Affido

Alla ricerca di un primo raccolto: Primo Corso sull’Affido e l’Accoglienza familiare – COMUNITA’ MONTANA VALLE SABBIA

Il Servizio Affido di Valle Sabbia (i 27 comuni erogano il servizio in forma associata) è parte del più logo affido vallesabbiasolidaleampio servizio Minori e Famiglie della Comunità Montana (si compone di altre due aree oltre all’affido: Prevenzione e Tutela Minori).

Il servizio completo è affidato all’Azienda Speciale Valle Sabbia Solidale che opera in convenzione con la Cooperativa Area Onlus che offre la figura psicologica per alcune ore, al momento finalizzate alle valutazioni dei potenziali affidatari.

Il Servizio Affido, voluto principalmente dagli operatori, lavora sulla base di  un progetto “Una Famiglia che ci tiene”, stilato dall’azienda in base alle risorse a disposizione, e ad oggi si occupa di svolgere:

  • Azioni di sensibilizzazione e promozione sul territorio
  • Accoglienza e prima informazione/orientamento
  • Formazione degli aspiranti affidatari
  • Valutazioni di potenziali affidatari/famiglie di appoggio
  • Accompagnamento degli affidi in collaborazione con l’équipe Tutela Minori o il servizio Prevenzione nelle varie forme che assumono i progetti.
  • Collaborazione con gli operatori del CePAF di Brescia che si occupa del neonato gruppo affidatari.

Il Servizio Affido è stato inaugurato ad aprile 2016, con un evento di testimonianza tenutosi a Vobarno in collaborazione con l’Associazione Aibi, ben conosciuta nella zona centrale della valle anche per altri progetti attivi in favore di minori e famiglie.  Successivamente si sono susseguiti, tra la primavera 2016 e l’autunno-inverno successivi, degli incontri con quasi tutte le scuole della valle, di presentazione del nuovo servizio coinvolgendo gli assistenti sociali dei comuni interessati. Similmente l’operatore del servizio Affido ha incontrato le diverse parrocchie del territorio. Una prima pubblicità con volantini e locandine ha divulgato l’esistenza del servizio, sono stati spesso utilizzati i notiziari comunali locali, al fine di rendere delle testimonianze in forma scritta e incuriosire rispetto alla tematica. Tutto ciò ha favorito un primo passa parola, tanto che, seppur timidamente, sono giunti i primi cittadini incuriositi dal servizio.

Fino a quel momento però l’interesse dei potenziali affidatari sembrava rivolgersi preferibilmente alle esperienza di accoglienza familiare, le persone apparivano timorose rispetto all’impegno che un affido a tempo pieno può comportare.


Contestualmente, grazie anche al ciclo di incontri sull’autoformazione degli operatori promossa e realizzata grazie al progetto Affido Brescia il territorio valsabbino, ha cominciato a pianificare e costruire il proprio corso di formazione per affidatari, grazie alla condivisione con i colleghi delle modalità formative utilizzate dai partner di progetti nei loro enti.

Nella primavera del 2017 gli operatori volontari del Centro Promozione Affido di Brescia Ce.P.Af hanno proposto una collaborazione e così è stato attivato un gruppo di auto-mutuo-aiuto per affidatari a cui hanno partecipato come relatori/testimoni dei membri del Ce.P.Af, in qualità di futuri facilitatori del gruppo.

Il programma del corso è stato così articolato:

  • I SERATA- “Diventare affidatari? Si, no, forse, perché!
  • II SERATA – “mi presti la tua famiglia?” – I bisogni dei minori “affidati/accolti”
  • III SERATA – “No no, non vedi doppio! Ho due famiglie!” – La famiglia di origine e la famiglia affidataria, tra punti di forza e fatiche.
  • IV SERATA – “In nome della legge” – diritti e doveri degli diversi protagonisti, i ruoli degli attori

Il corso è stato strutturato in un ciclo di 4 serate, di circa due ore ciascuna ed ha coinvolto ben 34 persone.

