Crescere insieme

Online la prima storia del mese di dicembre!

Storia del mese di dicembre: Nuove possibilità

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Mamma Paola
Minore in affido: Michele, da 3 anni in affido
Famiglia affidataria: Mamma Eleonora e Papà Alberto
Le reti: Gli assistenti sociali e l’associazione di volontariato.


“Cercate nuove possibilità”… Questa frase è il motto di Maria Fux, una famosa danzatrice…L’ho sentito ripetere molte volte durante le lezioni di danza…Ho provato a danzare con le mani legate, eppure il corpo produceva ugualmente un movimento armonico … Quando la nostra coppia dopo anni di vita insieme non riusciva ad avere figli, pensai con naturalezza che era giunto il momento di cercare altre possibilità.

Il pensiero dell’affido non mi era nuovo, perché conoscevo fin dall’infanzia famiglie che avevano fatto questa scelta. Mio marito non conosceva questa realtà, ma fu subito pronto a seguire questa possibilità con entusiasmo, anche perché nella sua vita ha sempre dato il suo tempo a bambini e ragazzi attraverso l’insegnamento.

Dopo vari incontri di formazione e valutazione giunse il momento di sapere il nome del bambino che ci veniva affidato. Era il 10 agosto, giorno delle stelle cadenti, giorno in cui Michele entrò nel nostro cielo per donarci una luce nuova. Lo aspettammo come si aspettano tutti i bambini, preparandogli la cameretta, dei giocattoli e tanto di fiocco azzurro con i palloncini sulla porta di casa. Il primo giorno che lo incontrammo ci colpirono subito il suo aspetto distinto e il suo carattere generoso; Michele, invece, ci confidò più avanti, fu attratto dal nostro pic-nic a base di riso freddo invece dei soliti panini.
La vita insieme cominciò tranquillamente con le gioie e le fatiche di tutte le famiglie. Tra i bisogni che Michele manifestò per primi ci fu quello di essere seguito nel l’adempimento dei compiti scolastici: sapeva a malapena impugnare una matita e faticava a tracciare ogni forma di segno, leggeva e pronunciava le parole con molte difficoltà. Fece grandi sforzi ed in breve si portò alla pari con i compagni. Ricordiamo sempre le serate passate tutti e tre a leggere e confessiamo di aver imparato a memoria il libro di seconda elementare. Altro bisogno primario fu insegnargli a lavarsi regolarmente, anche i denti oltre a portarlo dal dentista per otturare tutte le carie che si erano già create.

Così Michele guadagnò pian piano fiducia e stima in se stesso ed in noi.
Il giorno di carnevale, dopo essere stati tutti in oratorio, tornando a casa disse :“grazie mamma e grazie papà”! In quel momento potemmo fare solo una cosa: commuoverci. La cosa bella è che tra noi tre c’è sempre un dialogo aperto sia quando si tratta di rinforzarlo sia quando dobbiamo riprenderlo. In tanti aspetti è un bambino maturo, responsabile e pacifico, ma necessità anche che la sua parte più piccola venga accolta, per esempio cantandogli la ninnananna ogni sera. Pur trattandoci come papà e mamma, Michele incontra regolarmente la sua mamma, riportando nei suoi incontri quanto ha appreso e sta apprendendo nella sua nuova temporanea famiglia.
Michele ha una visione disincantata della propria famiglia d’origine e ne coglie autonomamente le fragilità.
Nostro compito è accogliere le sue riflessioni al termine degli incontri protetti che ha con la mamma aiutandolo ad accogliere ciò che di bello ha saputo rilevare o a differenziarsi dai comportamenti problematici che ha visto.

Michele a questo punto del suo percorso di affido (sono tre anni che è con noi) ci chiede di continuo rassicurazioni sul fatto che gli vogliamo bene e che saremo al suo fianco, chiede e regala innumerevoli baci e abbracci.
Il fatto che l’affido sia un’esperienza temporanea non ci impedisce di dare il meglio che possiamo per sostenerlo nella sua crescita, del resto tutte l’esperienze umane sono temporanee, ma ci formano per sempre.


