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Video – Testimonianza di viaggio da “Storie di Bene” programma di Teletutto

Guarda il Video dal programma “Storie di Bene”  

condotto da Clara Camplani

Storie di Bene, il racconto dei protagonisti che hanno donato o ricevuto bene, perché fare del bene fa bene.


Dal noto programma di Teletutto “Storie di Bene”, puntata dedicata all’affido e all’accoglienza.

Testimonianza realizzata in collaborazione con il Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

 

I protagonisti della storia:Icona testimonianze

Minore in affido: Andrea 10 anni;
Famiglia affidataria: Domenica, Pietro ed Emanuele figlio naturale;
La rete di supporto: l’associazione, i gruppi di autoaiuto, i servizi sociali, la comunità.

 

 


Ho sempre pensato che non v’è nessuna felicità maggiore di quella della famiglia. 

Dostoevskij

Online una nuova testimonianza di viaggio! La storia di gennaio

Storia del mese di gennaio: Natale a casa Tabarello

I protagonisti della storia:

Famiglia naturale: la mamma Emy, ragazza del Ghana, giunta in Italia ospite di una famiglia di parenti;
Minore in affido: Paolo, nato quando Emy aveva 16 anni;
Famiglia affidataria: Maria, vedova di 60 anni, che convive con la propria madre, Esterina, di 83 anni;
La rete di supporto: i servizi sociali, le famiglie solidali.


Mi presento, sono Maria Tabarello. Ho fatto tante esperienze di affido quando era ancora vivo mio marito ed anche dopo, ma in occasione del Natale voglio raccontare la storia di Emy, di Paolo, di un affido particolare, di mia mamma e del suo ultimo anno di vita.

I genitori di Emy, quando lei ha compiuto 14 anni l’hanno inviata in Italia, da parenti, sperando di darle un futuro migliore.

Lei mi ha raccontato che invece si é sentita sempre trattata come una serva, da questi parenti.

Quando è rimasta incinta di un suo connazionale più grande di lei, la famiglia che la ospitava l’ha cacciata di casa, ed Emy ha cominciato a girovagare; la polizia di Milano, dove era andata per cercare il padre di Paolo, l’ha trovata per strada ed inserita in una comunità per madri con bambini.

Lì ha partorito ed è rimasta fino a che Paolo non ha avuto quasi un anno, ma si sentiva troppo isolata, stretta nelle regole e nel non poter uscire.

L’assistente sociale con cui collaboro da tanti anni mi ha chiesto se volevo provare a fare un affido diverso, occupandomi di una mamma col suo bambino.

Ho pensato “perché no?” certo, la fatica sarebbe stata doppia, un’adolescente da aiutare a fare la mamma, un bambino piccolo… Pero’ sono un’ottimista, ed ho pensato che una ragazza che deve occuparsi di un bambino avrebbe avuto meno grilli per la testa delle sue coetanee e con un bambino piccolo, da sola, non ce l’avrei fatta, ma Paolo aveva la sua mamma …

Ne ho parlato con mia madre, che in quegli anni cominciava ad essere meno autonoma. Lei era abituata alle mie esperienze di affido, pero’ mi ha fatto qualche obiezione sul fatto che fossero stranieri.

Emy si è dimostrata una brava mamma, anche se inesperta, ma il rapporto con lei è stato difficile all’inizio.

Solo col tempo, aiutate dall’assistente sociale, abbiamo superato tante difficoltà: io ho capito che lei aveva paura di essere di nuovo ospitata solo per fare la serva, Emy ha capito che se voleva stare in una famiglia e non in una comunità, doveva cercare anche lei di “creare un clima familiare”.

Paolo invece ha subito rallegrato tutti, simpatico, sereno, sempre sorridente.

Dopo la maggiore età Emy è andata a vivere col padre di Paolo, lontano da dove abito, ha avuto altri 2 bambini, mi chiama sempre per avere consigli, sono l’unico punto di riferimento che ha in Italia, e quando può viene a trovarmi.

Quando se ne sono andati abbiamo sofferto tanto, io e mia mamma, ma sapevamo che era giusto così.