I numeri sono variati tra la prima e la seconda serata (da 29 a 34) e si è deciso di accettare anche nuovi iscritti in corsa, inventando strategie per aiutare a recuperare i contenuti . Le prime tre serate, ovvero quelle che puntavano a riflettere sulla motivazione all’affido e presentare i bisogni dei minori e delle famiglie (affidatarie e di origine), sono state gestite con metodi attivi di diverso tipo, sfidando le dimensioni del gruppo. Ognuna di questi momenti ha accolto testimoni, storie di vita, l’operatore si è posto più come facilitatore e moderatore, eventualmente chiarificatore di alcuni concetti tecnici che emergevano. Il gruppo ha risposto in modo molto positivo, mostrando generosità nella partecipazione, nella continuità e nel volersi esporre, un segnale forte di interesse si può leggere nell’aumento dei partecipanti, soprattutto nella seconda serata sono comparsi anche i mariti/compagni di alcune donne che si erano iscritte singolarmente.

ACQUA, SOLE, UN PO’ DI CONCIME E UN PO’ DI SANO SUDORE – I punti di forzaprivato sociale

  • Il corso di formazione è stato un evento culmine di tante piccole azioni che lo hanno preceduto, nel tentativo di diffondere interesse/curiosità. La metafora del “terreno fertile” non è casuale, si è cercato proprio di gettare pillole di “concime”, utile a non far cadere nel vuoto la pubblicità. Sicuramente ha avuto la fortuna di essere il primo e unico evento di questo tipo in valle Sabbia, ma questa era anche una grande scommessa.
  • Lo strumento che ha permesso la vera diffusione e pubblicizzazione dell’iniziativa è stato il passaparola e l’uso delle chat/social network, oltre al sostegno alla promozione ricevuto dal nostro progetto provinciale.
  • Fondamentale è stato arricchire il corso con la presenza di testimoni del territorio (es. una coppia che ha tutorato il gruppo nelle serate e che sperimenta l’affido sotto le sue mille forme), come coinvolgere gli operatori volontari del Centro Promozione Affidi di Brescia Ce.P.Af, che stanno facilitando da fine maggio 2017 il Gruppo Affidatari della valle.
  • Grazie ai riscontri finali raccolti è emerso il desiderio dei partecipanti di “trovarsi ancora, al fine di continuare la formazione, è evidente che chi muove dei passi su questo terreno, sente la necessità di stare insieme e di fare rete.
  • Questa attività non è stata pensata come il macro evento informativo degli anni passati, ma appunto come un traguardo di piccoli passi. La Valle Sabbia, anche per la sua conformazione geografica e il tessuto sociale, non è il luogo dei grandi eventi. È un territorio che funziona “appena fuori dalla porta”, che si muove lentamente, anche con parecchie battute di arresto, dove è importante dare “continuità” alle persone: “Affido” significa accoglienza e sostegno fin dal primo momento tra chi si incontra, per cui è assicurare continuità tra chi organizza la formazione e chi segue i percorsi di approfondimento e di accompagnamento è un elemento importante.Affido a tempo parziale
  • Serve mantenere l’attenzione sul tema, anche riproponendo azioni già svolte e inventandone nuove per rispondere ai bisogni elevati in valle di risorse familiari per affidi diurni di varia natura e prossimità familiare.
  • Tra gli obiettivi per l’immediato futuro c’è quello di coinvolgere alcune zone della valle, in particolare in Alta e altissima valle: il territorio più sguarnito di proposte per minori e famiglie, oltre a voler dedicare più energie all’incontro con realtà che rappresentano un cuore pulsante in termine di partecipazione (es. associazioni).

Siamo solo all’inizio..il progetto Affido in Valle Sabbia continua…

SAVE THE DATE! SEGNA IN AGENDA 23 MARZO 2018 – CONVEGNO “LA TUA FAMIGLIA, PIU’ GRANDE”

Convegno “La tua famiglia, più grande. Affido e accoglienza di minori nel sistema di welfare. Attualità, criticità e prospettive”

La tua famiglia, più grande. Affido e accoglienza di minori nel sistema di welfare. Attualità, criticità e prospettiveè il titolo del Convegno finale del Progetto triennale “Promuovere e sostenere reti per l’affido sul territorio della provincia di Brescia”, promosso dal Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia insieme a 13 enti partner del pubblico e del privato sociale e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Il convegno è organizzato da Forum Provinciale del Terzo Settore di Brescia in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore – sede di Brescia e i partner di progetto. Sarà un momento utile non solo per presentare l’esperienza e i risultati del progetto, ma anche per discutere dell’attualità e delle prospettive future del “sistema affido” anche alla luce delle evoluzioni ed esperienze che si stanno sviluppando in Italia.

