, da circa un anno è partito il progetto  “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”, finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dal Forum del Terzo Settore di Brescia con il supporto tecnico di Atelier Europeo.  All’interno di questo progetto più ampio si inserisce la 1° Giornata Provinciale, pensata e realizzata in collaborazione con tutti i 13 partner.

L’iniziativa è realizzata con la preziosa collaborazione del Comune di Brescia, con il patrocinio di Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del Centro Servizi per il Volontariato.

Sarà la verde cornice di Ambiente Parco ad ospitare questo momento di festa, con sorprese e giochi per i più piccoli e le loro famiglie.
Fin dal mattino sarà aperta la piccola mostra “Album di famiglia” a cura della Fondazione PInAC che esporrà alcune opere della sua vasta collezione sui diversi modi di stare in famiglia.
Dal primo pomeriggio sono in programma i laboratori teatrali “A piedi nudi sul palco”, riservati a coppie composte da “adulto-bambino” (divisi per fascia d’età 3/6 e 7/11 anni) curati dalla Cooperativa Teatro Telaio;  si aggiunge uno spazio speciale dedicato ai più piccoli per solleticare la loro fantasia attraverso letture animate a cura della Cooperativa Colibrì (“1,2,3 Stai con Me?”).
La Cooperativa Il Calabrone nel pomeriggio ci aiuterà con i suoi operatori a riparare le biciclette di grandi e piccini nella piccola “Ciclofficina Bre-Cycling” mentre per chi ama la musica..esibizione dell’Orchestra Giovanile Bresciana con ben 70 giovani musicisti.
In chiusura della giornata potremo assistere allo spettacolo “Scatole, non pacchi!” realizzato con la collaborazione dei genitori-attori della rete familiare “Vivere con la porta aperta”, presso il Teatro S. Afra.

Agli itinerari sempre presenti al Parco dell’Acqua, con l’accompagnamento degli operatori di Ambiente Parco (Alimenti.Amo, Natur.Acqua, Gioco.Lab, Mate.Land), si aggiungeranno altre sorprese e spazi di intrattenimento che vi invitiamo a scoprire scaricando il programma completo qui disponibile sia tramite locandina che in forma estesa.

Durante tutta la giornata sarà attivo un Punto “Info” per quanti vorranno saperne di più su affido e accoglienza, in collaborazione con gli operatori dei partner del progetto.

Il programma completo della giornata è disponibile anche sulla pagina fb Affido Brescia.

PROGRAMMA 1^GPAA – scarica il programma

La giornata e la partecipazione alle diverse iniziative e laboratori sono ad ingresso gratuito.

VI ASPETTIAMO!

Sono aperte le pre-adesioni per i laboratori teatrali “A piedi nudi…sul palco”, curati dalla Cooperativa Teatro Telaio: per informazioni e preadesioni è possibile mandare una e-mail all’indirizzo info@affidobrescia.eu  o chiamare allo 0302284900.

GPA locandina

 

 

Online la seconda storia del mese di febbraio!

Storia del mese di febbraio: “Si Parte…Si Arriva…Insieme”

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: mamma Maria anni 48, papà assente
Minore in affido: Giorgia, 13 anni.
Famiglia affidataria: mamma Sara anni 48, papà Mauro anni 50, i loro 3 figli naturali (Andrea 14 anni, Luca 12, Marco 10)
Le reti: il Servizio Affidi, la scuola, il territorio.


Maria viene ricoverata, due anni fa, in una struttura psichiatrica per uno scompenso causato da abuso alcoolico.
Tornata a casa appare evidente la sua fragilità e il bisogno di prendersi del tempo per ritrovare un proprio equilibrio.
I nonni e gli zii non sono nella condizione di accogliere la nipote e il padre non è mai stato presente nella vita di Giorgia.
La ricerca di una famiglia affidataria ci porta da Sara e Mauro, che avevano già sperimentato per breve tempo una esperienza di affido.
Pur consapevoli delle possibili difficoltà nell’inserire Giorgia in un nucleo familiare con figli naturali coetanei e di sesso maschile, le motivazioni e l’ entusiasmo della coppia hanno convinto anche gli operatori più scettici.

Si Parte

L’inserimento appare da subito positivo, si instaura un buon rapporto sia con la coppia affidataria che con i figli della stessa.
La rete sociale le permette nuove amicizie e un ottimo ingresso a scuola.
Il fatto di essere l’ unica “figlia” femmina ha evitato le possibili gelosie e i conflitti con i tre figli della coppia e la famiglia stessa si è sperimentata in un nuovo ruolo, in particolare Mauro ha da subito instaurato un legame affettivo profondo con Giorgia.
Nel corso dei colloqui con gli operatori emerge quanto Giorgia si senta parte del nucleo, riferendo all’Assistente sociale “…Sara e Mauro ci tengono molto ai voti, ci dicono sempre che vorrebbero che tutti andassimo  all’università..”.
Fondamentale è stata anche la collaborazione da parte della famiglia di origine: la mamma, la nonna e gli zii di Giorgia hanno sempre sostenuto e rimandato positivamente gli interventi degli affidatari creando una buona relazione di fiducia.

Si Arriva…

Giorgia, a distanza di due anni, rientrerà a giugno nel nucleo d’origine, dopo la conclusione del ciclo scolastico delle scuole secondarie di primo grado. La madre ha fatto un buon percorso personale, riconosce che “Giorgia è cambiata perché io sono cambiata”, consapevole dell’aiuto ricevuto dalla figlia da parte della famiglia affidataria.
A settembre inizierà le superiori e la sua richiesta è quella di “capovolgere” il calendario: prima incontrava la mamma ogni due settimane nel week end, adesso chiede di poter fare il contrario, si recherà ogni due fine settimana dagli affidatari volendo mantenere con loro una relazione stabile e duratura.

 

Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona.
(Carl Gustav Jung)

Online la prima storia del mese di febbraio!

Storia del mese di febbraio: L’Affido…questione di Fiducia

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Gianni 38 anni e Lidia 35 anni.
Minore in affido: Nicola 13 anni.
Famiglia affidataria: Laura 45 anni e Franco 46 anni, senza figli.
Le reti: il Servizio Affidi, la scuola, il territorio.


Laura e Franco sono arrivati al servizio affidi per il percorso di avvicinamento all’affidamento familiare convinti di dare la propria disponibilità per accogliere un bambino piccolo, seguendo la logica del vecchio adagio “figli piccoli, problemi piccoli…figli grandi problemi grandi”.

Dagli elementi emersi nella fase di conoscenza, a noi operatori sembrava più adatto però, il quel momento e per quello che avevano portato come coppia, l’abbinamento con un adolescente.
Quando è arrivata la richiesta di trovare una famiglia adatta al progetto di affido per Nicola il nostro pensiero è andato quindi subito a Laura e Franco: al “fresco sorriso di Laura” e al “serio e determinato” sguardo di Franco.
Quando abbiamo fatto la proposta alla coppia Franco ci ha guardati con occhi confusi quasi a dire “forse non siamo stati chiari??” …. dopo un approfondito confronto sulle motivazioni della nostra proposta, Laura e Franco hanno deciso di fidarsi di noi e, dopo poche settimane, è iniziata la conoscenza con il mondo di Nicola.
A distanza di un anno ecco cosa dicono i protagonisti di questa storia.

