I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, 9° Rapporto CRC

È uscito il 9° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – Gruppo CRC – per l’anno 2015-2016.

Il Gruppo CRC è un network, coordinato da Save the Children Italia, costituito nel 2000 e composto da 91 soggetti del Terzo Settore che si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese.
Il Gruppo CRC pubblica ogni anno un Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della CRC, in occasione dell’anniversario della ratifica della Convenzione in Italia (27 maggio). Ad oggi, il Network ha realizzato nove Rapporti di aggiornamento annuali e due Rapporti Supplementari inviati al Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’adolescenza è uno dei numerosi focus presenti nel documento, che approfondisce ben 50 tematiche, tra cui anche l’affidamento familiare.

La mappatura della situazione individua criticità su più fronti.
A partire da quello istituzionale, che vede delle importanti lacune sotto il profilo della Governance delle politiche a supporto dell’infanzia e degli adolescenti.
Numerose leggi sono ancora ferme in Parlamento, quali: la riforma del sistema di protezione e accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati – MSNA; l’acquisizione della cittadinanza per i minorenni di origine straniera.

Il Gruppo CRC, inoltre, sottolinea la carenza di dati certi, completi e comparabili in riferimento alle complessa situazione delle persone di minore età fuori dalla famiglia di origine.

Per quanto riguarda nello specifico, il tema dell’affido familiare, proprio la carenza di dati certi e aggiornati al 2015 almeno, complica l’attività di monitoraggio e di comparazione delle situazioni.
Sono numerose le criticità che emergono: ad esempio, oltre alla mancanza di dati omogenei, la durata eccessiva degli affidi, il numero esiguo di affidi di minori di età compresa tra gli 0 e i 2 anni, o ancora l’urgenza di programmare in modo sinergico interventi in chiave preventiva, per evitare l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine, anche attraverso interventi di sostegno alla genitorialità, attraverso una rete di famiglie cosiddette solidali.

Ci sono ovviamente anche delle buone prassi da diffondere e rafforzare, nonché progetti e campagne regionali o nazionali volti a sostenere e diffondere l’affido e la cultura dell’accoglienza, soprattutto nelle zone e territori dove l’affido è meno diffuso e le carenze sono più marcate.

Il documento di ben 204 pagine, si occupa di ambiente familiare e misure alternative all’interno del capitolo IV.

Per chi desidera saperne di più, è possibile leggere e scaricare il documento intero visitando la pagina del Gruppo CRC www.gruppocrc.net/-pubblicazioni-del-gruppo-crc