L’appuntamento è per Venerdì 23/03/2018 dalle 8h30 alle 13h00 presso l’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Via Trieste,17 – Brescia

 

In considerazione del numero elevato di adesioni,

le iscrizioni al Convegno sono chiuse

Per info scrivete a: info@affidobrescia.eu

Scarica la brochure QUI

NON MANCATE – VI ASPETTIAMO !!

 

E’ stato richiesto l’accreditamento per il rilascio di crediti formativi all’Ordine degli Assistenti Sociali CROAS Lombardia e ad AssoCounseling

Al termine sarà offerto ai presenti un rinfresco

 

Prendimi in affetto: un progetto che si arricchisce

PrendimiInAffetto-Logo

Tra i partner del nostro progetto ci sono soggetti sia pubblici che del privato sociale come il progetto @PRENDIMI IN AFFETTO nato all’interno delle Comunità per Minori gestite dalle Suore Poverelle dell’Istituto Palazzolo.

Il progetto “Prendimi in affetto”  diffonde e cura la pratica dell’affido attraverso la sensibilizzazione e l’accompagnamento di quelle famiglie o single che si rendono disponibili ad intraprendere l’esperienza dell’affido. Il preciso intento di questo progetto è quello di ridurre al minimo i tempi di permanenza dei minori nelle comunità, di offrire loro l’opportunità di godere di un’esperienza familiare positiva ed adeguata e di rispondere al diritto fondamentale di ogni bambino di avere una famiglia.

L’equipe del progetto “Prendimi in affetto” svolge quotidianamente la sua attività per:

  1. Promuovere e sensibilizzare sui temi dell’affido e raccogliere la disponibilità di quanti sono interessati
  2. Incontrare le famiglie disponibili per un primo momento di conoscenza e valutazione delle motivazioni che spingono alla scelta dell’affido
  3. Riconoscere le famiglie più idonee e inserirle nel percorso formativo
  4. Valutare, al termine del percorso formativo, la concreta disponibilità della famiglia all’accoglienza di un minore
  5. Presentare le famiglie disponibili ai Servizi Sociali, in caso di richiesta di avvio di un progetto di affido da parte degli stessi
  6. Stipulare il “contratto” di affido tra le parti in causa (Servizio Sociale, Ente a cui il minore è affidato, operatore referente del progetto “Prendimi in affetto”, famiglia d’origine e famiglia affidataria)
  7. Affiancare, sostenere ed aiutare le famiglie affidatarie per tutta la durata dell’affido

Grazie al Progetto Affido Brescia e alle sinergie con gli operatori dei servizi sociali le attività sono state potenziate e arricchite moltiplicando i momenti di scambio e condivisione tra famiglie d’origine e affidatarie e con i minori coinvolti nell’affido.

Gli strumenti utilizzati sono stati di diversa forma, dai colloqui formali in presenza dell’equipe, alternati a momenti informali di incontro e scambio, per affrontare insieme la quotidianità dei minori. Anche qui tuttavia il confronto tra le famiglie viene supportato dalla presenza di un operatore che si fa garante del massimo grado di condivisione possibile.

Logo Affido gruppoSempre grazie al progetto Affido Brescia è stato potenziato il lavoro con i minori e, accanto al gruppo di incontro mensile delle famiglie affidatarie, è stato ideato un percorso esperienziale per i figli naturali delle coppie affidatarie e per i minori in affido. L’idea si è sviluppata in 3 fasi:

  • nella prima attraverso un laboratorio creativo sull’affido,
  • nella seconda parte è stato coinvolto un arte-terapeuta,
  • nella terza parte, quella conclusiva, tutti si sono riuniti in un unico grande gruppo con minori e famiglie.