 

nuove possibilità

Michele ha fatto questo disegno poche settimane dopo aver iniziato l’esperienza dell’affido con Eleonora e Alberto. Racconta all’assistente sociale indicando la prima immagine:
“E’ un albero e l’uccellino che arriva dall’alto è il bambino in affido”
Mostrando il secondo disegno invece dice:
“Questi sono il bambino in affido e l’affidatario che si tengono per mano e iniziano una strada insieme!”

 

Online la seconda Storia del Mese di ottobre!

Storia del mese di ottobre: IMPARARE A VOLARE 

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: papà Vincenzo 42 anni, mamma Mariella 41 anni e sorella Valentina 18 anni.
Minore in affido: Matteo 13 anni.
Famiglia affidataria: Stefano 40 anni e Iolanda 38 anni.
Le reti: il centro diurno, la terapeuta e la scuola.


Matteo ha 13 anni e da quattro anni è in affido da Stefano e Iolanda in un piccolo paese di una Valle
bergamasca.
Prima di arrivare da loro ha trascorso, con la sorella Valentina, quasi tre anni in una Comunità Alloggio
per minori.
Matteo in comunità ci stava bene…nonostante tutto….É un ragazzino intelligente, ma che non è in
grado di gestire gli impulsi e le emozioni. Quello che gli va di fare lo fa senza troppo pensare, cerca sempre di mettersi in mostra e di attirare l’attenzione.
“Sai che so volare?”
“Volare?!…se cadi dal tetto più che volare ti farai male”.
Quasi subito Stefano e Iolanda gli hanno messo in mano le chiavi di casa…è stato un momento
bello e denso di significati….Matteo non ha mai posseduto le chiavi di casa…e nemmeno una
casa…è fiducia, ma…é anche paura.
Matteo frequenta la Scuola Secondaria di primo grado, ma per lui la scuola è un mondo spesso
incomprensibile.
Stare fermo in classe? Fare i compiti? Non se ne parla proprio.
Ogni giorno Stefano e Iolanda vengono fermati all’uscita dalla scuola dall’insegnante di turno che
racconta loro ciò che Matteo ha combinato.
Faticano a fargli fare i compiti e a volte sono costretti a cedere…o si ingaggia una dura lotta o si
deve cedere…e spesso é meglio cedere prima che la discussione prenda una brutta piega.
Il papà di Matteo non lavora e non riesce a trovare un’occupazione stabile, mentre la mamma Mariella
fa piccoli lavori saltuari. Ci vuole ancora tempo prima che possano essere in grado di prendersi
cura di Matteo.
Stefano e Iolanda hanno attraversato in passato e a volte attraversano anche oggi momenti difficili
con Matteo…” Non so se riusciremo ad andare avanti nel progetto di affido “.
Anche per Matteo non è affatto semplice…” Voglio parlare con l’Assistente Sociale, voglio andare
via da qua, voglio tornare in Comunità “.
Ma poi ogni giorno é una scoperta, un’avventura: è fermarsi, guardare la strada percorsa e scegliere
di andare avanti, é fidarsi delle persone che stanno facendo questo viaggio con noi, è continuare
ad avere paura, é frequentare il Centro Diurno e capire che è importante fare alcune cose fuori
casa perché il clima in famiglia possa essere sereno, é ascoltare il Terapeuta che incontra Matteo
che ci svela il significato di alcuni suoi gesti.


IMPARARE DAL VENTO (Tiromancino)
Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove
non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.
Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi
per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.
Succede perché,in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per
me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.
Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno
male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire .
Succede perchè, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per
me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e ricominciare a fluire….

Online la Storia del Mese di ottobre!

Storia del mese di ottobre: TIENIMI PER MANO
I protagonisti della storia*
Famiglia naturale: Maria, mamma single, 44 anni
Minore in affido: Francesco, 11 anni
Famiglia affidataria: Lorenzo (42 anni) e Rossella (43 anni)
Le reti: la scuola, la terapeuta, l’oratorio.