Nel primo Natale in cui non erano con noi, ma che sono venuti a trovarci, nell’ultimo anno di vita di mia mamma, lei mi ha detto: “non pensavo, alla mia età, di affezionarmi così tanto ad un bambino di colore”

Ecco Paolo è stato il Gesù bambino dell’ultimo Natale di Esterina, a cui aveva allietato e intenerito la vecchiaia.

Io ho chiesto in seguito all’assistente sociale di propormi di nuovo qualche esperienza di affido di madri con bambini, perché ho capito di essere adatta a questo tipo di esperienza, da cui ho ricevuto molto.


 

“Tre cose ci  sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori ed i bambini.”

Dante

Online la prima storia del mese di novembre!

Storia del mese di novembre: Testa e cuore

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: genitori africani, papà sposato e 4 figli, mamma con un figlio
Ragazzo in affido: Erik 20 anni
Famiglia affidataria: Sergio artigiano, Lidia casalinga, 3 figli (31, 27,24 anni)
Le reti: La scuola, l’associazione sportiva, la banda del paese


Ci raccontano la loro esperienza Sergio e Lidia:
<Siamo a Malpensa e arriva Erik.
E’ rientrato da Londra dove vive e lavora da circa un anno.
“Voglio andare a Londra, trovare un lavoro e provare a farcela da solo”
“Mi raccomando: testa e cuore”.
Il giovane che ci viene incontro, emozionato e felice, ci conferma che ce l’ha fatta!
Rivederlo ci ha fatto pensare alla prima volta che l’abbiamo incontrato…
“Un bambino di due anni, solo per sei mesi” ce la potevamo fare, ma i sei mesi sono diventati anni!
Era un po’spaesato, ma ha dimostrato una capacità di adattamento incredibile. Anche i nostri figli si sono affezionati a lui pur difendendo il proprio territorio con sane litigate.
“Scollati, sei un francobollo!”
In effetti era abbastanza colloso, specie col minore dei nostri figli.
Col passare degli anni la sua esuberanza ci ha messo a dura prova, specie a scuola dove il suo vocione e la sua stazza si notavano subito.
“Perché richiamano sempre me?”
“E’ un simpaticone, ma non sta fermo e quanto parla!”
Di positivo il buon carattere, socievole anche troppo. L’impegno messo nell’imparare a suonare il clarinetto nella Banda e nel giocare nella squadra di basket ci facevano scoprire un Erik diverso, più maturo e consapevole delle sue capacità. L’adolescenza è stata faticosa: amicizie che non ci piacevano troppo, il timore che facesse scelte discutibili solo per essere accettato dal gruppo, gestione “allegra” della paghetta mensile, la sua camera: un disastro, le nostre raccomandazioni semplicemente ignorate.
In tutti questi anni i suoi genitori sono stati presenti alla loro maniera, con la loro cultura ed educazione così diverse dalle nostre e difficili da comprendere. Erik per anni ha sognato una casa dove poter vivere con i suoi, solo da poco si è reso conto dell’incompatibilità di carattere di mamma e papà.

Speriamo e crediamo che userà “testa e cuore”, soprattutto il suo buon cuore; noi comunque ci saremo.>



Proverbio africano

“Per educare un bambino non basta un intero villaggio”

Presentazione del progetto sull’affido sulla pagina Facebook Affido Brescia

Oggi vi presentiamo brevemente il progetto Affido:
Il Forum Terzo Settore, Brescia, insieme ad altri 13 enti e associazioni pubbliche e private, ha da poco avviato con il contributo di Fondazione Cariplo,
un progetto triennale, volto a promuovere una nuova cultura della solidarietà familiare e dell’accoglienza, favorire il sorgere di reti di sostegno e di forme di affido “leggero”, valorizzare le diverse risorse famigliari, contribuire a prevenire l’allontanamento dei minori dalle famiglie di origine…continua a leggere il post sulla nostra pagina fb

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Online la Storia del Mese di ottobre!