 

 

Per saperne di + sul progetto Prendimi in Affetto e contattare direttamente gli operatori visita la pagina dedicata La rete nel bresciano: progetto Prendimi in affetto

privato sociale

 

 

 

 

 

 

Video – Testimonianza di viaggio da “Storie di Bene” programma di Teletutto

Guarda il Video dal programma “Storie di Bene”  

condotto da Clara Camplani

Storie di Bene, il racconto dei protagonisti che hanno donato o ricevuto bene, perché fare del bene fa bene.


Dal noto programma di Teletutto “Storie di Bene”, puntata dedicata all’affido e all’accoglienza.

Testimonianza realizzata in collaborazione con il Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

 

I protagonisti della storia:Icona testimonianze

Minore in affido: Andrea 10 anni;
Famiglia affidataria: Domenica, Pietro ed Emanuele figlio naturale;
La rete di supporto: l’associazione, i gruppi di autoaiuto, i servizi sociali, la comunità.

 

 


Ho sempre pensato che non v’è nessuna felicità maggiore di quella della famiglia. 

Dostoevskij

In arrivo la 2^ GIORNATA PROVINCIALE DELL’AFFIDO E DELL’ACCOGLIENZA

Insieme per l’Affido Familiare e una nuova cultura dell’Accoglienza

Domenica 21 maggio 2017 al Parco dell’Acqua – Ambiente Parco a Brescia, a partire dalle ore 11,

ci sarà la

2^ Giornata Provinciale dell’Affido e dell’Accoglienza

con la partecipazione e il supporto di enti da tutta la provincia di Brescia, sia del settore pubblico che del privato sociale.
Sarà un’occasione speciale di incontro, dedicata ai minori in affido, alle famiglie che li accolgono e a quelle da cui provengono, oltre che uno spazio per promuovere le tematiche della giornata.

La provincia di Brescia raccoglie realtà ed esperienze molto diverse tra loro e sul nostro territorio la situazione non è omogenea, ma anzi decisamente frammentata: i servizi ci sono, ma è importante lavorare sulle preziose reti e sinergie tra operatori, professionisti e volontari che ogni giorno sono impegnati in questo campo così delicato.
Proprio per tentare di superare questa frammentazione, da circa un anno è partito il progetto  “Promuovere e sostenere reti per l’affido famigliare sul territorio della Provincia di Brescia”, finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dal Forum del Terzo Settore di Brescia con il supporto tecnico di Atelier Europeo.
All’interno di questo progetto più ampio si inserisce la 2^ Giornata Provinciale, pensata e realizzata in collaborazione con tutti i 13 partner.

L’iniziativa è realizzata con la preziosa collaborazione del Comune di Brescia, con il patrocinio di Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del Centro Servizi per il Volontariato.

Sarà la verde cornice del Parco dell’Acqua e di Ambiente Parco ad ospitare questo momento di festa, con sorprese e giochi per i più piccoli e le loro famiglie.

All’interno dello spazio Alimenti.Amo…

• 11h00 – 18h00 Mostra delle opere del Concorso “Cantiere Affido: costruiamo famiglie accoglienti”
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

• 11h45 Aperitivo al Parco
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

• 17h15 Premiazione del Concorso “Cantiere Affido: costruiamo famiglie accoglienti”
A cura del Coordinamento Famiglie Affidatarie – CFA

Nel parco…

• 14h00 – 18h00 Il Festival Abibook va la parco
Dalle 14.00 alle 18.00:
letture dei libri presentati al Festival Abibook per bambine e bambini dagli 0 ai 6 anni
a cura di Elisa Giangrossi
Dalle 15.00 alle 16.00 laboratorio gratuito e senza iscrizione di creazione di burattini, a partire dai 4 anni
a cura di Maura Paletti
Ore 16.30 Spettacolo di burattini con l’interazione e l’uso di burattini creati precedentemente dai bambini
a cura di Maura Paletti
A cura della Cooperativa Abibook

• 14h00 – 18h00 Giochiamo con la Sabbia – Spazio allestito per il gioco per adulti e bambini da un anno in su
A cura dell’Associazione Emmi’s Care

