Affido

Video – Testimonianza di viaggio da “Storie di Bene” programma di Teletutto

Guarda il Video dal programma “Storie di Bene”  

condotto da Clara Camplani

Storie di Bene, il racconto dei protagonisti che hanno donato o ricevuto bene, perché fare del bene fa bene.


Dal noto programma di Teletutto “Storie di Bene”, puntata dedicata all’affido e all’accoglienza.

Testimonianza realizzata in collaborazione con il Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

 

I protagonisti della storia:Icona testimonianze

Minore in affido: Andrea 10 anni;
Famiglia affidataria: Domenica, Pietro ed Emanuele figlio naturale;
La rete di supporto: l’associazione, i gruppi di autoaiuto, i servizi sociali, la comunità.

 

 


Ho sempre pensato che non v’è nessuna felicità maggiore di quella della famiglia. 

Dostoevskij

In arrivo la 2^ GIORNATA PROVINCIALE DELL’AFFIDO E DELL’ACCOGLIENZA

Insieme per l’Affido Familiare e una nuova cultura dell’Accoglienza

Domenica 21 maggio 2017 al Parco dell’Acqua – Ambiente Parco a Brescia, a partire dalle ore 11,

ci sarà la

2^ Giornata Provinciale dell’Affido e dell’Accoglienza

con la partecipazione e il supporto di enti da tutta la provincia di Brescia, sia del settore pubblico che del privato sociale.
Sarà un’occasione speciale di incontro, dedicata ai minori in affido, alle famiglie che li accolgono e a quelle da cui provengono, oltre che uno spazio per promuovere le tematiche della giornata.

La provincia di Brescia raccoglie realtà ed esperienze molto diverse tra loro e sul nostro territorio la situazione non è omogenea, ma anzi decisamente frammentata: i servizi ci sono, ma è importante lavorare sulle preziose reti e sinergie tra operatori, professionisti e volontari che ogni giorno sono impegnati in questo campo così delicato.
Proprio per tentare di superare questa frammentazione, da circa un anno è partito il progetto  “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”, finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dal Forum del Terzo Settore di Brescia con il supporto tecnico di Atelier Europeo.
All’interno di questo progetto più ampio si inserisce la 2^ Giornata Provinciale, pensata e realizzata in collaborazione con tutti i 13 partner.

L’iniziativa è realizzata con la preziosa collaborazione del Comune di Brescia, con il patrocinio di Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del Centro Servizi per il Volontariato.

Sarà la verde cornice del Parco dell’Acqua e di Ambiente Parco ad ospitare questo momento di festa, con sorprese e giochi per i più piccoli e le loro famiglie.

All’interno dello spazio Alimenti.Amo…

• 11h00 – 18h00 Mostra delle opere del Concorso “Cantiere Affido: costruiamo famiglie accoglienti”
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

• 11h45 Aperitivo al Parco
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

• 17h15 Premiazione del Concorso “Cantiere Affido: costruiamo famiglie accoglienti”
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

Nel parco…

• 14h00 – 18h00 Il Festival Abibook va la parco
Dalle 14.00 alle 18.00:
letture dei libri presentati al Festival Abibook per bambine e bambini dagli 0 ai 6 anni
a cura di Elisa Giangrossi
Dalle 15.00 alle 16.00 laboratorio gratuito e senza iscrizione di creazione di burattini, a partire dai 4 anni
a cura di Maura Paletti
Ore 16.30 Spettacolo di burattini con l’interazione e l’uso di burattini creati precedentemente dai bambini
a cura di Maura Paletti
A cura della Cooperativa Abibook

• 14h00 – 18h00 Giochiamo con la Sabbia – Spazio allestito per il gioco per adulti e bambini da un anno in su
A cura dell’Associazione Emmi’s Care

• 15h00 – 18h00 Insieme…costruiamo architetture mobili
Laboratorio artistico interattivo con l’artista Maria Laura Marazzi.
A cura della Pinacoteca dell’Età Evolutiva – PInAC