ASPETTAVAMO UN CUCCIOLO ED È ARRIVATO UN PICCOLO UOMO …
Ci chiamiamo Laura e Franco, conviventi da più anni, un giorno per caso, coinvolti da un’amica, abbiamo deciso di intraprendere il percorso dell’affido.
Iniziamo cosi l’iter dell’affido, con la promessa fra di noi, che nel momento in cui non ci fossimo sentiti di poterlo portare avanti, con tutta onestà, ci saremmo ritirati. Ammettiamo che inizialmente l’idea di condividere l’educazione del bambino affidato con un sacco di altra gente: psicologi, assistenti sociali, ecc…, ci sembrava una “rottura”, nonché l’idea di avere a che fare con la famiglia di origine del bambino. Ma se inizialmente, gli “addetti ai lavori”, ci potevano apparire un fastidio, man mano nel percorso ci rendevamo conto che rappresentavano una risorsa!
Finito l’iter di conoscenza, non ci rimaneva che l’attesa dell’abbinamento.
Inutile dire i pensieri che ci affollavano la mente! inizialmente ci immaginavamo un bambino ed invece ci siamo ritrovati un adolescente di 13 anni. Per noi, mai stati genitori, questa proposta era bizzarra …. non è che ci garbasse molto! Ma conosciuta la sua storia, non ci siamo sentiti di “abbandonarlo”. E cosi siamo andati ad incontrarlo! Descrivere quel momento…non è come viverlo! L’inserimento è stato graduale: prima l’incontro di 2 ore, poi la prima volta a casa nostra un pomeriggio, poi un week end, e poi…eccolo a casa con noi! Noi in imbarazzo, col desiderio di piacergli, lui timido e con altrettanti timori. Tutto quello che ci si aspettava non è stato…e quello che non avevamo messo in conto…si! Pensavamo di trovare un ragazzino molto provato, arrabbiato con il mondo, con dei lati oscuro
Un po’ provato lo era, ma era al tempo stesso solare, e con tanto bisogno di affetto!
A distanza di un anno, possiamo dire di aver avuto gli stessi problemi che hanno nostri amici con i propri figli … Forse la difficoltà maggiore è stata trovare un equilibrio fra noi, come coppia, e poi trovare la giusta “dose” di severità e affettuosità.
In questo momento siamo molto sereni , fare del bene fa star bene anche a noi.
QUELL’ADOLESCENTE … SONO PROPRIO IO
Ciao,
io sono Nicola, quel ragazzino che Laura e Franco avevano paura di incontrare.
A 11 anni sono stato allontanato dai miei genitori e, per alcuni mesi, sono stato seguito da una zia. Poi sono stato inserito per un anno e mezzo in una casa famiglia.
Quando ho conosciuto Laura e Franco, ho cambiato l’ennesima scuola e trovato tanti amici nuovi, dei buoni professori e finalmente una buona famiglia. Sto frequentando la scuola che mi piace e cerco di impegnarmi il più possibile (anche se studiare non mi piace per niente).
Attualmente vedo mio papà ogni 15 giorni mentre, per ora, preferisco non vedere mia mamma.
Ora con loro mi trovo bene, ma all’inizio con Franco non è stato proprio così, la sua severità mi stava “stretta”. Laura invece si è mostrata sempre disponibile e buona, a volte si arrabbia per delle sciocchezze ma alla fine andiamo molto d’accordo.
Sono finalmente sereno.

 

Non ci può essere amore dove non c’è fiducia
Edith Hamilton

 

Online la seconda storia del mese di gennaio!

Storia del mese di gennaio: Tutto può succedere

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: mamma Carola anni 47, papà Armando anni 52, un fratello più piccolo, Paolo
anni 7.
Minore in affido: Alberto anni 9.
Famiglia affidataria: mamma Silvia anni 45, papà Mirco anni 48, i loro otto figli naturali dai 24 ai 7 anni e Stefano, di anni 16, in affido da un anno e mezzo.
Le reti: l’Istituto con i suoi professionisti, la scuola, le famiglie affidatarie del servizio affidi.


Mi chiamo Paolo, ho sette anni compiuti e, fino ad un anno e mezzo fa, mio fratello Alberto ed io
abitavamo ancora a casa nostra con mamma e papà.
La mamma però era sempre triste e si alzava dal letto solo per pulire la casa.
Papà decideva tutto da solo, mi portava a scuola e accompagnava mio fratello a fare tutte le visite
con un sacco di dottori.
Sì perchè lui non parla, sa solo urlare, si fissa sempre sulle cose e non é come me e nemmeno
come gli altri bambini della sua età.
Mi ricordo che quando eravamo a casa nostra, Alberto stava delle ore alla finestra a guardare le
macchine che passavano sulla strada oppure dondolava sulla sedia battendo due dita della mano
sul bordo del tavolo, senza dire una parola e poteva andare avanti così senza fermarsi mai…
mamma e papà non gli dicevano mai niente perché così stava buono e io lo guardavo e mi
chiedevo che cosa stava pensando, ma, se mi avvicinavo, lui incominciava a gridare.
Per questo adesso Alberto abita in una casa speciale, insieme a tanti altri bambini, dove ci sono
dei maestri che gli insegnano a parlare, gli fanno fare tante cose diverse e riescono a capire di che
cosa ha bisogno anche quando lui non dice niente.
Il sabato e la domenica e nei periodi di vacanza, mi ha detto la Daniela che da qualche settimana
Alberto va a casa di una famiglia che ha conosciuto lei, che ha tanti figli e che lo va a prendere
perchè anche a lui, come a me, piace stare tutti insieme e fare le cose normali di tutti i giorni, come
mangiare la torta che prepara la mamma, giocare a pallone e farsi fare un sacco di coccole.
Alberto però non è in affido tutta la settimana nella stessa famiglia come me, ma ci sta di meno e
quindi la Daniela, che è la mia assistente sociale, dice che gli ci vuole più tempo per conoscerla e
per fidarsi.
Però dice anche che sono bravi, che hanno la pazienza e che gli vogliono già bene anche se si
conoscono da poco. Io non ci credevo quando la Daniela mi diceva che forse aveva trovato una
famiglia speciale per Alberto, ma lei continuava a ripetermi che “tutto può succedere”…
Io sono contento che anche per Alberto c’è una famiglia che lo vuole e spero che non si stanchino
di mio fratello perchè, anche se non parla non é per niente scemo e di sicuro sta bene con Carola,
Armando e tutti i figli, perchè quando deve andare via da casa loro, mi ha detto la Daniela che urla
e piange per tutto il viaggio.
La mamma e il papà li vediamo una volta ogni quindici giorni per un’ora soltanto, dentro una
stanza con dei giochi in cui c’é anche una signora che sta lì insieme a noi tutto il tempo. Certe
volte invece c’é la Daniela al posto della signora e io sono contento perchè mi è simpatica.
A casa non siamo più andati, ma la Daniela dice sempre che “tutto può succedere”.