• 15h00 – 18h00 Insieme…costruiamo architetture mobili
Laboratorio artistico interattivo con l’artista Maria Laura Marazzi.
A cura della Pinacoteca dell’Età Evolutiva – PInAC

• 14h00 – 18h00 Ritratti di Famiglie
Allestiremo un mini set fotografico (anche questo en plein air) dove un fotografo professionista potrà realizzare dei “ritratti di famiglie” per tutte le famiglie presenti.
A cura di Francesco Frugoni

• 14h30 – 16h30 Laboratorio di Aquiloni
Costruiamo aquiloni con materiale da riciclo e recupero vario
A cura di Chiara Pedrini

Di fronte allo spazio Fai da te…

• 14h00 – 18h00 Ciclofficina Bre-cycling
Ripariamo e mettiamo in sicurezza le biciclette dei bambini e dei grandi che saranno presenti all’iniziativa.
A cura della Cooperativa Il Calabrone

E inoltre…

• Itinerari guidati di Ambiente Parco – Natur.Acqua e Gioco.Lab

• Spazio Info Affido

• Note al parco

• Spazio trucca bimbi e spazio disegno per i più piccoli

• Merenda al parco

Il programma è disponibile anche sulla pagina fb Affido Brescia.

2^GPA2017_programma_short_version

2^GPA II 2017_programma_long version


A5-GPA2017-02

 


La giornata e la partecipazione alle diverse iniziative e laboratori sono ad ingresso gratuito.

VI ASPETTIAMO!

Per informazioni è possibile mandare una e-mail all’indirizzo info@affidobrescia.eu.

Online la storia di marzo: la testimonianza di Emanuela e Letizia, neo affidatarie

Storia del mese di marzo: UN ASSAGGIO NUOVO… L’AFFIDO LEGGERO!

I protagonisti della storia:

Minori in affido: 2 bambine di 5 anni;
Famiglie affidatarie: Emanuela e Letizia mamme neo affidatarie part-time;
La rete di supporto: i servizi sociali, la comunità.


Ci siamo approcciate con “paura” all’affido leggero come è stato concepito dal Servizio Affido del nostro territorio. Abbiamo partecipato ad un incontro formativo proseguito poi con un colloquio con l’assistente sociale ideatrice e divulgatrice passionale del progetto.

È arrivata la telefonata: c’è una bambina di 5 anni che necessita di stare all’aria aperta, avere nuovi stimoli… ed ecco che tutto avviene.

Siamo due ragazze single che non hanno avuto figli. La breve esperienza vissuta e attualmente in corso, è per entrambe molto interessante e ricca di emozioni.

Consigliamo a tutte le single o a chi è “solo” di avvicinarsi a questo mondo con fiducia. La gratitudine di un bambino/a quando gioca liberamente, quando segue un adulto in una banale azione quotidiana, il sorriso di quando assaggia un cibo gradito o la curiosità di quando prova un’emozione, rappresenta per noi un dono ed una emozione ineguagliabile.

Potremmo osare con una battuta… che l’affido è reciproco!

Certamente poi c’è il resto del mondo con il quale bisogna mediare…ma questa è un’altra storia.


 

“Con i bimbi capirsi è semplice.

Quando ti prendono per mano, hanno già scelto di fidarsi di te.”

Anonimo

 

Online una nuova testimonianza di viaggio! La storia di gennaio

Storia del mese di gennaio: Natale a casa Tabarello

I protagonisti della storia:

Famiglia naturale: la mamma Emy, ragazza del Ghana, giunta in Italia ospite di una famiglia di parenti;
Minore in affido: Paolo, nato quando Emy aveva 16 anni;
Famiglia affidataria: Maria, vedova di 60 anni, che convive con la propria madre, Esterina, di 83 anni;
La rete di supporto: i servizi sociali, le famiglie solidali.


Mi presento, sono Maria Tabarello. Ho fatto tante esperienze di affido quando era ancora vivo mio marito ed anche dopo, ma in occasione del Natale voglio raccontare la storia di Emy, di Paolo, di un affido particolare, di mia mamma e del suo ultimo anno di vita.