• 14h00 – 18h00 Ritratti di Famiglie
Allestiremo un mini set fotografico (anche questo en plein air) dove un fotografo professionista potrà realizzare dei “ritratti di famiglie” per tutte le famiglie presenti.
A cura di Francesco Frugoni

• 14h30 – 16h30 Laboratorio di Aquiloni
Costruiamo aquiloni con materiale da riciclo e recupero vario
A cura di Chiara Pedrini

Di fronte allo spazio Fai da te…

• 14h00 – 18h00 Ciclofficina Bre-cycling
Ripariamo e mettiamo in sicurezza le biciclette dei bambini e dei grandi che saranno presenti all’iniziativa.
A cura della Cooperativa Il Calabrone

E inoltre…

• Itinerari guidati di Ambiente Parco – Natur.Acqua e Gioco.Lab

• Spazio Info Affido

• Note al parco

• Spazio trucca bimbi e spazio disegno per i più piccoli

• Merenda al parco

Il programma è disponibile anche sulla pagina fb Affido Brescia.

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2^GPA II 2017_programma_long version


A5-GPA2017-02

 


La giornata e la partecipazione alle diverse iniziative e laboratori sono ad ingresso gratuito.

VI ASPETTIAMO!

Per informazioni è possibile mandare una e-mail all’indirizzo info@affidobrescia.eu.

Online la storia di marzo: la testimonianza di Emanuela e Letizia, neo affidatarie

Storia del mese di marzo: UN ASSAGGIO NUOVO… L’AFFIDO LEGGERO!

I protagonisti della storia:

Minori in affido: 2 bambine di 5 anni;
Famiglie affidatarie: Emanuela e Letizia mamme neo affidatarie part-time;
La rete di supporto: i servizi sociali, la comunità.


Ci siamo approcciate con “paura” all’affido leggero come è stato concepito dal Servizio Affido del nostro territorio. Abbiamo partecipato ad un incontro formativo proseguito poi con un colloquio con l’assistente sociale ideatrice e divulgatrice passionale del progetto.

È arrivata la telefonata: c’è una bambina di 5 anni che necessita di stare all’aria aperta, avere nuovi stimoli… ed ecco che tutto avviene.

Siamo due ragazze single che non hanno avuto figli. La breve esperienza vissuta e attualmente in corso, è per entrambe molto interessante e ricca di emozioni.

Consigliamo a tutte le single o a chi è “solo” di avvicinarsi a questo mondo con fiducia. La gratitudine di un bambino/a quando gioca liberamente, quando segue un adulto in una banale azione quotidiana, il sorriso di quando assaggia un cibo gradito o la curiosità di quando prova un’emozione, rappresenta per noi un dono ed una emozione ineguagliabile.

Potremmo osare con una battuta… che l’affido è reciproco!

Certamente poi c’è il resto del mondo con il quale bisogna mediare…ma questa è un’altra storia.


 

“Con i bimbi capirsi è semplice.

Quando ti prendono per mano, hanno già scelto di fidarsi di te.”

Anonimo

 

Online una nuova testimonianza di viaggio! La storia di gennaio

Storia del mese di gennaio: Natale a casa Tabarello

I protagonisti della storia:

Famiglia naturale: la mamma Emy, ragazza del Ghana, giunta in Italia ospite di una famiglia di parenti;
Minore in affido: Paolo, nato quando Emy aveva 16 anni;
Famiglia affidataria: Maria, vedova di 60 anni, che convive con la propria madre, Esterina, di 83 anni;
La rete di supporto: i servizi sociali, le famiglie solidali.


Mi presento, sono Maria Tabarello. Ho fatto tante esperienze di affido quando era ancora vivo mio marito ed anche dopo, ma in occasione del Natale voglio raccontare la storia di Emy, di Paolo, di un affido particolare, di mia mamma e del suo ultimo anno di vita.

I genitori di Emy, quando lei ha compiuto 14 anni l’hanno inviata in Italia, da parenti, sperando di darle un futuro migliore.