TUTTO PUÒ SUCCEDERE ( Negramaro )Icona testimonianze
“Lei che arriva dritto al cuore sa ormai
come prendermi
per non sorprendermi più
Passa così tutta da qui
la vita che non torna più
se non sei più tu a viverla così
come piace a te
vivila senza più paure
finché sei qui e tutto può succedere
vivimi senza più paure
e tutto può succedere tra di noi
prendila com’è, la vita è tutta qui”

Si parla di Affido e di Accoglienza anche sul Corriere della Sera

A gennaio sul CORRIERE della SERA – inserto Brescia – è uscito un articolo dedicato al nostro PROGETTO sull’AFFIDAMENTO FAMILIARE e la rete tra i servizi della Provincia di Brescia.

Per chi se lo fosse perso, ecco qui l’articolo e le testimonianze dirette su affido a tempo pieno e affido “leggero” rilasciate dai nostri protagonisti.
Due storie autentiche per capire meglio, di tante norme e definizioni, che cosa significa fare affido e condividere la cultura dell’accoglienza. Perché essere genitori affidatari, in qualunque forme lo si possa essere, vuol dire essere genitori nel senso più ampio e completo.

Buona lettura!

Articolo Corriere Affido

Anno nuovo…nuova storia da raccontare! Ecco la prima storia del mese di gennaio

Storia del mese di gennaio: Insieme…è possibile!

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: mamma Federica 33 anni, papa Marco 42 anni, entrambi senegalesi
Minore in affido: Luca, 4 anni
Famiglia affidataria: Stefano e Maria, 5 figli
Le reti: la famiglia allargata, la scuola dell’infanzia, il gruppo missionario, l’assistente sociale del comune, il Centro psico sociale


Marco vive da tempo in Italia, lavora a tempo pieno e indeterminato ed è ben inserito nel suo contesto di vita.
Torna in Senegal per sposarsi e fa rientro con la moglie Federica. Dopo poco tempo nasce Luca. Federica fatica ad adeguarsi alla vita italiana, non riesce ad inserirsi e si sente sola, priva dei sostegni familiari che aveva nel proprio paese d’origine.
Inizia cosi una fase depressiva importante. Nonostante i supporti garantiti dalle associazioni, dal marito e dalle altre connazionali non riesce a stare meglio. La scuola dell’infanzia inizia a segnalare disturbi del comportamento di Luca: è spesso assente, chiuso in se stesso, fissa il vuoto. Federica acconsente ad iniziare un percorso di presa in carico al CPS e si inizia una valutazione per Luca. Emerge un quadro preoccupante: Luca non viene stimolato, la mamma non riesce a rapportarsi a lui in modo affettuoso perché troppo concentrata su se stessa.

Entrambi i genitori accettano di essere seguiti dal servizio sociale in modo consensuale. Non vengono emessi decreti del Tribunale. Federica e Marco riconoscono i problemi di Luca. Marco riesce ad occuparsi di lui in modo adeguato, ma trascorre tutta la giornata al lavoro. Chiedono aiuto per crescere Luca.

Il servizio sociale chiede a Stefano e Maria la disponibilità ad accogliere Luca per un affido diurno. Viene firmato un progetto consensuale: il papà, prima di andare al lavoro, porta Luca dagli affidatari verso le 7:30 e poi lo va a riprendere per le 18:30 all’uscita dal lavoro. Gli affidatari lo accompagnano a scuola, gli fanno la doccia e gli danno la cena. Luca inizia subito a migliorare, gioca volentieri con i figli degli affidatari, dimostra entusiasmo e piano piano impara tante nuove cose. Il papà si assume un impegno davvero grande e, seppur con tanta fatica, lo porta avanti (casa, lavoro, figlio, moglie et.).

Il contatto quotidiano con il padre è complicato per gli affidatari, ma ogni richiesta dei genitori viene accolta con molto rispetto e attenzione. Il papà si sente accolto da Stefano e Maria che, nonostante la vicinanza dimostrata sanno anche dare suggerimenti su cosa piace a Luca, cosa gli da fastidio, cosa lo fa divertire, suggerimenti che lui accetta e mette in pratica. In alcuni casi il papà arriva in ritardo, porta Luca anche nei giorni non concordati perché ha bisogno di riposare e di avere del tempo per se.
Gli affidatari accettano, segnalano al servizio e si concorda insieme come procedere.

La situazione nel tempo migliora la mamma di Luca inizia a stare meglio. La coppia ha anche una seconda figlia. Stefano e Maria restano un punto di riferimento importante per Luca e i suoi genitori. Luca nel frattempo si è trasferito, ma torna a trovare gli affidatari quando può e quando riesce.


 

È impossibile, disse l’orgoglio. È rischioso, disse l’esperienza. È inutile, tagliò la ragione. Provaci, sussurrò il cuore.
Anonimo

Percorso Formativo per Operatori del Sociale

reteTra pochi giorni prende avvio la prima edizione del corso “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE” rivolto agli operatori del sociale che hanno deciso di aderire a quest’iniziativa formativa.

Il corso ha ottenuto l’accreditamento del CROAS per gli assistenti sociali.

 

 

Obiettivi del percorso formativo

Il percorso formativo è una delle azioni progettuali successive alla ricognizione delle prassi operative e metodologiche e intende:
– sviluppare una maggior consapevolezza rispetto ai propri pregiudizi e le proprie posizioni riguardo l’affidamento;
– aumentare la conoscenza delle differenze di approcci, modelli operativi, metodologici e tecnici nelle pratiche dell’affido;
– ampliare la capacità del territorio di fare sistema, cioè di pensarsi e immaginarsi – al di là delle specificità territoriali e organizzative – come sistema integrato, valorizzando le esperienze già in essere;
– incentivare e sostenere processi innovativi nelle pratiche intervenendo, in particolare, sugli aspetti di criticità individuati nella ricognizione preliminare.

Destinatari del percorso formativo
Assistenti sociali, psicologi, educatori, consulenti famigliari, operatori dei servizi tutela e affidi, operatori delle équipe che si occupano di prevenzione

Sede del percorso formativo
Sala formazione “Ciapetti” c/o Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia
Via Salgari 43/b Brescia

Articolazione del percorso formativo
Il percorso formativo si sviluppa in cinque incontri di 4 ore ciascuno (dalle 9.30 alle 13.30), per un totale di 20 ore complessive.

Ogni incontro è focalizzato su una tematica particolare, ma l’insieme degli incontri permette di riprendere e approfondire la globalità del lavoro sociale centrato sulle pratiche dell’affidamento familiare.
Saranno realizzate due edizioni identiche del percorso formativo per permettere la più ampia partecipazione di operatori del territorio.

1) Il sé di fronte all’affido e gli aspetti emotivi – formatore: Cecilia Edelstein
– 1° ed. martedì 12/01/2016
– 2° ed. mercoledì 20/01/2016

Analizzando le criticità e le mancanze di una pratica sociale, spesso emerge quanto queste siano fortemente legate e interconnesse alle posizioni degli operatori. Non possiamo, nei contesti affidatari, parlare per esempio di “coinvolgimento della famiglia di origine” o di “sensibilizzazione del territorio” senza scoprire e indagare idee, premesse, pregiudizi e la sfera emotiva degli operatori stessi.
Questo incontro, di carattere esperienziale, non intende né può essere esaustivo, ma ha l’obiettivo di sensibilizzare i partecipanti e aumentare la consapevolezza lasciando i professionisti con piste per approfondire e su cui pensare ulteriormente, sia a livello individuale, sia a livello d’équipe, ogni qualvolta intervengano o si trovino di fronte a scelte significative.