I genitori di Emy, quando lei ha compiuto 14 anni l’hanno inviata in Italia, da parenti, sperando di darle un futuro migliore.

Lei mi ha raccontato che invece si é sentita sempre trattata come una serva, da questi parenti.

Quando è rimasta incinta di un suo connazionale più grande di lei, la famiglia che la ospitava l’ha cacciata di casa, ed Emy ha cominciato a girovagare; la polizia di Milano, dove era andata per cercare il padre di Paolo, l’ha trovata per strada ed inserita in una comunità per madri con bambini.

Lì ha partorito ed è rimasta fino a che Paolo non ha avuto quasi un anno, ma si sentiva troppo isolata, stretta nelle regole e nel non poter uscire.

L’assistente sociale con cui collaboro da tanti anni mi ha chiesto se volevo provare a fare un affido diverso, occupandomi di una mamma col suo bambino.

Ho pensato “perché no?” certo, la fatica sarebbe stata doppia, un’adolescente da aiutare a fare la mamma, un bambino piccolo… Pero’ sono un’ottimista, ed ho pensato che una ragazza che deve occuparsi di un bambino avrebbe avuto meno grilli per la testa delle sue coetanee e con un bambino piccolo, da sola, non ce l’avrei fatta, ma Paolo aveva la sua mamma …

Ne ho parlato con mia madre, che in quegli anni cominciava ad essere meno autonoma. Lei era abituata alle mie esperienze di affido, pero’ mi ha fatto qualche obiezione sul fatto che fossero stranieri.

Emy si è dimostrata una brava mamma, anche se inesperta, ma il rapporto con lei è stato difficile all’inizio.

Solo col tempo, aiutate dall’assistente sociale, abbiamo superato tante difficoltà: io ho capito che lei aveva paura di essere di nuovo ospitata solo per fare la serva, Emy ha capito che se voleva stare in una famiglia e non in una comunità, doveva cercare anche lei di “creare un clima familiare”.

Paolo invece ha subito rallegrato tutti, simpatico, sereno, sempre sorridente.

Dopo la maggiore età Emy è andata a vivere col padre di Paolo, lontano da dove abito, ha avuto altri 2 bambini, mi chiama sempre per avere consigli, sono l’unico punto di riferimento che ha in Italia, e quando può viene a trovarmi.

Quando se ne sono andati abbiamo sofferto tanto, io e mia mamma, ma sapevamo che era giusto così.

Nel primo Natale in cui non erano con noi, ma che sono venuti a trovarci, nell’ultimo anno di vita di mia mamma, lei mi ha detto: “non pensavo, alla mia età, di affezionarmi così tanto ad un bambino di colore”

Ecco Paolo è stato il Gesù bambino dell’ultimo Natale di Esterina, a cui aveva allietato e intenerito la vecchiaia.

Io ho chiesto in seguito all’assistente sociale di propormi di nuovo qualche esperienza di affido di madri con bambini, perché ho capito di essere adatta a questo tipo di esperienza, da cui ho ricevuto molto.


 

“Tre cose ci  sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori ed i bambini.”

Dante

Online la storia del mese di dicembre

Storia del mese di dicembre: APPARTENERSI

I protagonisti della storia:

Famiglia Naturale: mamma Irene 37 anni e papà Giacomo 42 separati
Minori in affido: Luca 7 anni e Paola 6 anni
Famiglie affidatarie: Marco e Adriana e figli (famiglia di Luca)
Massimo e Donatella e figli (famiglia di Paola)
Rete: Servizi sociali, educatrice, colleghi, scuola, territorio


Ciao, sono Irene, ho 37 anni e due figli in affido di 7 e 6 anni. Sono andati in affido molto presto, avevano poco più e poco meno di un anno. Era luglio del 2010, un lunedì. Ricordo molto bene quel giorno, ho fatto perfino una foto.
Il tempo era bello, ma non per me, io e Luca eravamo tristi: eravamo in comunità e aspettavamo l’arrivo degli affidatari. Io sapevo che il giorno dopo sarei dovuta andare in una casa famiglia per mamme con bambini…a me però li avevano appena tolti.

