operatori

La Tua Famiglia Più Grande – La pubblicazione integrale online

LA TUA FAMIGLIA, PIÙ GRANDE
Il percorso triennale condiviso dal 2015 al 2018 dal Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia, con i 13 partner pubblici e privati del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”

L’affido familiare coinvolge per sua stessa natura una molteplicità di attori istituzionali (servizi sociali, vari attori socio-sanitari, autorità giudiziaria) e del terzo settore e si pone l’obiettivo di promuovere il supremo interesse del minore e il suo diritto a vivere all’interno di un contesto famigliare.

Implica, per citare le Linee di Indirizzo per l’Affidamento Famigliare emanate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali “una reale sussidiarietà in cui i servizi pubblici e del privato sociale e le espressioni formali e informali della società civile si integrano reciprocamente nel rispetto delle specifiche competenze”.

La presente pubblicazione vuole dar conto del percorso triennale condiviso dal 2015 al 2018 dal Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia, con i 13 partner pubblici e privati1 del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”, realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo. La rete di progetto, che si è estesa ed arricchita nel corso del percorso anche oltre ai partner formali, ha visto anche collaborazioni con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, altri enti pubblici e privati della provincia e il Centro Shinui di Bergamo.

La strategia di intervento del progetto ha visto gli operatori attivi su 4 principali filoni/fasi.

La presente pubblicazione racconta per quanto possibile i processi che il progetto ha permesso di avviare in queste “quattro fasi”, evidenziandone i risultati/esiti principali, ma anche gli aspetti critici e le prospettive future.

Si tratta di un lavoro composito e realizzato solo grazie alla collaborazione di tutti coloro che nei mesi di progetto sono stati parte attiva dei diversi processi.

L’augurio è che questo lavoro conclusivo possa rivelarsi per gli operatori e i servizi del sistema provinciale un utile strumento di “formazione, d’incontro e di crescita professionale […]” per “confrontare e condividere riflessioni ed esperienze, per costruire strumenti omogenei di monitoraggio dell’esperienza e di valutazione del servizio reso” (Art. 122.c Linee guida nazionali).

Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia

Scarica il testo integrale della pubblicazione

LATUAFAMIGLIAPIUGRANDE_testo_integrale_pubblicazione

 

 

 

 

 

UNA NUOVA TESTIMONIANZA DI VIAGGIO: LA LETTERA DI CAMILLA, DA EX AFFIDATA RACCONTA LA SUA ESPERIENZA DI CRESCITA

UNA NUOVA STORIA: LA LETTERA DI CAMILLA

I protagonisti della storia:

  • Camilla, in affido dai 15 ai 18 anni;
  • La famiglia affidataria;
  • La rete di supporto: l’assistente sociale, la psicologa del servizio.

Sono Camilla, ho 19 anni e da ormai 5 anni vivo l’esperienza di stare con una famiglia affidataria.
La mia esperienza avrebbe dovuto concludersi all’età dei 18 anni, poiché secondo la prassi esistente, permane l’idea che da un mese all’altro, al compimento della maggiore età, una ragazza emotivamente instabile ed insicura si trasformi miracolosamente in una ragazza equilibrata e capace di gestire le proprie emozioni e sbalzi emotivi, presenti in un adolescente in difficoltà, senza nessuna idea di cosa e di come sarà il suo prossimo futuro.
Ho deciso così di rimanere nella famiglia che mi ha accolto a 15 anni ed ha seguito, parallelamente a me, un percorso di crescita, presa di consapevolezza e di lavoro interiore, che abbiamo scelto di intraprendere ormai da 4 anni circa, accompagnati da una grandiosa e paziente psicologa.

Il passaggio da una famiglia all’altra, l’ho da sempre vissuto come un qualcosa di assolutamente naturale e da cui poterne trarre solo che beneficio, anche se non ne ero pienamente conscia al momento della fatidica scelta. Ho colto così la meravigliosa occasione che mi stavano dando, sicura di fare la cosa giusta, anche se ripensandoci la sensazione è quella di essermi semplicemente “fidata” di chi in quel momento, assistente sociale e altri, si stava occupando della nostra realtà familiare.
Comprendo la grande difficoltà dei miei genitori nel chiedere aiuto, nel “lasciare andare” la loro figlia in un’altra famiglia. Capisco la loro paura di veder scemare la relazione con me, di essere rimpiazzati da altri genitori, o peggio ancora, di non potersi sentire più utili o di non poter più contribuire alla mia crescita in quanto figlia.
Sono convinta e credo ardentemente che però, questa loro umiltà di ammettere di avere un momento di crisi nel quale io non vivevo serena, come avrei dovuto, e di affidare quindi la crescita ad altre persone, sia stata la loro più grande forza, che ammiro e stimo.