2) Il processo di co-costruzione del progetto – formatore: Livia Cadei
– 1° ed. martedì 26/01/2016
– 2° ed. mercoledì 03/02/2016

L’incontro in oggetto mira a focalizzare la logica della co-costruzione per la promozione della cultura dell’affido. Per co-costruzione si intende una modalità di operare attraverso la quale tutti i soggetti coinvolti nel progetto partecipano ad un gruppo di lavoro per costruire delle ipotesi condivise sulla natura delle questioni da affrontare; predisporre un piano di interventi connesso al problema individuato; monitorarne la realizzazione e, infine, effettuare le necessarie verifiche degli esiti conseguiti.
Si tratta quindi di una modalità di lavoro che valorizza il coinvolgimento delle famiglie d’origine e affidatarie, dei minori e degli operatori che insieme, eppure portatori di interessi diversi, individuano le coordinate del progetto affido ed elaborano strategie operative. La co-costruzione fa leva su uno spazio-tempo per costruire un’ipotesi della situazione da affrontare delineandola nelle sue dimensioni processuali.
Risultati attesi:
• visione organica e complessa del progetto di affidamento
• coinvolgimento dei tutti gli attori coinvolti del processo di affido;
• maggiore collaborazione tra gli operatori dell’affido

3) Le valutazioni (iniziali, in itinere, finali) – formatore: Roberto Maurizio
– 1° ed. martedì 16/02/2016
– 2° ed. mercoledì 24/02/2016

In questo incontro l’attenzione è concentrata sui processi di valutazione che attraversano tutto il percorso dell’affido, dal momento in cui il Servizio sociale si trova di fronte alla possibilità/necessità di attivare tale intervento. Già la decisione di operare in questa prospettiva è, inevitabilmente frutto di valutazioni, ma anche la costruzione del Progetto Quadro e del Progetto di Affido richiedono altre valutazioni, così come a conclusione dell’esperienza la decisione di concludere o meno (e con quali modalità) rimanda ad altri processi valutativi che concernono gli esiti raggiunti e non raggiunti, previsti/attesi e imprevisti/inattesi. Nell’incontro sarà possibile confrontarsi sul senso della valutazione e sugli aspetti metodologici e tecnici del processo valutativo per rendere gli operatori maggiormente consapevoli delle possibilità di introdurre innovazione nelle pratiche a partire dall’approccio valutativo.

4) Gli elementi qualificanti i processi di affido – formatore: Cecilia Edelstein
– 1° ed. martedì 01/03/2016
– 2° ed. mercoledì 09/03/2016

L’incontro aprirà le danze a scenari (im)possibili in maniera creativa e originale. Durante la mattinata, attraverso un percorso co-costruito tra operatori e formatore, si cercherà di andare oltre le “buone prassi” per condire e insaporire la pratica dell’affido in modo da renderla qualificante e un’esperienza preziosa per l’intero sistema coinvolto.

5) La costruzione delle reti – formatore: Roberto Maurizio
– 1° ed. mercoledì 16/03/2016
– 2° ed. mercoledì 23/03/2016

In questo incontro i partecipanti saranno stimolati a riflettere sul concetto e sulle pratiche di rete, per aumentare la consapevolezza della sulle potenzialità delle reti nelle pratiche dell’affido ma, altresì, per comprendere la natura delle criticità che i processi di rete generano e vivono e le strategie per fronteggiarle e superarle. Il termine reti è usato al plurale in quanto si possono considerare almeno quattro possibili reti: quella tra servizi e operatori, quella tra realtà associative del territorio, quella tra famiglie affidatarie e quella tra famiglie in difficoltà e, conseguentemente, tutte quelle derivate (ad esempio tra servizi e reti associative).

Metodologia del percorso formativo
Il percorso formativo avrà una forte connotazione di esperienza attiva per i partecipanti che saranno coinvolti nei processi di auto-riflessione sulla propria esperienza (personale/professionale e organizzativa) ma anche in situazioni di confronto ed esercitazioni in/di gruppo che incentiveranno scambi e riconoscimenti reciproci tra i partecipanti, in ordine ai diversi approcci sull’affido e ai diversi modelli di intervento.
Nel percorso saranno utilizzate diverse tecniche di lavoro formativo: dall’analisi di casi alla simulazione, dal lavoro sulle rappresentazioni (con utilizzo di strumenti come immagini, film) al lavoro con strumenti strutturati come schede.
Il formatore, anziché trasmettere nozioni teoriche di tipo astratto, mantenendosi strategicamente in posizione frontale di “esperto di contenuti” rispetto al gruppo, proverà a far emergere idee nuove attraverso un atteggiamento di curiosità e con l’aiuto di varie esercitazioni che mantengano collegate la teoria con la pratica. La funzione del formatore di ciascun incontro è, pertanto, duplice: da un lato proporrà ai partecipanti contenuti, dall’altro curerà la conduzione del gruppo e delle esercitazioni.

Online la seconda storia del mese di dicembre!

Storia del mese di dicembre: Genitori Perfetti

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: mamma Sara, 48 anni, 5 figli
Ragazzo in affido: Gordan, 10 anni
Famiglia affidataria: Paolo e Micaela
Le reti: la famiglia allargata, la scuola, l’oratorio, l’assistente sociale


Paolo e Micaela, sposi senza figli desiderosi di mettersi a disposizione, scelgono la strada dell’affido perché permette loro di sperimentarsi come genitori nell’ottica della temporaneità. Io, consulente per l’affido familiare, li conosco quando si stanno preparando ad accogliere Gordan, 10 anni, dopo un breve percorso di formazione e idoneità per genitori affidatari, e li accompagnerò per tutta la storia di affido.
Tra i tre è amore a prima vista, soprattutto tra Paolo e Gordan, e tutto va a gonfie vele: Gordan fa il bravo bambino, obbediente, “coccoloso” ed educato. Paolo e Micaela fanno i bravi genitori: si mostrano felici della sua presenza, disponibili ad ascoltarlo, pazienti negli insegnamenti. In consulenza li invito a considerare questo primo periodo come una sorta di “luna di miele”, ma sono restii a fare proprie tali indicazioni, sono troppo felici per pensare alle possibili fatiche.

Le prime difficoltà cominciano dopo un paio di mesi circa, in occasione degli incontri con la mamma: Gordan non ci vuole andare, dopo gli incontri non parla per ore, non racconta ciò che ha fatto e come si sente, sembra “catatonico”, a volte fa pipì a letto e si graffia. Gordan comincia a comportarsi male a scuola, a rispondere male a casa. In Paolo e Micaela il dispiacere per Gordan si unisce al timore di non saper fare i genitori e di venir valutati negativamente dal servizio sociale, ambivalenti tra il bisogno di essere disponibili per lui e arrabbiati per ciò che i contatti con la mamma gli provocano, fanno pressioni su Gordan perché dica loro cosa prova, cosa vive, cosa gli dice la mamma.
Tutto questo viene elaborato in consulenza. Portano il senso di inadeguatezza e impotenza, e le fantasie che Gordan non veda più la mamma o al contrario che torni in comunità in modo che possa poi trovare genitori più capaci di loro. Si ragiona insieme sull’importanza che Gordan veda la mamma e che non gli vengano fatte pressioni; ma anche sul loro bisogno di tenere le cose sotto controllo, che li spinge a chiedere a Gordan di parlare, di raccontare, e di come questa sia una richiesta eccessiva per lui…In consulenza ci si scontra anche un po’. Poi, una sera, Gordan vomita la cena, e chiama Micaela solo per avere uno straccio per pulire. “Forse era solo un virus” dice poi Paolo in consulenza “ma mi sono venute in mente le tue parole, quando ci dicevi che era nostro, il bisogno che buttasse fuori tutto, non suo. Non si è nemmeno fatto aiutare… forse non ci stiamo ponendo nel modo giusto”.