*I nomi sono stati modificati per rispetto alla privacy


Francesco, dopo aver trascorso circa un anno in una Comunità di Pronto Intervento mamme
e bambini con la propria mamma e, successivamente, un periodo in una Comunità per
minori, incontra Lorenzo e Rossella, una coppia che, dopo aver ascoltato la sua storia,
pensa di poterlo accogliere.
Francesco ha sofferto molto quando la sua mamma una mattina se n’é andata dalla
Comunità dopo averlo accompagnato, come ogni giorno alla Scuola Materna…
Per molto tempo Francesco ha faticato a fidarsi degli adulti e ad affidarsi a loro, ma ora
secondo il parere degli esperti, è pronto a fidarsi nuovamente e ha tanto bisogno di
qualcuno che si occupi di lui in modo esclusivo.
Quando Francesco conosce Rossella e Lorenzo, cerca subito il contatto e la vicinanza con
Lorenzo…del resto una mamma lui ce l’ha…è un papà che gli manca.
Per tanto tempo ha mantenuto le distanze da Rossella con cui sembrava essere sempre
arrabbiato e, con una sofferenza più grande dei suoi primi 5 anni di vita, un giorno l’ha
anche picchiata mentre lei continuava a tenerlo stretto fra le sue braccia a contenere la sua
disperazione…
No, Rossella non si è mai spaventata e ha saputo rispettare i tempi di Francesco. Ha atteso
che lui riuscisse a fidarsi e si lasciasse prendere per mano.
” Ma mi vuoi bene? ” chiedeva di continuo … e chiede anche oggi … senza dirlo ad alta
voce.
“Ci sei tu, vero, Rossella a prendermi oggi?” E nei suoi occhi azzurri che scrutavano la folla
di genitori, accalcati all’uscita dalla scuola, si poteva leggere un’angoscia lontana, ma
ancora viva e presente, fino a quando il suo sguardo non incontrava quello di Rossella in
cui trovava pace.
Da quel giorno sono trascorsi 5 anni.
Francesco incontra la mamma Maria una volta al mese in uno spazio protetto. La sua
mamma si sta facendo accompagnare dai Servizi Sociali e, dopo la fatica iniziale ad
accettare il progetto di affido di Francesco, ora si confronta con gli affidatari e li ringrazia
con sincerità per quanto stanno facendo. Magari avesse avuto anche lei qualcuno capace di
prenderla per mano…
Francesco sente che ora i suoi mondi non sono più così distanti fra loro e si possono persino
parlare… Può stare bene e raccontarsi quando è con la mamma Maria e quando é con
Lorenzo e Rossella, senza sentirsi spaccato in più parti.
Francesco è … Francesco. Un bambino vivace, forse a volte un po’ troppo.
Lorenzo dice che ” sembra un martello pneumatico e non la smette fino a che tu non lo
guardi…”.
Con i pari non sempre è facile stare, a scuola fatica a mantenere la concentrazione e spesso
viene isolato dai compagni perché dispettoso. È difficile per lui comprendere…
Nei rapporti tra la famiglia affidataria e la scuola, é fondamentale la presenza della
Terapeuta di Francesco che porta sempre il punto di vista del bambino a partire dalla sua
storia e dai suoi bisogni e aiuta gli insegnanti a leggere Francesco oltre gli apprendimenti e
i comportamenti agitati.
All’ Oratorio ci sono il Don Gigi, Lorenzo e Rossella e alcuni educatori che con il tempo
hanno conosciuto Francesco, hanno saputo cogliere le sue fragilità e valorizzare i suoi punti
di forza …insomma, gli vogliono bene.
C’è ancora tanta strada da fare perché Francesco possa essere sereno e affrontare le proprie
paure ma….ora si lascia prendere la mano.. anzi… è lui che la cerca.


Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientato
cantami la canzone delle stelle
dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…
-Herman Hesse