Lei mi ha raccontato che invece si é sentita sempre trattata come una serva, da questi parenti.

Quando è rimasta incinta di un suo connazionale più grande di lei, la famiglia che la ospitava l’ha cacciata di casa, ed Emy ha cominciato a girovagare; la polizia di Milano, dove era andata per cercare il padre di Paolo, l’ha trovata per strada ed inserita in una comunità per madri con bambini.

Lì ha partorito ed è rimasta fino a che Paolo non ha avuto quasi un anno, ma si sentiva troppo isolata, stretta nelle regole e nel non poter uscire.

L’assistente sociale con cui collaboro da tanti anni mi ha chiesto se volevo provare a fare un affido diverso, occupandomi di una mamma col suo bambino.

Ho pensato “perché no?” certo, la fatica sarebbe stata doppia, un’adolescente da aiutare a fare la mamma, un bambino piccolo… Pero’ sono un’ottimista, ed ho pensato che una ragazza che deve occuparsi di un bambino avrebbe avuto meno grilli per la testa delle sue coetanee e con un bambino piccolo, da sola, non ce l’avrei fatta, ma Paolo aveva la sua mamma …

Ne ho parlato con mia madre, che in quegli anni cominciava ad essere meno autonoma. Lei era abituata alle mie esperienze di affido, pero’ mi ha fatto qualche obiezione sul fatto che fossero stranieri.

Emy si è dimostrata una brava mamma, anche se inesperta, ma il rapporto con lei è stato difficile all’inizio.

Solo col tempo, aiutate dall’assistente sociale, abbiamo superato tante difficoltà: io ho capito che lei aveva paura di essere di nuovo ospitata solo per fare la serva, Emy ha capito che se voleva stare in una famiglia e non in una comunità, doveva cercare anche lei di “creare un clima familiare”.

Paolo invece ha subito rallegrato tutti, simpatico, sereno, sempre sorridente.

Dopo la maggiore età Emy è andata a vivere col padre di Paolo, lontano da dove abito, ha avuto altri 2 bambini, mi chiama sempre per avere consigli, sono l’unico punto di riferimento che ha in Italia, e quando può viene a trovarmi.

Quando se ne sono andati abbiamo sofferto tanto, io e mia mamma, ma sapevamo che era giusto così.

Nel primo Natale in cui non erano con noi, ma che sono venuti a trovarci, nell’ultimo anno di vita di mia mamma, lei mi ha detto: “non pensavo, alla mia età, di affezionarmi così tanto ad un bambino di colore”

Ecco Paolo è stato il Gesù bambino dell’ultimo Natale di Esterina, a cui aveva allietato e intenerito la vecchiaia.

Io ho chiesto in seguito all’assistente sociale di propormi di nuovo qualche esperienza di affido di madri con bambini, perché ho capito di essere adatta a questo tipo di esperienza, da cui ho ricevuto molto.


 

“Tre cose ci  sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori ed i bambini.”

Dante

Online la storia del mese di dicembre

Storia del mese di dicembre: APPARTENERSI

I protagonisti della storia:

Famiglia Naturale: mamma Irene 37 anni e papà Giacomo 42 separati
Minori in affido: Luca 7 anni e Paola 6 anni
Famiglie affidatarie: Marco e Adriana e figli (famiglia di Luca)
Massimo e Donatella e figli (famiglia di Paola)
Rete: Servizi sociali, educatrice, colleghi, scuola, territorio


Ciao, sono Irene, ho 37 anni e due figli in affido di 7 e 6 anni. Sono andati in affido molto presto, avevano poco più e poco meno di un anno. Era luglio del 2010, un lunedì. Ricordo molto bene quel giorno, ho fatto perfino una foto.
Il tempo era bello, ma non per me, io e Luca eravamo tristi: eravamo in comunità e aspettavamo l’arrivo degli affidatari. Io sapevo che il giorno dopo sarei dovuta andare in una casa famiglia per mamme con bambini…a me però li avevano appena tolti.