Da qui le cose cominciano lentamente a cambiare. Paolo e Micaela si affidano di più al servizio, vivendolo più come sostegno e meno come giudizio, e a casa provano a rispettare i tempi di Gordan. Tra alti e bassi, imparano ad accogliere i propri vissuti, oltre a quelli del bambino, e li condividono con lui, come il loro dispiacere nel vederlo soffrire, la preoccupazione, il senso di impotenza per doverlo accompagnare agli incontri, ma anche la fiducia nelle scelte del servizio sociale che si occupa di loro e che a volte prende decisioni che loro non comprendono o non condividono immediatamente.

Ad oggi, al secondo rinnovo dell’affido, Gordan non sente più di tradire gli affidatari o la mamma, va volentieri agli incontri che ora sono liberi e piacevoli.
Ad oggi, al secondo rinnovo, Paolo e Micaela non cercano di fare i genitori perfetti, ma sentono di essere bravi genitori, che non cercano il bambino perfetto ma che fanno sentire desiderato Gordan per ciò che è: perfetto per loro!


Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.
(Aristotele)

Online la prima storia del mese di dicembre!

Storia del mese di dicembre: Nuove possibilità

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Mamma Paola
Minore in affido: Michele, da 3 anni in affido
Famiglia affidataria: Mamma Eleonora e Papà Alberto
Le reti: Gli assistenti sociali e l’associazione di volontariato.


“Cercate nuove possibilità”… Questa frase è il motto di Maria Fux, una famosa danzatrice…L’ho sentito ripetere molte volte durante le lezioni di danza…Ho provato a danzare con le mani legate, eppure il corpo produceva ugualmente un movimento armonico … Quando la nostra coppia dopo anni di vita insieme non riusciva ad avere figli, pensai con naturalezza che era giunto il momento di cercare altre possibilità.

Il pensiero dell’affido non mi era nuovo, perché conoscevo fin dall’infanzia famiglie che avevano fatto questa scelta. Mio marito non conosceva questa realtà, ma fu subito pronto a seguire questa possibilità con entusiasmo, anche perché nella sua vita ha sempre dato il suo tempo a bambini e ragazzi attraverso l’insegnamento.

Dopo vari incontri di formazione e valutazione giunse il momento di sapere il nome del bambino che ci veniva affidato. Era il 10 agosto, giorno delle stelle cadenti, giorno in cui Michele entrò nel nostro cielo per donarci una luce nuova. Lo aspettammo come si aspettano tutti i bambini, preparandogli la cameretta, dei giocattoli e tanto di fiocco azzurro con i palloncini sulla porta di casa. Il primo giorno che lo incontrammo ci colpirono subito il suo aspetto distinto e il suo carattere generoso; Michele, invece, ci confidò più avanti, fu attratto dal nostro pic-nic a base di riso freddo invece dei soliti panini.
La vita insieme cominciò tranquillamente con le gioie e le fatiche di tutte le famiglie. Tra i bisogni che Michele manifestò per primi ci fu quello di essere seguito nel l’adempimento dei compiti scolastici: sapeva a malapena impugnare una matita e faticava a tracciare ogni forma di segno, leggeva e pronunciava le parole con molte difficoltà. Fece grandi sforzi ed in breve si portò alla pari con i compagni. Ricordiamo sempre le serate passate tutti e tre a leggere e confessiamo di aver imparato a memoria il libro di seconda elementare. Altro bisogno primario fu insegnargli a lavarsi regolarmente, anche i denti oltre a portarlo dal dentista per otturare tutte le carie che si erano già create.

Così Michele guadagnò pian piano fiducia e stima in se stesso ed in noi.
Il giorno di carnevale, dopo essere stati tutti in oratorio, tornando a casa disse :“grazie mamma e grazie papà”! In quel momento potemmo fare solo una cosa: commuoverci. La cosa bella è che tra noi tre c’è sempre un dialogo aperto sia quando si tratta di rinforzarlo sia quando dobbiamo riprenderlo. In tanti aspetti è un bambino maturo, responsabile e pacifico, ma necessità anche che la sua parte più piccola venga accolta, per esempio cantandogli la ninnananna ogni sera. Pur trattandoci come papà e mamma, Michele incontra regolarmente la sua mamma, riportando nei suoi incontri quanto ha appreso e sta apprendendo nella sua nuova temporanea famiglia.
Michele ha una visione disincantata della propria famiglia d’origine e ne coglie autonomamente le fragilità.
Nostro compito è accogliere le sue riflessioni al termine degli incontri protetti che ha con la mamma aiutandolo ad accogliere ciò che di bello ha saputo rilevare o a differenziarsi dai comportamenti problematici che ha visto.

Michele a questo punto del suo percorso di affido (sono tre anni che è con noi) ci chiede di continuo rassicurazioni sul fatto che gli vogliamo bene e che saremo al suo fianco, chiede e regala innumerevoli baci e abbracci.
Il fatto che l’affido sia un’esperienza temporanea non ci impedisce di dare il meglio che possiamo per sostenerlo nella sua crescita, del resto tutte l’esperienze umane sono temporanee, ma ci formano per sempre.


 

nuove possibilità

Michele ha fatto questo disegno poche settimane dopo aver iniziato l’esperienza dell’affido con Eleonora e Alberto. Racconta all’assistente sociale indicando la prima immagine:
“E’ un albero e l’uccellino che arriva dall’alto è il bambino in affido”
Mostrando il secondo disegno invece dice:
“Questi sono il bambino in affido e l’affidatario che si tengono per mano e iniziano una strada insieme!”

 

Online la seconda storia del mese di novembre!

Storia del mese di novembre: Il giorno dell’arcobaleno

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Elena 32 anni e Paolo 68 anni, genitori di Ettore, Gianni e Martino, i primi due in affido, il più piccolo a casa coi genitori naturali.
Minore in affido: Ettore, 9 anni, in affido da due anni in maniera stabile, dopo un anno di affido solo il pomeriggio.
Famiglia affidataria: Maria, 55  anni e Franco 60, e i loro due figli, Marisa 30 anni e Marco 28 anni.
Le reti: Chiara, l’assistente sociale.


Quel giorno, il giorno dell’arcobaleno, dopo due anni di affido, Elena, Paolo, Ettore, Maria, Franco e Marisa si erano trovati tutti nell’ufficio dell’assistente sociale. Bisognava spiegare a Ettore che sarebbe rimasto in affido per altri due anni: lo aveva deciso il giudice del tribunale minorenni, che conosceva la sua storia.

Dopo aver  ascoltato i suoi genitori e i suoi affidatari e letto la relazione della assistente sociale e della psicologa, aveva ritenuto che questa fosse la scelta migliore, per il bene di Ettore.