Son stati anni difficili, non avevo una famiglia, non avevo un lavoro, non avevo una casa. Vedevo i miei bambini in incontri protetti prima una volta al mese e con il tempo siamo arrivati a una volta a settimana, a volte anche in presenza del loro papà.
In questi anni sono cambiata tanto, ho lavorato tanto su di me, ho fatto degli sbagli ma sono riuscita a migliorare. Per un periodo ho addirittura vissuto per strada, sui treni. Poi nel 2011 ho conosciuto il nuovo servizio sociale e mi è stata data una nuova possibilità; i servizi hanno visto e riconosciuto i miei sforzi e hanno avuto fiducia in me.

Oggi ho una casa e un lavoro e posso incontrare i miei bambini tutte le settimane, a volte anche senza l’educatrice. Qualche volta sono venuti a casa mia, ed è stato magico. Oggi i bambini sono più legati a me, penso che questo sia dovuto al fatto che mi hanno permesso di stare di più con loro così Luca e Paola mi hanno conosciuta meglio ed io sto imparando cosa vuol dire occuparsi di loro.
A settembre ho chiesto di poterli accompagnare a scuola per il loro primo giorno, e me lo hanno accordato!!! E’ stato emozionante!!! Quando sono arrivata a casa a prenderli è stato come rinascere. Non avevo mai visto dove abitassero e dove fossero cresciuti fino a quel momento.
Sono uscita di casa all’alba, con la paura di perdere il treno. Mi sentivo con le ali.
Luca non sapeva nulla, e quando sono arrivata mi si è lanciato nelle braccia.
Con Adriana, la sua affidataria, è stato bello, mi son sentita accolta e come se fossi a casa mia. Ma è davvero così, perché lì c’è un pezzo della mia vita. Poi sono andata a scuola e c’erano tutti i compagni e le maestre, e Luca mi ha fatto conoscere tutti, anche le maestre. Adriana mi ha detto che se volevo potevo andare a prenderlo all’uscita alle 12.30, e nel frattempo sono stata con lei. Mi ha raccontato di Luca, dal primo giorno che era da loro, ho pranzato con loro. C’era una bella atmosfera. Luca ha voluto farmi vedere tutta la casa, e poi abbiamo guardato un cartone animato… mi si è accoccolato addosso… è stato meglio che fare 13!!
Quando sono andata via ero triste, ma non potevo far vedere nulla; un po’ ho rivissuto il distacco di quel giorno in comunità.
Anche con Paola è stato bello… non sapeva che andassi e quando mi ha vista mi guardava ma sembrava non capire. Siamo andati a scuola e le maestre ci hanno aperto la porta e io l’ho accompagnata fino in classe: ho visto il suo banco e ora posso immaginarmi dove sta lei tutto il giorno.

Mi sento rinata, sono tranquilla perché ho visto che i miei bambini sono comunque legati a me e so che stanno bene.
Ora so che le cose possono cambiare. Quel lunedì di luglio credevo che li avrei persi per sempre. Invece nel tempo mi sono accorta che li ho ritrovati, e li sento sempre più legati a me. Le due famiglie che sembrava me li stessero strappando invece hanno fatto la loro parte per rendermi importante agli occhi di miei figli, e io ho scoperto che quelle famiglie sono anche mie.


 

“Ci sono due lasciti inesauribili che dobbiamo sperare di trasmettere ai nostri figli: le radici e le ali.”
H.Carter

 

Online la prima Video Intervista – Testimonianze di Viaggio

Icona testimonianzeLa testimonianza di Raquel e della sig.ra Adriana, un’esperienza di affido per crescere insieme.

Guarda il video su youtube

Il video è stato realizzato in collaborazione con il Forum Terzo Settore, Brescia e ai partner del progetto “PROMUOVERE E SOSTENERE RETI PER L’AFFIDO FAMIGLIARE SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA”, grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

Grazie agli studenti dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia: Giovanni Bocchi, Andrea Della Sala e all’illustratrice Marta Comini per le immagini grafiche.

#affido #affidobrescia #testimonianzediviaggio

Online la prima storia del mese di giugno!