La vera “figata” in tutto ciò è che 2 volte all’anno circa, ci si ritrova tutti insieme, famiglia affidataria e famiglia naturale, a parlare del nostro percorso, insieme alla psicologa, e a rivedere o ricordare gli obiettivi concreti e misurabili di questa scelta, poiché purtroppo è molto facile ricadere in meccanismi auto-sabotatori legati a bisogni e paure mai affrontate.

Gioco di squadra, collaborazione e tanto amore…
Queste sono le parole con cui sento di voler concludere questa lettera che parla della mia lunga, faticosa, ma meravigliosa avventura.



“Non sapremo mai l’amore dei nostri genitori fino a che non diventiamo genitori.”
Henry Ward Beecher

Alla ricerca di un primo raccolto: Primo Corso sull’Affido e l’Accoglienza familiare – COMUNITA’ MONTANA VALLE SABBIA

Il Servizio Affido di Valle Sabbia (i 27 comuni erogano il servizio in forma associata) è parte del più logo affido vallesabbiasolidaleampio servizio Minori e Famiglie della Comunità Montana (si compone di altre due aree oltre all’affido: Prevenzione e Tutela Minori).

Il servizio completo è affidato all’Azienda Speciale Valle Sabbia Solidale che opera in convenzione con la Cooperativa Area Onlus che offre la figura psicologica per alcune ore, al momento finalizzate alle valutazioni dei potenziali affidatari.

Il Servizio Affido, voluto principalmente dagli operatori, lavora sulla base di  un progetto “Una Famiglia che ci tiene”, stilato dall’azienda in base alle risorse a disposizione, e ad oggi si occupa di svolgere:

  • Azioni di sensibilizzazione e promozione sul territorio
  • Accoglienza e prima informazione/orientamento
  • Formazione degli aspiranti affidatari
  • Valutazioni di potenziali affidatari/famiglie di appoggio
  • Accompagnamento degli affidi in collaborazione con l’équipe Tutela Minori o il servizio Prevenzione nelle varie forme che assumono i progetti.
  • Collaborazione con gli operatori del CePAF di Brescia che si occupa del neonato gruppo affidatari.

Il Servizio Affido è stato inaugurato ad aprile 2016, con un evento di testimonianza tenutosi a Vobarno in collaborazione con l’Associazione Aibi, ben conosciuta nella zona centrale della valle anche per altri progetti attivi in favore di minori e famiglie.  Successivamente si sono susseguiti, tra la primavera 2016 e l’autunno-inverno successivi, degli incontri con quasi tutte le scuole della valle, di presentazione del nuovo servizio coinvolgendo gli assistenti sociali dei comuni interessati. Similmente l’operatore del servizio Affido ha incontrato le diverse parrocchie del territorio. Una prima pubblicità con volantini e locandine ha divulgato l’esistenza del servizio, sono stati spesso utilizzati i notiziari comunali locali, al fine di rendere delle testimonianze in forma scritta e incuriosire rispetto alla tematica. Tutto ciò ha favorito un primo passa parola, tanto che, seppur timidamente, sono giunti i primi cittadini incuriositi dal servizio.

Fino a quel momento però l’interesse dei potenziali affidatari sembrava rivolgersi preferibilmente alle esperienza di accoglienza familiare, le persone apparivano timorose rispetto all’impegno che un affido a tempo pieno può comportare.


Contestualmente, grazie anche al ciclo di incontri sull’autoformazione degli operatori promossa e realizzata grazie al progetto Affido Brescia il territorio valsabbino, ha cominciato a pianificare e costruire il proprio corso di formazione per affidatari, grazie alla condivisione con i colleghi delle modalità formative utilizzate dai partner di progetti nei loro enti.