Ettore aveva iniziato ad andare da Maria 3 pomeriggi alla settimana, quando in prima elementare aveva mostrato di non riuscire a stare fermo in classe, nessuno giocava con lui perché litigava sempre e a volte faceva male ai compagni.
Con tanta fatica Maria e sua figlia Marisa, che lo seguivano il pomeriggio, erano riuscite ad aiutarlo a capire e rispettare alcune regole, e sapevano anche fargli sentire che si poteva fidare.

A casa sua però  era proprio ingestibile.

La sua mamma era stata messa a 6 anni in una specie di collegio dalle suore e quando era tornata a casa, a 17 anni, si era sentita sempre non accettata, di conseguenza si era messa molte volte nei guai. A 20 anni, una notte in cui dormiva per strada, come tante altre volte, Paolo l’aveva incontrata e, intenerito, l’aveva portata a casa e sposata.
Con lui  aveva avuto 3 poi figli, ma si comportava sempre come una adolescente.

Il papà di Ettore, a sua volta, era stato sempre solo: da piccolo la madre aveva lasciato suo padre per fuggire a Milano,  affidato ai nonni non aveva quasi più visto né il padre né la madre. Si era sposato  una prima volta, ma la moglie se ne era andata senza più tornare. Elena era più una figlia problematica che una vera “compagna”, ma lui con infinita pazienza la teneva con se’ perdonandole tutto.
Per paura della solitudine non sapeva dare regole a nessuno, neppure ai suoi figli: era come un nonno per tutti. Lui e la moglie avevano accettato il rinnovo dell’affido con molta fatica perchè volevano bene a Ettore, e sapevano entrambi come era duro non poter stare coi propri genitori.

Maria e Franco, ed i loro figli, avevano accettato di continuare l’affido pur se l’esperienza non era sempre facile.
Dopo la lettura del decreto del tribunale minorenni, e la spiegazione, Ettore guardava tutti quei grandi, presenti nella stanza e metteva a fuoco che non sarebbe tornato a casa.
Fissando Chiara, l’assistente sociale, piangendo, le aveva chiesto: “Ma tu lo daresti in affido il tuo bambino?”
Chiara aveva sostenuto il suo sguardo e la sua sofferenza, ma la mente correva a Giulio, suo figlio, che aveva la stessa età di Ettore. Cosa avrebbe provato se si fosse trovato nella stessa situazione? A lui poteva succedere? In un secondo molte cose le erano passate davanti, e si era fatta strada una risposta molto vera: “Si Ettore, se io non fossi in grado di occuparmi di lui, se mi ammalassi e dovessi curarmi per un tempo lungo, per esempio, vorrei che lui potesse avere vicino qualcuno, sarebbe il mio modo di continuare a volergli bene, in una maniera ancora più forte, perché mi mancherebbe da morire e sarei forse anche gelosa del tempo che non posso passare con lui.”

A questo punto, Elena con molta umiltà aveva aggiunto “Sai Ettore, avrei voluto che mettessero anche me in affido, forse sarei riuscita a fare la mamma, ma invece ne’ io ne’ tuo papa’ abbiamo avuto una famiglia e non abbiamo imparato a fare i genitori. Abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti”
Maria, che con Elena aveva spesso avuto momenti di incomprensione perché non concepiva il suo modo di comportarsi, guardava i genitori di Ettore con occhi diversi e: “Sai Ettore io ho avuto fortuna, ho avuto una famiglia che si è occupata di me, e tante altre fortune. Un giorno, per esempio, stavo per perdere mio figlio in un incidente, ma si è salvato. Allora ho pensato che era importante ricambiare la mia fortuna occupandomi di te, aiutando i tuoi genitori che sono stati meno fortunati.”

Ettore continuava a piangere, ma con meno disperazione; anche tutti gli altri nella stanza, piangevano dentro di loro: nell’aria c’era una pioggia di lacrime leggere, ma quel giorno a tutti è sembrato fosse attraversata da una luce che creava un arcobaleno.

L’affido di Ettore è andato avanti per molti anni, anche con difficoltà e momenti di incomprensione, ma quando era necessario ricercarne il senso, tutti andavano con la mente al giorno dell’arcobaleno.


 

“Di molte emozioni posso essere orgoglioso, ma ce n’è una in particolare di cui vado fiero. Si tratta delle cicatrici che ho nel cuore. Le ho colorate così bene che adesso sembrano un arcobaleno”.
Orazio

 

Online la prima storia del mese di novembre!

Storia del mese di novembre: Testa e cuore

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: genitori africani, papà sposato e 4 figli, mamma con un figlio
Ragazzo in affido: Erik 20 anni
Famiglia affidataria: Sergio artigiano, Lidia casalinga, 3 figli (31, 27,24 anni)
Le reti: La scuola, l’associazione sportiva, la banda del paese


Ci raccontano la loro esperienza Sergio e Lidia:
<Siamo a Malpensa e arriva Erik.
E’ rientrato da Londra dove vive e lavora da circa un anno.
“Voglio andare a Londra, trovare un lavoro e provare a farcela da solo”
“Mi raccomando: testa e cuore”.
Il giovane che ci viene incontro, emozionato e felice, ci conferma che ce l’ha fatta!
Rivederlo ci ha fatto pensare alla prima volta che l’abbiamo incontrato…
“Un bambino di due anni, solo per sei mesi” ce la potevamo fare, ma i sei mesi sono diventati anni!
Era un po’spaesato, ma ha dimostrato una capacità di adattamento incredibile. Anche i nostri figli si sono affezionati a lui pur difendendo il proprio territorio con sane litigate.
“Scollati, sei un francobollo!”
In effetti era abbastanza colloso, specie col minore dei nostri figli.
Col passare degli anni la sua esuberanza ci ha messo a dura prova, specie a scuola dove il suo vocione e la sua stazza si notavano subito.
“Perché richiamano sempre me?”
“E’ un simpaticone, ma non sta fermo e quanto parla!”
Di positivo il buon carattere, socievole anche troppo. L’impegno messo nell’imparare a suonare il clarinetto nella Banda e nel giocare nella squadra di basket ci facevano scoprire un Erik diverso, più maturo e consapevole delle sue capacità. L’adolescenza è stata faticosa: amicizie che non ci piacevano troppo, il timore che facesse scelte discutibili solo per essere accettato dal gruppo, gestione “allegra” della paghetta mensile, la sua camera: un disastro, le nostre raccomandazioni semplicemente ignorate.
In tutti questi anni i suoi genitori sono stati presenti alla loro maniera, con la loro cultura ed educazione così diverse dalle nostre e difficili da comprendere. Erik per anni ha sognato una casa dove poter vivere con i suoi, solo da poco si è reso conto dell’incompatibilità di carattere di mamma e papà.

Speriamo e crediamo che userà “testa e cuore”, soprattutto il suo buon cuore; noi comunque ci saremo.>



Proverbio africano

“Per educare un bambino non basta un intero villaggio”

Percorso di formazione all’affido promosso dal Coordinamento Famiglie Affidatarie di Brescia

Il Coordinamento Famiglie Affidatarie di Brescia sta organizzando una serie di 5 incontri, a partire dal 9 novembre 2015, rivolti a tutti coloro che desiderano vivere con entusiasmo un percorso di avvicinamento e formazione all’affido.