Son stati anni difficili, non avevo una famiglia, non avevo un lavoro, non avevo una casa. Vedevo i miei bambini in incontri protetti prima una volta al mese e con il tempo siamo arrivati a una volta a settimana, a volte anche in presenza del loro papà.
In questi anni sono cambiata tanto, ho lavorato tanto su di me, ho fatto degli sbagli ma sono riuscita a migliorare. Per un periodo ho addirittura vissuto per strada, sui treni. Poi nel 2011 ho conosciuto il nuovo servizio sociale e mi è stata data una nuova possibilità; i servizi hanno visto e riconosciuto i miei sforzi e hanno avuto fiducia in me.

Oggi ho una casa e un lavoro e posso incontrare i miei bambini tutte le settimane, a volte anche senza l’educatrice. Qualche volta sono venuti a casa mia, ed è stato magico. Oggi i bambini sono più legati a me, penso che questo sia dovuto al fatto che mi hanno permesso di stare di più con loro così Luca e Paola mi hanno conosciuta meglio ed io sto imparando cosa vuol dire occuparsi di loro.
A settembre ho chiesto di poterli accompagnare a scuola per il loro primo giorno, e me lo hanno accordato!!! E’ stato emozionante!!! Quando sono arrivata a casa a prenderli è stato come rinascere. Non avevo mai visto dove abitassero e dove fossero cresciuti fino a quel momento.
Sono uscita di casa all’alba, con la paura di perdere il treno. Mi sentivo con le ali.
Luca non sapeva nulla, e quando sono arrivata mi si è lanciato nelle braccia.
Con Adriana, la sua affidataria, è stato bello, mi son sentita accolta e come se fossi a casa mia. Ma è davvero così, perché lì c’è un pezzo della mia vita. Poi sono andata a scuola e c’erano tutti i compagni e le maestre, e Luca mi ha fatto conoscere tutti, anche le maestre. Adriana mi ha detto che se volevo potevo andare a prenderlo all’uscita alle 12.30, e nel frattempo sono stata con lei. Mi ha raccontato di Luca, dal primo giorno che era da loro, ho pranzato con loro. C’era una bella atmosfera. Luca ha voluto farmi vedere tutta la casa, e poi abbiamo guardato un cartone animato… mi si è accoccolato addosso… è stato meglio che fare 13!!
Quando sono andata via ero triste, ma non potevo far vedere nulla; un po’ ho rivissuto il distacco di quel giorno in comunità.
Anche con Paola è stato bello… non sapeva che andassi e quando mi ha vista mi guardava ma sembrava non capire. Siamo andati a scuola e le maestre ci hanno aperto la porta e io l’ho accompagnata fino in classe: ho visto il suo banco e ora posso immaginarmi dove sta lei tutto il giorno.

Mi sento rinata, sono tranquilla perché ho visto che i miei bambini sono comunque legati a me e so che stanno bene.
Ora so che le cose possono cambiare. Quel lunedì di luglio credevo che li avrei persi per sempre. Invece nel tempo mi sono accorta che li ho ritrovati, e li sento sempre più legati a me. Le due famiglie che sembrava me li stessero strappando invece hanno fatto la loro parte per rendermi importante agli occhi di miei figli, e io ho scoperto che quelle famiglie sono anche mie.


 

“Ci sono due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: le radici e le ali.”
H.Carter

 

Online la prima Video Intervista – Testimonianze di Viaggio

Icona testimonianzeLa testimonianza di Raquel e della sig.ra Adriana, un’esperienza di affido per crescere insieme.

Guarda il video su youtube

Il video è stato realizzato in collaborazione con il Forum Terzo Settore, Brescia e ai partner del progetto “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA”, grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Grazie agli studenti dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia: Giovanni Bocchi, Andrea Della Sala e all’illustratrice Marta Comini per le immagini grafiche.

#affido #affidobrescia #testimonianzediviaggio

Online la prima storia del mese di giugno!