Storia del mese di giugno: LA GIOIA DEL DARE

I protagonisti della storia
Famiglia naturale: Sara, 38 anni
Minori in affido: Paola, 16 anni – Monica, 12 anni
Famiglia affidataria: Giulia, 48 anni – Marco, 51 anni
Le reti: la famiglia naturale, la famiglia affidataria, l’assistente sociale, il parroco ed i volontari dell’oratorio, il gruppo di famiglie affidatarie, la banda musicale, il tribunale dei minorenni.


Siamo sposati da quasi ventidue anni anni e da sei anni viviamo la bella e travolgente esperienza dell’affido familiare: la nostra prima figlia in affido, ora adolescente, non è più a casa con noi, ma la sentiamo con regolarità e la aiutiamo per quanto possiamo. Con noi c’è da più di quattro anni la nostra seconda bimba, arrivata all’età di quasi otto anni, una piccoletta magrissima, con due grandi occhi e i corti capelli drittissimi, desiderosa di tanti baci e lunghi abbracci (anche ora che è più grande!).

La bimba di allora è cresciuta, è una ragazzina allegra e solare, si è affezionata molto a noi e a tutta la famiglia. La sua mamma naturale ha fiducia in noi ed abbiamo instaurato con lei un buon rapporto: la sua fragilità non le permette di allevare la figlia e, anche se a volte se ne rammarica, è comunque contenta che la sua bambina abbia trovato un porto sicuro e tranquillo dove crescere.

Vede la figlia ogni quindici giorni: gli incontri si svolgono in un’atmosfera tranquilla e cordiale.

Noi viviamo la quotidianità come tante altre famiglie: le nostre giornate sono piene di impegni suddivisi tra casa, lavoro, scuola, compiti, catechismo, attività proposte dall’oratorio e dalla banda musicale. Nei confronti di nostra figlia ci siamo impegnati come famiglia (compresi i nostri rispettivi genitori, nonni a tutti gli effetti) a darle la tranquillità e la serenità di cui ha davvero necessità. Lei è cambiata nel tempo, è più calma, matura e riflessiva, sorride molto, è meno pensierosa ed imbronciata, riesce a vivere meglio anche l’incontro con la mamma, dalla quale è meno dipendente che in passato. In questi anni abbiamo maturato pian piano l’idea dell’affido grazie ad alcuni carissimi amici, un’assistente sociale ed una giovane coppia, che ci hanno fatto capire il senso profondo di una genitorialità estesa oltre i legami naturali e il valore dell’accoglienza di una storia che include la presenza delle famiglie di origine dei minori.

Gli affidatari sono persone normalissime che si mettono in gioco per crescere insieme ai loro figli, giunti da realtà diverse, dolorose, complicate, ragazzi di ogni età desiderosi di affetto, comprensione e vicinanza.

Dare affetto è la cosa più importante, confidando che la Provvidenza ci aiuti a “fare il resto” nella convinzione che la crescita dei figli, affidati o naturali, non è solo opera nostra, ma anche di chi ce li ha donati e ha favorito il nostro incontro con loro dal giorno nel quale le nostre vite sono cambiate.

A livello zonale da anni c’è un gruppo di famiglie affidatarie, del quale facciamo parte, che si incontra una volta al mese, alla presenza di un’assistente sociale, per raccontarsi le rispettive esperienze, dare e ricevere consigli e riflettere sulla realtà dell’affido nella quale sono coinvolti i minori, la famiglia affidataria, la famiglia di origine, i servizi sociali, i tribunali per i minorenni.

A noi piace molto ritrovarci insieme a queste famiglie e, con alcune di loro, abbiamo partecipato a qualche serata di sensibilizzazione all’affido familiare organizzata dai nostri servizi sociali di zona.

Desideriamo ringraziare queste famiglie e le molte altre famiglie nostre amiche e conoscenti, che ci hanno sostenuto e ci supportano in questa avventura: anche attraverso il loro aiuto concreto e la simpatia con la quale ci accompagnano sentiamo su di noi la mano provvidente di Dio.


 

“Vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (Atti 20, 34-35)