Prima di partecipare è importante incontrare gli operatori dell’Associazione, è possibile fissare un appuntamento chiamando Marco Mason al 366 4763007, per condividere eventuali dubbi e aspettative.corsoCFA

Le date sono:

Lunedì 9 novembre, 20h30

Lunedì 16 novembre, 20h30

Martedì 24 novembre, 20h30

Lunedì 30 novembre, 20h30

Mercoledì 9 dicembre, 20h30

Tutte le serate di formazione si svolgeranno presso la sede dell’Associazione in via Aldo Moro 22 a Brescia

 

Online la seconda Storia del Mese di ottobre!

Storia del mese di ottobre: IMPARARE A VOLARE 

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: papà Vincenzo 42 anni, mamma Mariella 41 anni e sorella Valentina 18 anni.
Minore in affido: Matteo 13 anni.
Famiglia affidataria: Stefano 40 anni e Iolanda 38 anni.
Le reti: il centro diurno, la terapeuta e la scuola.


Matteo ha 13 anni e da quattro anni è in affido da Stefano e Iolanda in un piccolo paese di una Valle
bergamasca.
Prima di arrivare da loro ha trascorso, con la sorella Valentina, quasi tre anni in una Comunità Alloggio
per minori.
Matteo in comunità ci stava bene…nonostante tutto….É un ragazzino intelligente, ma che non è in
grado di gestire gli impulsi e le emozioni. Quello che gli va di fare lo fa senza troppo pensare, cerca sempre di mettersi in mostra e di attirare l’attenzione.
“Sai che so volare?”
“Volare?!…se cadi dal tetto più che volare ti farai male”.
Quasi subito Stefano e Iolanda gli hanno messo in mano le chiavi di casa…è stato un momento
bello e denso di significati….Matteo non ha mai posseduto le chiavi di casa…e nemmeno una
casa…è fiducia, ma…é anche paura.
Matteo frequenta la Scuola Secondaria di primo grado, ma per lui la scuola è un mondo spesso
incomprensibile.
Stare fermo in classe? Fare i compiti? Non se ne parla proprio.
Ogni giorno Stefano e Iolanda vengono fermati all’uscita dalla scuola dall’insegnante di turno che
racconta loro ciò che Matteo ha combinato.
Faticano a fargli fare i compiti e a volte sono costretti a cedere…o si ingaggia una dura lotta o si
deve cedere…e spesso é meglio cedere prima che la discussione prenda una brutta piega.
Il papà di Matteo non lavora e non riesce a trovare un’occupazione stabile, mentre la mamma Mariella
fa piccoli lavori saltuari. Ci vuole ancora tempo prima che possano essere in grado di prendersi
cura di Matteo.
Stefano e Iolanda hanno attraversato in passato e a volte attraversano anche oggi momenti difficili
con Matteo…” Non so se riusciremo ad andare avanti nel progetto di affido “.
Anche per Matteo non è affatto semplice…” Voglio parlare con l’Assistente Sociale, voglio andare
via da qua, voglio tornare in Comunità “.
Ma poi ogni giorno é una scoperta, un’avventura: è fermarsi, guardare la strada percorsa e scegliere
di andare avanti, é fidarsi delle persone che stanno facendo questo viaggio con noi, è continuare
ad avere paura, é frequentare il Centro Diurno e capire che è importante fare alcune cose fuori
casa perché il clima in famiglia possa essere sereno, é ascoltare il Terapeuta che incontra Matteo
che ci svela il significato di alcuni suoi gesti.


IMPARARE DAL VENTO (Tiromancino)
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove
non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi
per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché,in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per
me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.
Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno
male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
Succede perchè, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per
me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire….

STORIE CHE RACCONTANO IL DOPO, appuntamento a Carpenedolo il 30 ottobre

L’AFFIDO…STORIE CHE RACCONTANO IL DOPO

VENERDI  30/10/2015 , CARPENEDOLO

dalle 20:45 – Palazzo Laffranchi – P.zza Martiri della Libertà,5 – Carpenedolo

Il Servizio Affidi dell’ambito distrettuale n. 10 Bassa Bresciana Orientale, in collaborazione con il Coordinamento Famiglie Affidatarie e con il Patrocinio del Comune di Carpenedolo, vi invitano ad una serata di sensibilizzazione sui temi dell’affido e dell’accoglienza.

  • Proiezione di un video racconto con storie di affido
  • Stefania Roncali, pedagogista, presenta interviste a giovani che hanno vissuto esperienze di affido
  • Gabriele Bonazza, giudice onorario presso il tribunale minorenni di Brescia, racconta l’affido dal punto di vista dell’autorità giudiziaria

per informazioni: Alma Gorgaini tel 0309656269 – servizioaffidi@montichiari.it – associazionelaffido@yahoo.it

2015_10_30_Carpenedolo

evento Carpenedolo 30/10/2015

ACCOGLIMI, AFFIDAMI, APPOGGIA CHI MI HA ACCOLTO: appuntamento a Coccaglio il 27 ottobre

ACCOGLIMI, AFFIDAMI, APPOGGIA CHI MI HA ACCOLTO

MARTEDI 27/10/2015 , COCCAGLIO

dalle 20:30 – Casa della Solidarietà, Via Padre Marcolini 7

I Servizi dell’Ambito distrettuale n. 7 Oglio Ovest vi invitano ad una serata di sensibilizzazione sui temi dell’affido e dell’accoglienza. La serata sottolinea anche, però, la necessità di creare una rete tra le famiglie affidatarie e favorire la possibilità di forme di accoglienza anche in appoggio agli affidatari. Nel corso della serata verrà mostrato il video realizzato per parlare dell’affido, con le interviste delle famiglie affidatarie del nostro distretto. Conduranno la serata le operatrici del progetto affido. Lo scopo è di favorire anche dei sottogruppi al fine di aumentare il livello di partecipazione delle persone che eventualmente si presenteranno.

 

evento Coccaglio 27/10/2015

evento Coccaglio 27/10/2015

Presentazione del progetto sull’affido sulla pagina Facebook Affido Brescia

Oggi vi presentiamo brevemente il progetto Affido:
Il Forum Terzo Settore, Brescia, insieme ad altri 13 enti e associazioni pubbliche e private, ha da poco avviato con il contributo di Fondazione Cariplo,
un progetto triennale, volto a promuovere una nuova cultura della solidarietà familiare e dell’accoglienza, favorire il sorgere di reti di sostegno e di forme di affido “leggero”, valorizzare le diverse risorse famigliari, contribuire a prevenire l’allontanamento dei minori dalle famiglie di origine…continua a leggere il post sulla nostra pagina fb

affido-header-a

Online una nuova video intervista – la testimonianza di Monica, Lorenzo e dei loro figli

Icona testimonianzeMonica e Lorenzo hanno “aperto” la loro casa e la loro famiglia ad un figlio in +, e con l’aiuto e il sostegno dei loro 3 figli sono riusciti a “trovare” tempo e amore anche per Karim.

Una testimonianza ricca e preziosa che arriva dal cuore!!

Ascolta le parole di questa famiglia e guarda il video su youtube

Il video è stato realizzato in collaborazione con il Forum Terzo Settore, Brescia e ai partner del progetto “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA”, grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Grazie agli studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia: Giovanni Bocchi, Andrea Della Sala e all’illustratrice Marta Comini per le immagini grafiche.