Nella primavera del 2017 gli operatori volontari del Centro Promozione Affido di Brescia Ce.P.Af hanno proposto una collaborazione e così è stato attivato un gruppo di auto-mutuo-aiuto per affidatari a cui hanno partecipato come relatori/testimoni dei membri del Ce.P.Af, in qualità di futuri facilitatori del gruppo.

Il programma del corso è stato così articolato:

  • I SERATA- “Diventare affidatari? Si, no, forse, perché!
  • II SERATA – “mi presti la tua famiglia?” – I bisogni dei minori “affidati/accolti”
  • III SERATA – “No no, non vedi doppio! Ho due famiglie!” – La famiglia di origine e la famiglia affidataria, tra punti di forza e fatiche.
  • IV SERATA – “In nome della legge” – diritti e doveri degli diversi protagonisti, i ruoli degli attori

Il corso è stato strutturato in un ciclo di 4 serate, di circa due ore ciascuna ed ha coinvolto ben 34 persone.

I numeri sono variati tra la prima e la seconda serata (da 29 a 34) e si è deciso di accettare anche nuovi iscritti in corsa, inventando strategie per aiutare a recuperare i contenuti . Le prime tre serate, ovvero quelle che puntavano a riflettere sulla motivazione all’affido e presentare i bisogni dei minori e delle famiglie (affidatarie e di origine), sono state gestite con metodi attivi di diverso tipo, sfidando le dimensioni del gruppo. Ognuna di questi momenti ha accolto testimoni, storie di vita, l’operatore si è posto più come facilitatore e moderatore, eventualmente chiarificatore di alcuni concetti tecnici che emergevano. Il gruppo ha risposto in modo molto positivo, mostrando generosità nella partecipazione, nella continuità e nel volersi esporre, un segnale forte di interesse si può leggere nell’aumento dei partecipanti, soprattutto nella seconda serata sono comparsi anche i mariti/compagni di alcune donne che si erano iscritte singolarmente.

ACQUA, SOLE, UN PO’ DI CONCIME E UN PO’ DI SANO SUDORE – I punti di forzaprivato sociale

  • Il corso di formazione è stato un evento culmine di tante piccole azioni che lo hanno preceduto, nel tentativo di diffondere interesse/curiosità. La metafora del “terreno fertile” non è casuale, si è cercato proprio di gettare pillole di “concime”, utile a non far cadere nel vuoto la pubblicità. Sicuramente ha avuto la fortuna di essere il primo e unico evento di questo tipo in valle Sabbia, ma questa era anche una grande scommessa.
  • Lo strumento che ha permesso la vera diffusione e pubblicizzazione dell’iniziativa è stato il passaparola e l’uso delle chat/social network, oltre al sostegno alla promozione ricevuto dal nostro progetto provinciale.
  • Fondamentale è stato arricchire il corso con la presenza di testimoni del territorio (es. una coppia che ha tutorato il gruppo nelle serate e che sperimenta l’affido sotto le sue mille forme), come coinvolgere gli operatori volontari del Centro Promozione Affidi di Brescia Ce.P.Af, che stanno facilitando da fine maggio 2017 il Gruppo Affidatari della valle.
  • Grazie ai riscontri finali raccolti è emerso il desiderio dei partecipanti di “trovarsi ancora, al fine di continuare la formazione, è evidente che chi muove dei passi su questo terreno, sente la necessità di stare insieme e di fare rete.
  • Questa attività non è stata pensata come il macro evento informativo degli anni passati, ma appunto come un traguardo di piccoli passi. La Valle Sabbia, anche per la sua conformazione geografica e il tessuto sociale, non è il luogo dei grandi eventi. È un territorio che funziona “appena fuori dalla porta”, che si muove lentamente, anche con parecchie battute di arresto, dove è importante dare “continuità” alle persone: “Affido” significa accoglienza e sostegno fin dal primo momento tra chi si incontra, per cui è assicurare continuità tra chi organizza la formazione e chi segue i percorsi di approfondimento e di accompagnamento è un elemento importante.Affido a tempo parziale
  • Serve mantenere l’attenzione sul tema, anche riproponendo azioni già svolte e inventandone nuove per rispondere ai bisogni elevati in valle di risorse familiari per affidi diurni di varia natura e prossimità familiare.
  • Tra gli obiettivi per l’immediato futuro c’è quello di coinvolgere alcune zone della valle, in particolare in Alta e altissima valle: il territorio più sguarnito di proposte per minori e famiglie, oltre a voler dedicare più energie all’incontro con realtà che rappresentano un cuore pulsante in termine di partecipazione (es. associazioni).