Storia del mese di giugno: LA GIOIA DEL DARE

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Sara, 38 anni
Minori in affido: Paola, 16 anni – Monica, 12 anni
Famiglia affidataria: Giulia, 48 anni – Marco, 51 anni
Le reti: la famiglia naturale, la famiglia affidataria, l’assistente sociale, il parroco ed i volontari dell’oratorio, il gruppo di famiglie affidatarie, la banda musicale, il tribunale dei minorenni.


Siamo sposati da quasi ventidue anni anni e da sei anni viviamo la bella e travolgente esperienza dell’affido familiare: la nostra prima figlia in affido, ora adolescente, non è più a casa con noi, ma la sentiamo con regolarità e la aiutiamo per quanto possiamo. Con noi c’è da più di quattro anni la nostra seconda bimba, arrivata all’età di quasi otto anni, una piccoletta magrissima, con due grandi occhi e i corti capelli drittissimi, desiderosa di tanti baci e lunghi abbracci (anche ora che è più grande!).

La bimba di allora è cresciuta, è una ragazzina allegra e solare, si è affezionata molto a noi e a tutta la famiglia. La sua mamma naturale ha fiducia in noi ed abbiamo instaurato con lei un buon rapporto: la sua fragilità non le permette di allevare la figlia e, anche se a volte se ne rammarica, è comunque contenta che la sua bambina abbia trovato un porto sicuro e tranquillo dove crescere.

Vede la figlia ogni quindici giorni: gli incontri si svolgono in un’atmosfera tranquilla e cordiale.

Noi viviamo la quotidianità come tante altre famiglie: le nostre giornate sono piene di impegni suddivisi tra casa, lavoro, scuola, compiti, catechismo, attività proposte dall’oratorio e dalla banda musicale. Nei confronti di nostra figlia ci siamo impegnati come famiglia (compresi i nostri rispettivi genitori, nonni a tutti gli effetti) a darle la tranquillità e la serenità di cui ha davvero necessità. Lei è cambiata nel tempo, è più calma, matura e riflessiva, sorride molto, è meno pensierosa ed imbronciata, riesce a vivere meglio anche l’incontro con la mamma, dalla quale è meno dipendente che in passato. In questi anni abbiamo maturato pian piano l’idea dell’affido grazie ad alcuni carissimi amici, un’assistente sociale ed una giovane coppia, che ci hanno fatto capire il senso profondo di una genitorialità estesa oltre i legami naturali e il valore dell’accoglienza di una storia che include la presenza delle famiglie di origine dei minori.

Gli affidatari sono persone normalissime che si mettono in gioco per crescere insieme ai loro figli, giunti da realtà diverse, dolorose, complicate, ragazzi di ogni età desiderosi di affetto, comprensione e vicinanza.

Dare affetto è la cosa più importante, confidando che la Provvidenza ci aiuti a “fare il resto” nella convinzione che la crescita dei figli, affidati o naturali, non è solo opera nostra, ma anche di chi ce li ha donati e ha favorito il nostro incontro con loro dal giorno nel quale le nostre vite sono cambiate.

A livello zonale da anni c’è un gruppo di famiglie affidatarie, del quale facciamo parte, che si incontra una volta al mese, alla presenza di un’assistente sociale, per raccontarsi le rispettive esperienze, dare e ricevere consigli e riflettere sulla realtà dell’affido nella quale sono coinvolti i minori, la famiglia affidataria, la famiglia di origine, i servizi sociali, i tribunali per i minorenni.

A noi piace molto ritrovarci insieme a queste famiglie e, con alcune di loro, abbiamo partecipato a qualche serata di sensibilizzazione all’affido familiare organizzata dai nostri servizi sociali di zona.

Desideriamo ringraziare queste famiglie e le molte altre famiglie nostre amiche e conoscenti, che ci hanno sostenuto e ci supportano in questa avventura: anche attraverso il loro aiuto concreto e la simpatia con la quale ci accompagnano sentiamo su di noi la mano provvidente di Dio.


 

“Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20, 34-35)

 

Online la seconda storia del mese di febbraio!