#affido #affidobrescia #testimonianzediviaggio

Online una nuova video intervista – La storia di Wafae e Adileia

Attraverso l’esperienza dell’affido Wafae e i suoi bambini hanno potuto restare vicini e crescere insieme.Icona testimonianze

Grazie all’aiuto di Adileia e della sua famiglia, Wafae ha trovato un “porto” sicuro  e amorevole dove poter trovare appoggio e supporto nei momenti di difficoltà.

Ascolta le parole di Wafae e Adileia e guarda il video su youtube

Il video è stato realizzato in collaborazione con il Forum Terzo Settore, Brescia e ai partner del progetto “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA”, grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Grazie agli studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia: Giovanni Bocchi, Andrea Della Sala e all’illustratrice Marta Comini per le immagini grafiche.

#affido #affidobrescia #testimonianzediviaggio

Il TEMA della FORMAZIONE agli operatori al CENTRO di nuove SPERIMENTAZIONI

Resta alta l’attenzione sulla formazione condivisa degli operatori sociali.

Dopo il primo percorso formativo “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE” realizzato nel corso del I anno del nostro progetto ed a cui hanno aderito ben 48 operatori, si torna sul tema formazione con due iniziative.

1. INCONTRI DI “CONDIVISIONE PRASSI TRA GLI OPERATORI” DEGLI ENTI PARTNER
All’interno del progetto sono state programmate 3 giornate di condivisione tra i referenti dei partner dedicate a temi specifici del processo di affido: la formazione della famiglie affidatarie, la valutazione delle famiglie, modelli di accompagnamento dei progetti di affido.
La prima giornata si è tenuta a novembre, le altre sono previste ad inizio 2017.
Gli incontri sono condotti dai membri della Cabina di Regia del progetto e si propongono di individuare gli elementi condivisi sui temi da tutti considerati essenziali e di confrontarsi su metodologie e strumenti applicabili e sulla loro efficacia.

2. GLI “ELEMENTI QUALIFICANTI DEI PROCESSI DI AFFIDO – APPLICAZIONI PRATICHE”
Un primo percorso condiviso di formazione è stato realizzato nel 2016 all’interno del Progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della provincia di Brescia”, destinato agli operatori pubblici e privati del territorio bresciano che si occupano di affido (Servizi affido, Tutela minori, Terzo settore). Durante tale percorso sono stati affrontati gli elementi qualificanti l’affido che, insieme, offrono un modello alternativo e innovativo di gestione dei percorsi di affido, volto a superare le principali problematiche che oggi vive questa pratica.

Durante la formazione, alcuni operatori hanno sollevato delle perplessità su come applicare delle pratiche innovative nell’affrontare i casi di affido: la co-progettazione, il lavoro sulle risorse, il coinvolgimento di tutti i membri del sistema, la costruzione di un’équipe interdisciplinare e della rete, la pluralità dei luoghi, la valutazione soggettiva in itinere sono solo alcuni degli elementi che i servizi si chiedevano come introdurre, ecc….
Al contempo, questi elementi avevano sollevato curiosità ed è nata, insieme, l’idea di applicare queste pratiche ad alcuni casi monitorandoli e discutendone insieme grazie ad uno scambio arricchente e affrontando le difficoltà e sperimentando pratiche diverse.

Così si è arrivati a questo nuovo percorso formativo, la cui partecipazione è destinata ai referenti dei partner del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido sul territorio della provincia di Brescia” e agli operatori che hanno partecipato al percorso di formazione del 2016.
La metodologia di realizzazione prevede che il gruppo si ritrovi in plenaria per discutere dei casi selezionati seguiti in via sperimentale. La conduzione degli incontri sarà curata dalla formatrice.
La conduttrice sarà la dott.ssa Cecilia Edelstein, presidente Shinui – Centro di Consulenza sulla Relazione (www.shinui.it), ideatrice del modello sistemico pluralista, social worker, psicologa e terapeuta familiare e sistemica, etnopsicologa, counselor e mediatrice familiare.
Al termine del percorso verrà fornito uno strumento di restituzione al gruppo di quanto emerso.
Il percorso, di 6 incontri, partirà a metà marzo 2017 per concludersi nel mese di novembre 2017.

Il Coordinamento Famiglie Affidatarie inaugura il concorso “CANTIERE AFFIDO” per le scuole del bresciano

Il concorso “CANTIERE AFFIDO: costruiamo famiglie accoglienti”, promosso dal Coordinamento Famiglie Affidatarie di Brescia, con il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia,
nasce dal forte desiderio di promuovere una cultura dell’accoglienza familiare tra i bambini, i giovani e le loro famiglie.

La SCUOLA come servizio pubblico è il luogo per eccellenza di socializzazione ed esperienza educativa e formativa, palestra di promozione dei valori necessari alla formazione integrale della persona umana, ma nel contempo è pure lo spazio di esperienza inclusiva di bambini e ragazzi in affido con le loro famiglie.

Il CFA – Coordinamento Famiglie Affidatarie è impegnato da molti anni a tutelare il fondamentale diritto di tutti i bambini a vivere in una famiglia. Tutte le attività svolte dalle famiglie e dagli operatori partono dalla convinzione che la famiglia sia un diritto irrinunciabile per ogni minore.
Ogni bambino e ragazzo non ha solo bisogno di nutrirsi, di dormire, di essere curato nell’igiene personale, ma anche di essere amato ed educato.

L’obiettivo del Concorso CANTIERE AFFIDO, attraverso il coinvolgimento culturale della Scuola bresciana, è far riflettere studenti, docenti e famiglie sul tema dell’accoglienza familiare, ascoltare il punto di vista delle nuove generazioni e far conoscere le attività dell’Associazione e delle sue famiglie, attraverso la predisposizione di un elaborato che potrà assumere diverse forme espressive che “racconti” uno degli argomenti proposti dal concorso.

I partecipanti ammessi al Bando di Concorso “Cantiere affido: costruiamo famiglie accoglienti” sono tutti gli studenti delle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado di Brescia e Provincia.

Il tema promosso dal concorso è quello dell’accoglienza familiare dei bambini e degli adolescenti per invitare alla riflessione sui seguenti argomenti:
1. La solidarietà verso i minori che vivono il disagio familiare (trascuratezza e maltrattamenti).
2. Il diritto di ogni bambino ed adolescente ad avere dei genitori ed una casa.
3. Il benessere del bambino e dell’adolescente.
4. Il significato dell’accoglienza di un minore in famiglia.
5. Le dinamiche relazionali che sorgono al momento dell’accoglienza.
6. Come la comunità sostiene le famiglie accoglienti.
7. La diffusione di una cultura dell’accoglienza.
8. Il sentirsi parte di una rete di famiglie accoglienti.

La partecipazione è gratuita e richiede la consegna degli elaborati secondo le modalità e le tempistiche riportate nel regolamento del bando scaricabile dal sito www.coordinamentofamiglieaffidatarie.it

I partecipanti si impegnano, qualora siano selezionati tra i vincitori, a presentare il lavoro in
occasione della premiazione pubblica finale.

I lavori devono essere inviati entro e non oltre il 31 MARZO 2017.

Per informazioni è possibile rivolgersi a:
· Segreteria CFA – Coordinamento Famiglie Affidatarie: 030/221234
· Mason Marco: 338/1745564