Storia del mese di ottobre: TIENIMI PER MANO
I protagonisti della storia*
Famiglia naturale: Maria, mamma single, 44 anni
Minore in affido: Francesco, 11 anni
Famiglia affidataria: Lorenzo (42 anni) e Rossella (43 anni)
Le reti: la scuola, la terapeuta, l’oratorio.

*I nomi sono stati modificati per rispetto alla privacy


Francesco, dopo aver trascorso circa un anno in una Comunità di Pronto Intervento mamme
e bambini con la propria mamma e, successivamente, un periodo in una Comunità per
minori, incontra Lorenzo e Rossella, una coppia che, dopo aver ascoltato la sua storia,
pensa di poterlo accogliere.
Francesco ha sofferto molto quando la sua mamma una mattina se n’é andata dalla
Comunità dopo averlo accompagnato, come ogni giorno alla Scuola Materna…
Per molto tempo Francesco ha faticato a fidarsi degli adulti e ad affidarsi a loro, ma ora
secondo il parere degli esperti, è pronto a fidarsi nuovamente e ha tanto bisogno di
qualcuno che si occupi di lui in modo esclusivo.
Quando Francesco conosce Rossella e Lorenzo, cerca subito il contatto e la vicinanza con
Lorenzo…del resto una mamma lui ce l’ha…è un papà che gli manca.
Per tanto tempo ha mantenuto le distanze da Rossella con cui sembrava essere sempre
arrabbiato e, con una sofferenza più grande dei suoi primi 5 anni di vita, un giorno l’ha
anche picchiata mentre lei continuava a tenerlo stretto fra le sue braccia a contenere la sua
disperazione…
No, Rossella non si è mai spaventata e ha saputo rispettare i tempi di Francesco. Ha atteso
che lui riuscisse a fidarsi e si lasciasse prendere per mano.
” Ma mi vuoi bene? ” chiedeva di continuo … e chiede anche oggi … senza dirlo ad alta
voce.
“Ci sei tu, vero, Rossella a prendermi oggi?” E nei suoi occhi azzurri che scrutavano la folla
di genitori, accalcati all’uscita dalla scuola, si poteva leggere un’angoscia lontana, ma
ancora viva e presente, fino a quando il suo sguardo non incontrava quello di Rossella in
cui trovava pace.
Da quel giorno sono trascorsi 5 anni.
Francesco incontra la mamma Maria una volta al mese in uno spazio protetto. La sua
mamma si sta facendo accompagnare dai Servizi Sociali e, dopo la fatica iniziale ad
accettare il progetto di affido di Francesco, ora si confronta con gli affidatari e li ringrazia
con sincerità per quanto stanno facendo. Magari avesse avuto anche lei qualcuno capace di
prenderla per mano…
Francesco sente che ora i suoi mondi non sono più così distanti fra loro e si possono persino
parlare… Può stare bene e raccontarsi quando è con la mamma Maria e quando é con
Lorenzo e Rossella, senza sentirsi spaccato in più parti.
Francesco è … Francesco. Un bambino vivace, forse a volte un po’ troppo.
Lorenzo dice che ” sembra un martello pneumatico e non la smette fino a che tu non lo
guardi…”.
Con i pari non sempre è facile stare, a scuola fatica a mantenere la concentrazione e spesso
viene isolato dai compagni perché dispettoso. È difficile per lui comprendere…
Nei rapporti tra la famiglia affidataria e la scuola, é fondamentale la presenza della
Terapeuta di Francesco che porta sempre il punto di vista del bambino a partire dalla sua
storia e dai suoi bisogni e aiuta gli insegnanti a leggere Francesco oltre gli apprendimenti e
i comportamenti agitati.
All’ Oratorio ci sono il Don Gigi, Lorenzo e Rossella e alcuni educatori che con il tempo
hanno conosciuto Francesco, hanno saputo cogliere le sue fragilità e valorizzare i suoi punti
di forza …insomma, gli vogliono bene.
C’è ancora tanta strada da fare perché Francesco possa essere sereno e affrontare le proprie
paure ma….ora si lascia prendere la mano.. anzi… è lui che la cerca.


Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientato
cantami la canzone delle stelle
dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…
-Herman Hesse