Storia del mese di febbraio: “Si Parte…Si Arriva…Insieme”

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: mamma Maria anni 48, papà assente
Minore in affido: Giorgia, 13 anni.
Famiglia affidataria: mamma Sara anni 48, papà Mauro anni 50, i loro 3 figli naturali (Andrea 14 anni, Luca 12, Marco 10)
Le reti: il Servizio Affidi, la scuola, il territorio.


Maria viene ricoverata, due anni fa, in una struttura psichiatrica per uno scompenso causato da abuso alcoolico.
Tornata a casa appare evidente la sua fragilità e il bisogno di prendersi del tempo per ritrovare un proprio equilibrio.
I nonni e gli zii non sono nella condizione di accogliere la nipote e il padre non è mai stato presente nella vita di Giorgia.
La ricerca di una famiglia affidataria ci porta da Sara e Mauro, che avevano già sperimentato per breve tempo una esperienza di affido.
Pur consapevoli delle possibili difficoltà nell’inserire Giorgia in un nucleo familiare con figli naturali coetanei e di sesso maschile, le motivazioni e l’ entusiasmo della coppia hanno convinto anche gli operatori più scettici.

Si Parte

L’inserimento appare da subito positivo, si instaura un buon rapporto sia con la coppia affidataria che con i figli della stessa.
La rete sociale le permette nuove amicizie e un ottimo ingresso a scuola.
Il fatto di essere l’ unica “figlia” femmina ha evitato le possibili gelosie e i conflitti con i tre figli della coppia e la famiglia stessa si è sperimentata in un nuovo ruolo, in particolare Mauro ha da subito instaurato un legame affettivo profondo con Giorgia.
Nel corso dei colloqui con gli operatori emerge quanto Giorgia si senta parte del nucleo, riferendo all’Assistente sociale “…Sara e Mauro ci tengono molto ai voti, ci dicono sempre che vorrebbero che tutti andassimo  all’università..”.
Fondamentale è stata anche la collaborazione da parte della famiglia di origine: la mamma, la nonna e gli zii di Giorgia hanno sempre sostenuto e rimandato positivamente gli interventi degli affidatari creando una buona relazione di fiducia.

Si Arriva…

Giorgia, a distanza di due anni, rientrerà a giugno nel nucleo d’origine, dopo la conclusione del ciclo scolastico delle scuole secondarie di primo grado. La madre ha fatto un buon percorso personale, riconosce che “Giorgia è cambiata perché io sono cambiata”, consapevole dell’aiuto ricevuto dalla figlia da parte della famiglia affidataria.
A settembre inizierà le superiori e la sua richiesta è quella di “capovolgere” il calendario: prima incontrava la mamma ogni due settimane nel week end, adesso chiede di poter fare il contrario, si recherà ogni due fine settimana dagli affidatari volendo mantenere con loro una relazione stabile e duratura.

 

Si sopravvive di ciò che si riceve, ma si vive di ciò che si dona.
(Carl Gustav Jung)

Online la prima storia del mese di febbraio!

Storia del mese di febbraio: L’Affido…questione di Fiducia

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Gianni 38 anni e Lidia 35 anni.
Minore in affido: Nicola 13 anni.
Famiglia affidataria: Laura 45 anni e Franco 46 anni, senza figli.
Le reti: il Servizio Affidi, la scuola, il territorio.


Laura e Franco sono arrivati al servizio affidi per il percorso di avvicinamento all’affidamento familiare convinti di dare la propria disponibilità per accogliere un bambino piccolo, seguendo la logica del vecchio adagio “figli piccoli, problemi piccoli…figli grandi problemi grandi”.