Siamo solo all’inizio..il progetto Affido in Valle Sabbia continua…

SAVE THE DATE! SEGNA IN AGENDA 23 MARZO 2018 – CONVEGNO “LA TUA FAMIGLIA, PIU’ GRANDE”

Convegno “La tua famiglia, più grande. Affido e accoglienza di minori nel sistema di welfare. Attualità, criticità e prospettive”

La tua famiglia, più grande. Affido e accoglienza di minori nel sistema di welfare. Attualità, criticità e prospettiveè il titolo del Convegno finale del Progetto triennale “Promuovere e sostenere reti per l’affido sul territorio della provincia di Brescia”, promosso dal Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia insieme a 13 enti partner del pubblico e del privato sociale e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Il convegno è organizzato da Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Brescia e i partner di progetto. Sarà un momento utile non solo per presentare l’esperienza e i risultati del progetto, ma anche per discutere dell’attualità e delle prospettive future del “sistema affido” anche alla luce delle evoluzioni ed esperienze che si stanno sviluppando in Italia.

L’appuntamento è per Venerdì 23/03/2018 dalle 8h30 alle 13h00 presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Via Trieste,17 – Brescia

 

In considerazione del numero elevato di adesioni,

le iscrizioni al Convegno sono chiuse

Per info scrivete a: info@affidobrescia.eu

Scarica la brochure QUI

NON MANCATE – VI ASPETTIAMO !!

 

E’ stato richiesto l’accreditamento per il rilascio di crediti formativi all’Ordine degli Assistenti Sociali CROAS Lombardia e ad AssoCounseling

Al termine sarà offerto ai presenti un rinfresco

 

Prendimi in affetto: un progetto che si arricchisce

PrendimiInAffetto-Logo

Tra i partner del nostro progetto ci sono soggetti sia pubblici che del privato sociale come il progetto @PRENDIMI IN AFFETTO nato all’interno delle Comunità per Minori gestite dalle Suore Poverelle dell’Istituto Palazzolo.

Il progetto “Prendimi in affetto”  diffonde e cura la pratica dell’affido attraverso la sensibilizzazione e l’accompagnamento di quelle famiglie o single che si rendono disponibili ad intraprendere l’esperienza dell’affido. Il preciso intento di questo progetto è quello di ridurre al minimo i tempi di permanenza dei minori nelle comunità, di offrire loro l’opportunità di godere di un’esperienza familiare positiva ed adeguata e di rispondere al diritto fondamentale di ogni bambino di avere una famiglia.

L’equipe del progetto “Prendimi in affetto” svolge quotidianamente la sua attività per:

  1. Promuovere e sensibilizzare sui temi dell’affido e raccogliere la disponibilità di quanti sono interessati
  2. Incontrare le famiglie disponibili per un primo momento di conoscenza e valutazione delle motivazioni che spingono alla scelta dell’affido
  3. Riconoscere le famiglie più idonee e inserirle nel percorso formativo
  4. Valutare, al termine del percorso formativo, la concreta disponibilità della famiglia all’accoglienza di un minore
  5. Presentare le famiglie disponibili ai Servizi Sociali, in caso di richiesta di avvio di un progetto di affido da parte degli stessi
  6. Stipulare il “contratto” di affido tra le parti in causa (Servizio Sociale, Ente a cui il minore è affidato, operatore referente del progetto “Prendimi in affetto”, famiglia d’origine e famiglia affidataria)
  7. Affiancare, sostenere ed aiutare le famiglie affidatarie per tutta la durata dell’affido

Grazie al Progetto Affido Brescia e alle sinergie con gli operatori dei servizi sociali le attività sono state potenziate e arricchite moltiplicando i momenti di scambio e condivisione tra famiglie d’origine e affidatarie e con i minori coinvolti nell’affido.

Gli strumenti utilizzati sono stati di diversa forma, dai colloqui formali in presenza dell’equipe, alternati a momenti informali di incontro e scambio, per affrontare insieme la quotidianità dei minori. Anche qui tuttavia il confronto tra le famiglie viene supportato dalla presenza di un operatore che si fa garante del massimo grado di condivisione possibile.