Dagli elementi emersi nella fase di conoscenza, a noi operatori sembrava più adatto però, il quel momento e per quello che avevano portato come coppia, l’abbinamento con un adolescente.
Quando è arrivata la richiesta di trovare una famiglia adatta al progetto di affido per Nicola il nostro pensiero è andato quindi subito a Laura e Franco: al “fresco sorriso di Laura” e al “serio e determinato” sguardo di Franco.
Quando abbiamo fatto la proposta alla coppia Franco ci ha guardati con occhi confusi quasi a dire “forse non siamo stati chiari??” …. dopo un approfondito confronto sulle motivazioni della nostra proposta, Laura e Franco hanno deciso di fidarsi di noi e, dopo poche settimane, è iniziata la conoscenza con il mondo di Nicola.
A distanza di un anno ecco cosa dicono i protagonisti di questa storia.

ASPETTAVAMO UN CUCCIOLO ED È ARRIVATO UN PICCOLO UOMO …
Ci chiamiamo Laura e Franco, conviventi da più anni, un giorno per caso, coinvolti da un’amica, abbiamo deciso di intraprendere il percorso dell’affido.
Iniziamo cosi l’iter dell’affido, con la promessa fra di noi, che nel momento in cui non ci fossimo sentiti di poterlo portare avanti, con tutta onestà, ci saremmo ritirati. Ammettiamo che inizialmente l’idea di condividere l’educazione del bambino affidato con un sacco di altra gente: psicologi, assistenti sociali, ecc…, ci sembrava una “rottura”, nonché l’idea di avere a che fare con la famiglia di origine del bambino. Ma se inizialmente, gli “addetti ai lavori”, ci potevano apparire un fastidio, man mano nel percorso ci rendevamo conto che rappresentavano una risorsa!
Finito l’iter di conoscenza, non ci rimaneva che l’attesa dell’abbinamento.
Inutile dire i pensieri che ci affollavano la mente! inizialmente ci immaginavamo un bambino ed invece ci siamo ritrovati un adolescente di 13 anni. Per noi, mai stati genitori, questa proposta era bizzarra …. non è che ci garbasse molto! Ma conosciuta la sua storia, non ci siamo sentiti di “abbandonarlo”. E cosi siamo andati ad incontrarlo! Descrivere quel momento…non è come viverlo! L’inserimento è stato graduale: prima l’incontro di 2 ore, poi la prima volta a casa nostra un pomeriggio, poi un week end, e poi…eccolo a casa con noi! Noi in imbarazzo, col desiderio di piacergli, lui timido e con altrettanti timori. Tutto quello che ci si aspettava non è stato…e quello che non avevamo messo in conto…si! Pensavamo di trovare un ragazzino molto provato, arrabbiato con il mondo, con dei lati oscuro
Un po’ provato lo era, ma era al tempo stesso solare, e con tanto bisogno di affetto!
A distanza di un anno, possiamo dire di aver avuto gli stessi problemi che hanno nostri amici con i propri figli … Forse la difficoltà maggiore è stata trovare un equilibrio fra noi, come coppia, e poi trovare la giusta “dose” di severità e affettuosità.
In questo momento siamo molto sereni , fare del bene fa star bene anche a noi.
QUELL’ADOLESCENTE … SONO PROPRIO IO
Ciao,
io sono Nicola, quel ragazzino che Laura e Franco avevano paura di incontrare.
A 11 anni sono stato allontanato dai miei genitori e, per alcuni mesi, sono stato seguito da una zia. Poi sono stato inserito per un anno e mezzo in una casa famiglia.
Quando ho conosciuto Laura e Franco, ho cambiato l’ennesima scuola e trovato tanti amici nuovi, dei buoni professori e finalmente una buona famiglia. Sto frequentando la scuola che mi piace e cerco di impegnarmi il più possibile (anche se studiare non mi piace per niente).
Attualmente vedo mio papà ogni 15 giorni mentre, per ora, preferisco non vedere mia mamma.
Ora con loro mi trovo bene, ma all’inizio con Franco non è stato proprio così, la sua severità mi stava “stretta”. Laura invece si è mostrata sempre disponibile e buona, a volte si arrabbia per delle sciocchezze ma alla fine andiamo molto d’accordo.
Sono finalmente sereno.