Logo Affido gruppoSempre grazie al progetto Affido Brescia è stato potenziato il lavoro con i minori e, accanto al gruppo di incontro mensile delle famiglie affidatarie, è stato ideato un percorso esperienziale per i figli naturali delle coppie affidatarie e per i minori in affido. L’idea si è sviluppata in 3 fasi:

  • nella prima attraverso un laboratorio creativo sull’affido,
  • nella seconda parte è stato coinvolto un arte-terapeuta,
  • nella terza parte, quella conclusiva, tutti si sono riuniti in un unico grande gruppo con minori e famiglie.

 

 

Per saperne di + sul progetto Prendimi in Affetto e contattare direttamente gli operatori visita la pagina dedicata La rete nel bresciano: progetto Prendimi in affetto

privato sociale

 

 

 

 

 

 

Il TEMA della FORMAZIONE agli operatori al CENTRO di nuove SPERIMENTAZIONI

Resta alta l’attenzione sulla formazione condivisa degli operatori sociali.

Dopo il primo percorso formativo “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE” realizzato nel corso del I anno del nostro progetto ed a cui hanno aderito ben 48 operatori, si torna sul tema formazione con due iniziative.

1. INCONTRI DI “CONDIVISIONE PRASSI TRA GLI OPERATORI” DEGLI ENTI PARTNER
All’interno del progetto sono state programmate 3 giornate di condivisione tra i referenti dei partner dedicate a temi specifici del processo di affido: la formazione della famiglie affidatarie, la valutazione delle famiglie, modelli di accompagnamento dei progetti di affido.
La prima giornata si è tenuta a novembre, le altre sono previste ad inizio 2017.
Gli incontri sono condotti dai membri della Cabina di Regia del progetto e si propongono di individuare gli elementi condivisi sui temi da tutti considerati essenziali e di confrontarsi su metodologie e strumenti applicabili e sulla loro efficacia.

2. GLI “ELEMENTI QUALIFICANTI DEI PROCESSI DI AFFIDO – APPLICAZIONI PRATICHE”
Un primo percorso condiviso di formazione è stato realizzato nel 2016 all’interno del Progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della provincia di Brescia”, destinato agli operatori pubblici e privati del territorio bresciano che si occupano di affido (Servizi affido, Tutela minori, Terzo settore). Durante tale percorso sono stati affrontati gli elementi qualificanti l’affido che, insieme, offrono un modello alternativo e innovativo di gestione dei percorsi di affido, volto a superare le principali problematiche che oggi vive questa pratica.

Durante la formazione, alcuni operatori hanno sollevato delle perplessità su come applicare delle pratiche innovative nell’affrontare i casi di affido: la co-progettazione, il lavoro sulle risorse, il coinvolgimento di tutti i membri del sistema, la costruzione di un’équipe interdisciplinare e della rete, la pluralità dei luoghi, la valutazione soggettiva in itinere sono solo alcuni degli elementi che i servizi si chiedevano come introdurre, ecc….
Al contempo, questi elementi avevano sollevato curiosità ed è nata, insieme, l’idea di applicare queste pratiche ad alcuni casi monitorandoli e discutendone insieme grazie ad uno scambio arricchente e affrontando le difficoltà e sperimentando pratiche diverse.

Così si è arrivati a questo nuovo percorso formativo, la cui partecipazione è destinata ai referenti dei partner del progetto “Promuovere e sostenere reti per l’affido sul territorio della provincia di Brescia” e agli operatori che hanno partecipato al percorso di formazione del 2016.
La metodologia di realizzazione prevede che il gruppo si ritrovi in plenaria per discutere dei casi selezionati seguiti in via sperimentale. La conduzione degli incontri sarà curata dalla formatrice.
La conduttrice sarà la dott.ssa Cecilia Edelstein, presidente Shinui – Centro di Consulenza sulla Relazione (www.shinui.it), ideatrice del modello sistemico pluralista, social worker, psicologa e terapeuta familiare e sistemica, etnopsicologa, counselor e mediatrice familiare.
Al termine del percorso verrà fornito uno strumento di restituzione al gruppo di quanto emerso.
Il percorso, di 6 incontri, partirà a metà marzo 2017 per concludersi nel mese di novembre 2017.