 

Non ci può essere amore dove non c’è fiducia
Edith Hamilton

 

Online la seconda storia del mese di gennaio!

Storia del mese di gennaio: Tutto può succedere

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: mamma Carola anni 47, papà Armando anni 52, un fratello più piccolo, Paolo
anni 7.
Minore in affido: Alberto anni 9.
Famiglia affidataria: mamma Silvia anni 45, papà Mirco anni 48, i loro otto figli naturali dai 24 ai 7 anni e Stefano, di anni 16, in affido da un anno e mezzo.
Le reti: l’Istituto con i suoi professionisti, la scuola, le famiglie affidatarie del servizio affidi.


Mi chiamo Paolo, ho sette anni compiuti e, fino ad un anno e mezzo fa, mio fratello Alberto ed io
abitavamo ancora a casa nostra con mamma e papà.
La mamma però era sempre triste e si alzava dal letto solo per pulire la casa.
Papà decideva tutto da solo, mi portava a scuola e accompagnava mio fratello a fare tutte le visite
con un sacco di dottori.
Sì perchè lui non parla, sa solo urlare, si fissa sempre sulle cose e non é come me e nemmeno
come gli altri bambini della sua età.
Mi ricordo che quando eravamo a casa nostra, Alberto stava delle ore alla finestra a guardare le
macchine che passavano sulla strada oppure dondolava sulla sedia battendo due dita della mano
sul bordo del tavolo, senza dire una parola e poteva andare avanti così senza fermarsi mai…
mamma e papà non gli dicevano mai niente perché così stava buono e io lo guardavo e mi
chiedevo che cosa stava pensando, ma, se mi avvicinavo, lui incominciava a gridare.
Per questo adesso Alberto abita in una casa speciale, insieme a tanti altri bambini, dove ci sono
dei maestri che gli insegnano a parlare, gli fanno fare tante cose diverse e riescono a capire di che
cosa ha bisogno anche quando lui non dice niente.
Il sabato e la domenica e nei periodi di vacanza, mi ha detto la Daniela che da qualche settimana
Alberto va a casa di una famiglia che ha conosciuto lei, che ha tanti figli e che lo va a prendere
perchè anche a lui, come a me, piace stare tutti insieme e fare le cose normali di tutti i giorni, come
mangiare la torta che prepara la mamma, giocare a pallone e farsi fare un sacco di coccole.
Alberto però non è in affido tutta la settimana nella stessa famiglia come me, ma ci sta di meno e
quindi la Daniela, che è la mia assistente sociale, dice che gli ci vuole più tempo per conoscerla e
per fidarsi.
Però dice anche che sono bravi, che hanno la pazienza e che gli vogliono già bene anche se si
conoscono da poco. Io non ci credevo quando la Daniela mi diceva che forse aveva trovato una
famiglia speciale per Alberto, ma lei continuava a ripetermi che “tutto può succedere”…
Io sono contento che anche per Alberto c’è una famiglia che lo vuole e spero che non si stanchino
di mio fratello perchè, anche se non parla non é per niente scemo e di sicuro sta bene con Carola,
Armando e tutti i figli, perchè quando deve andare via da casa loro, mi ha detto la Daniela che urla
e piange per tutto il viaggio.
La mamma e il papà li vediamo una volta ogni quindici giorni per un’ora soltanto, dentro una
stanza con dei giochi in cui c’é anche una signora che sta lì insieme a noi tutto il tempo. Certe
volte invece c’é la Daniela al posto della signora e io sono contento perchè mi è simpatica.
A casa non siamo più andati, ma la Daniela dice sempre che “tutto può succedere”.


TUTTO PUÒ SUCCEDERE ( Negramaro )Icona testimonianze
“Lei che arriva dritto al cuore sa ormai
come prendermi
per non sorprendermi più
Passa così tutta da qui
la vita che non torna più
se non sei più tu a viverla così
come piace a te
vivila senza più paure
finché sei qui e tutto può succedere
vivimi senza più paure
e tutto può succedere tra di noi
prendila com’è, la vita è tutta qui”